CASERTA – Come prevedibile, i risultati del voto di ieri non hanno portato al formarsi di una maggioranza netta sia alla Camera che a Palazzo Madama. Numeri alla mano, non sembra esserci, infatti, una coalizione, o partito, con la maggioranza assolutadi 316 deputati e 158 senatori. E questo in nessuna delle due Camere. Il centrodestra ottiene più seggi sia al Senato (140 nella migliore delle ipotesi, secondo le proiezioni del Consorzio Opinio Italia), sia alla Camera (257 nello scenario più ottimistico).
Ma resta ben lontano dall’asticella che permette di legittimare un governo. Il primo partito è di gran lunga il Movimento 5 Stelle che però potrà ottenere fino a 119 poltrone a Palazzo Madama e fino a 240 a Montecitorio. In mezzo il centrosinistra, con fino a 55 seggi al Senato e fino a 120 alla Camera. Assurdità di questa legge elettorale, imbarazzante risultato ed eredità di cinque anni di legislatura.
Se le forze politiche rimanessero fedeli alle dichiarazioni della campagna elettorale e di questa notte, sarebbe da escludere un appoggio di Pd e centrosinistra sia a un esecutivo di centrodestra, sia a un governo grillino. In entrambi i casi, va sottolineato, l’eventuale sostegno sarebbe sufficiente per raggiungere una maggioranza.
“Il Pd dovrà decidere da che parte stare”, ha detto D’Attorre (Leu) questa notte a Porta a Porta, aprendo implicitamente a un’alleanza coi 5 Stelle. Che da sola, però, non basta per governare. “Saremo all’opposizione”, la linea del dem Ettore Rosato, ribadita senza tentennamenti. “Tutti dovranno parlare con noi”, hanno invece detto a chiare lettere gli esponenti pentastellati commentando i risultati. “Siamo pronti a confrontarci sui contenuti, non sulle poltrone”, il diktat grillino.
ALLEANZA LEGA M5S
Escluso il Pd, va valutata l’opzione forse più plausibile: ovvero quella di una alleanza tra i 5 Stelle e la Legadi Salvini che uscirebbe in questo modo dalla coalizione di centrodestra. I numeri, nel caso, consentirebbero una larga maggioranza sia alla Camera, sia al Senato. E sarebbe la maggioranza più antieuropeista, considerato che nell’Europarlamento M5S sta con Farage e la Lega con Front National e Fpoe.
GOVERNO TECNICO O DI SCOPO
Un’ulteriore ipotesi, non da scartare, sarebbe quella di un governo tecnico e di scopo sostenuto da centrodestra e centrosinistra, con l’obiettivo di mettere a punto una legge elettorale per tornare al voto appena possibile. Operazione che potrebbe non essere nè semplice, nè veloce. In questo caso il Movimento cinque stelle sarebbe non determinante. La palla passa ora al presidente della Repubblica Mattarella che, sulla base di numeri e consultazioni, dovrà decidere se e a chi dare l’incarico per formare un nuovo governo. Prima, però, c’è la partita delle presidenze delle Camere – essendo la prima votazione fissata per venerdì 23 marzo -, ed è ovviamente tutta ancora da giocare nelle prossime settimane.
E su questo fronte, va sottolineato, anche il rigido Movimento 5 Stelle potrebbe concedere qualcosa agli attuali avversari in cambio, magari, di un appoggio esterno o di un patto di non belligeranza. Un banco di prova, quello per eleggere i numeri uno di Palazzo Madama e Montecitorio, che potrebbe servire a ‘testare’ eventuali alleanze di governo.
