CASERTA – Con il voto disgiunto, le liste apparentate con Carlo Marino superano il 50%, ma il candidato sindaco non riesce ad evitare il ballottaggio. In troppi hanno votato i vari candidati consiglieri delle sue liste, ma hanno preferito indicare altri aspiranti sindaci. Con questo andazzo, il candidato del centro destra Riccardo Ventre parte meno amato al ballottaggio e addirittura, in caso di vittoria, rischia di ritrovarsi senza una maggioranza se in questi quindici giorni non riuscirà a concluderà accordi con altre liste. Il magistrato rischia di dover governare con 15 consiglieri, oltre a lui, su 32 componenti del Consiglio comunale.
In caso di vittoria di Marino, lo stesso avrebbe 19 consiglieri contro i 13 degli altri raggruppamenti. Questo dimostra come gli elettori hanno fatto uso del voto disgiunto ai fini del consenso, con Marino che ha abbondantemente superato Ventre, con 19.590 voti che corrispondono al 45,12% contro gli 8.486 di Ventre con il 19,54%. Per ì voti di lista, il Pd ha totalizzato oltre 4.800 consensi e dovrebbe essere rappresentato in seno al Consiglio con quattro consiglieri.
Bene anche la lista civica “Terra libera” che con 3.500 consensi racimolati, conta di farne parte con tre consiglieri. Riccardo Ventre deve ringraziare la famiglia Zinzi per il risultato ottenuto. La lista “Caserta nel cuore”, con circa 3.700 voti, è la seconda della coalizione Marino ad essere più votata con l’8,83% tanto che “doppia” Forza Italia molto lontana dai tempi della sua fondazione da parte di Berlusconi, che ottiene 1.839 voti, con diversi candidati che era meglio non si presentavano perché anno raccolto molto poco. Un po’ meglio la per la lista ” Primavera Casertana”, messa su dall’ex consigliere azzurro Roberto Desiderio, che ha raccolto a malapena 2.300 consensi.
Dietro i due contendenti al ballottaggio, si piazza Francesco Apperti con le sue due civiche. Durante lo spoglio, man mano che arrivavano i dati degli scrutini, in alcuni momenti è sembrato che il candidato di Speranza per Caserta potesse addirittura realizzare l’impresa di superare Ventre, ma alla fine, l’ha spuntata l’ex presidente della provincia per un migliaio circa di voti. Comunque, Apperti con Norma Naim entrano in Consiglio comunale riproponendo la coppia di opposizione che tanto si è data da farei n parte della consiliatura Del Gaudio.
Sempre nelle liste civiche, Gianfausto Iarrobino è stato sostenuto soprattutto dalla lista “Quarto polo”, che ha avuto più consensi di qualche partito tradizionale come Fratelli d’Italia. Molto peggio hanno fatto le altre due sigle a sostegno del medico “Caserta Kest’è” e “Caserta in Comune”, arrivati rispettivamente terzultima e penultima nella graduatoria. A superare la soglia del 3% anche l’imprenditore Enzo Bove con la sua “Città futura”, mentre la missione non è riuscita né a Luigi Cobianchi con “Caserta libera!”, né a Nello Spirito con “Uniti per Caserta”. Stessa sorte è toccata anche a “Noi con Salvini” con il candidato sindaco Enrico Trapassi, a questa lista non è riuscito l’intento di intercettare il voto di protesta dopo la bocciatura della lista del M5S da parte dei vertici nazionali del movimento. E’ stato Apperti, a ospitare nelle sue liste tre dei candidati del MOVIMENTO di Beppe Grillo. La classifica è chiusa da “Sud indipendente” a sostegno di Marino, che si è accontentata solo di 19 voti.
