CASERTA – A scrutinio concluso, il neo consigliere comunale Antonio CIONTOLI intende ringraziare chi ancora oggi, dopo tanti anni, crede in lui. Noi ci sentiamo di affermare che il Ciontoli è uno dei pochi consiglieri che “porta Caserta nel cuore”, d’altronde si è visto con quanta passione svolge il compito istituzionale affidatogli dagli elettori. Ecco i ringraziamenti di Ciontoli:
“ Buonasera, in genere si dice che “Chi ringrazia esce fuori dall’obbligo”.
Ebbene io oggi non solo dico GRAZIE DI CUORE, ma rimango obbligato in amicizia, responsabilità ed impegno per la nostra città.
Ho accettato lacandidaturanelle ultime ore del giorno finale per la presentazione delle liste. Non conoscevo i candidati, i giochi di alleanze, la militanza storica che, in un partito, si unisce e si ritrova sempre nei momenti della sintesi. Avendo sottoscritto la lista, su cortese sollecitazione del commissario Mirabelli, pur forte della mia storia, ho temuto di essere stato un incauto, poiché, senza riflettere a fondo, mi sono lanciato a capofitto in questa avventura che ho affrontato con l’entusiasmo della prima volta.
Tre settimane per recuperare iltempoperduto, 10 i giorni di ferie utilizzati.
Ho telefonato, messaggiato, importunato, l’ho fatto, spero sempre con garbo, nelle ore giuste, tenendo in considerazione i tempi vita delle famiglie. Ho parlato e postato tantissimo suFb e Twitter, mia non è stata una vetrina elettorale ma la sola rappresentazione di un impegno quotidiano di chi vive le bellezze e soffre le impotenze della propria Terra.
Tanti hanno ricevuto dalle mie mani il facsimile. Con tutti mi sono confrontato sulla necessità di non disperdere il voto e soprattutto di farne un uso corretto, sempre. Ho avuto il privilegio di 11 voti dineo diciottenni, ad essi ho offerto la custodia sana, del proprio diritto e della propria scelta, nel caveau del mio cuore. Ad ognuno ho offerto l’impegno di prodigarmi per una nuova stagione dipartecipazioneresponsabile e consapevole.
Ho sperato ed inneggiato alla rigenerazione dellaPolitica, diversa dalla partecipazione occasionale ed elettorale. Ho creduto nella possibilità di veicolareidee. Nel mioimpeto, l’esigenza di non disperdere l’esperienzaamministrativa e politica acquisita.
Ho agito, dunque, con l’irrazionalità di chi è preso da un primoamoreed ho percorso infiniti chilometri nello spettacolo delle nostre 21 splendide frazioni, spostandomi dal centro ai rioni e fino alla periferia dei comuni limitrofi. Ho fotografato scorci, tramonti, orizzonti vecchi e nuovi di diverse forme di isolamento e solitudine. Ho acquisito un concetto basilare, la gente chiede un miglioramento radicale della qualità della vita, dell’immagine e del decoro e, quindi, nuovi servizi alla persona.
Ho vissuto questa esperienza esaltante con chi mi vuole bene, ricevendo importanti infusioni d’affettoprima checonsensi. Ed è stata anche questa precondizione, allargatasi man mano che si avvicinava la scadenza, che mi ha portato a gestire e comprendere anche fisiologiche fasi di scadimento della scala dei valori e degli impegni assunti.
Ora i dati, sia pur ancora frammentati, dicono che potrei essere ancora una volta in consiglio comunale, ciò che mi rende fiero ed orgoglioso del consenso ricevuto e della nostraamicizia.
Ed ecco dunque il GRAZIE DI CUORE per quanti hanno creduto in me, per quanti, malgrado ogni disagio, pensano che la politica sia ancora una dinamica necessaria, per quanti ancora danno valore alla sostanza dei rapporti più che allo status, insito nel ruolo, per quanti, ancora scevri dall’egoismo dominante, hanno a cuore le sorti di questa straordinaria Terra e, perché no, anche per quanti, schiavi del bisogno, pensano che il voto sia ancora uno strumento per alleviare i disagi di un giorno e lasciare intatte le ferite di sempre.
Mi fermo qui. Vi chiedo: non lasciatemi solo, non lasciate, la delega conferita, sola nelle mani degli eletti, ritorniamo a frequentare i consigli comunali, rispettiamo e diamo valore alleistituzioni, recuperiamo quel pizzico difiduciae disperanzanelfuturo, unico depositario del nostro destino e lavoriamo consapevoli che lacritica, per quanto appagante, lascia sfogare la rabbia ma non serve a cambiare il mondo. Io sono qui”.
