USA, La prima “finanziaria” di Trump: tagli a tutto in favore delle spese militari

WASHINGTON – Le affinità tra Trump e Putin lasciavano presagire, già in campagna elettorale, quale fosse l’indole del neo presidente degli Stati Uniti. Dalle parole The Donald passa ai fatti, proponendo al Congresso di aggiungere 52,3 miliardi di dollari per la difesa ad una spesa già alta (521,7 miliardi), con un aumento del 10%. Poi solo altri due bonus: 4,4 miliardi di dollari in più ai veterani, gli ex militari (incremento del 6%) e 2,8 miliardi per la sicurezza interna (più 7%), risorse per assumere agenti frontalieri e funzionari dell’agenzia di controllo sull’immigrazione e, naturalmente, per cominciare la costruzione di un altro Muro con il Messico. Per le altre 14 voci principali sono previsti tagli mediamente pesanti e la cui somma, pari a circa 60 miliardi di dollari, dovrà compensare i nuovi stanziamenti per forze armate e agenti di polizia. È una manovra monotematica, «law and order», che penalizza tutto il resto. I fondi destinati al ministero degli Esteri vengono decurtati del 29%: 10,9 miliardi di dollari in meno per i contributi all’Onu e, in generale, alla cooperazione. Intoccabili, sono invece, i 3,1 miliardi di dollari in aiuti militari che gli Stati Uniti passano ogni anno a Israele. Che Trump non godesse di grandi consensi nelle ultime settimane era evidente ma con la sforbiciata del 31% all’Agenzia per la protezione dell’Ambiente i malumori si accentuano. Sulla scuola la linea Trump prevede 1,4 miliardi di incoraggiamento per le famiglie verso gli istituti privati, ma anche un taglio di 9,2 miliardi tra borse di studio per i meno abbienti, corsi pomeridiani e programmi estivi. La bozza di bilancio cancella anche i corsi di riqualificazione a beneficio dei disoccupati di lungo corso, i cinquantenni senza lavoro, i disabili in cerca di inserimento. Trump non fa sconti a nessuno.