
CASERTA – Vecchio, non più a norma, da adeguare, allora è meglio chiuderlo. Stiamo parlando del serio rischio che corre lo storico palazzo da sempre sede della Provincia di Caserta nel cuore della città, al centro del Corso Trieste. Tale evenienza, per fortuna ancora in attesa di conferma, sarebbe un grave colpo per la città, per la storia, per l’immagine del capoluogo. A tal proposito registriamo una lettera aperta del consigliere comunale Antonio Ciontoli che attraverso un post su facebook espirme la sua piena disapprovazione verso una eventuale chiusura.
” Leggo da varie fonti di una imminente chiusura del Palazzo della Provincia in Corso Trieste. Motivo? Non avrebbe l’agibilità e sarebbe da adeguare alla normativa sulla sicurezza. Ebbene, come capita di sovente, piuttosto che affrontare il problema e risolvere, adattando e migliorando la struttura, la si disconosce, recidendola alla base del suo valore. Si chiude, quindi, a totale discapito della storia della città, della provincia e delle istituzioni. I minimi interventi, oggi necessari, fra qualche mese, a causa del degrado che ogni chiusura e abbandono comportano, lieviteranno a costi altissimi.
L’esigenza di una rigenerazione complessiva, lascerà il palazzo definitivamente fuori da ogni ulteriore considerazione attiva. Mi risulta in essere un braccio di ferro sul tema tra la politica ed i dirigenti, spero che il Presidente Silvio Lavornia ed i rappresentanti del popolo, tutti, nessuno escluso, possano imporre la volontà di continuare ad utilizzare il palazzo come sede di rappresentanza, come semplice spazio museale ed anche solo per convegni ed iniziative di interesse pubblico e generale. Quel palazzo è stato sede prestigiosa di storia amministrativa e politica e a memoria, se non sbaglio, ha visto tra i suoi illustri ospiti, nei 150 anni di storia celebrati, presidenti della Repubblica del calibro di Gronchi, Leone e Ciampi, presidenti del consiglio tra cui da ultimo Berlusconi e Prodi … insomma non si può chiudere con un atto di fredda burocrazia, un’altra pagina, l’ennesima, di storia politica ed amministrativa, provinciale e cittadina.
Si riparta da una ipotesi di rilancio e riuso, per dare un nuovo valore alle istituzioni e alla partecipazione democratica, si riscopra il senso di una appartenenza ad una terra che ha bisogno di scelte forti e non confliggenti con la ragione e l’interesse pubblico, si valorizzi il patrimonio pubblico che già espone tra i suoi cespiti fuori uso, pezzi di evidente degrado tra cui i quattro emicicli di piazza Dante – di cui uno proprio della provincia e cioè l’ex Circolo Sociale a piano terra e l’ex ufficio pesca e caccia nell’ammezzato e al primo piano. Il cubo della Saint Gobain, per quanto già adibito a sede del parlamentino provinciale e munito di tutti i comfort di accessibilità, non potrà essere esaustivo di una rappresentanza storica ed istituzionale di valore. Servirà valutare, al fine di ogni decisione che il palazzo di Corso Trieste è di proprietà mentre quello della Saint Gobain è in fitto
