Antonello Velardi, il nome nuovo della politica di Marcianise e casertana

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MARCIANISE (Caserta) – E’ possibile lasciare un lavoro pieno di soddisfazioni; una carriera al massimo livello non solo nel Mezzogiorno ma in tutta Italia; la possibilità di indirizzare la vita sociale e politica italiana con la più antica delle arti: l’esercizio della parola… In forma scritta? La domanda è chiaramente retorica, la risposta può essere solamente no. Un giornalista, quando lo è nel profondo del suo animo non può cambiare, non rinuncerà mai alla sua missione. Lo può fare solo in cambio di un amore più grande. Quello per la sua terra.

Innamorato della sua terra

E’ quello che sta accadendo a Marcianise, città alle porte di Caserta, dove il caporedattore centrale de “Il Mattino”, Antonello Velardi, ha dato la disponibilità a guidare la sua città, in vista delle prossime amministrative. A Marcianise da un paio di consiliature le Amministrazioni saltano senza terminare il loro normale mandato e gli abitanti della città patiscono l’inerzia politica e amministrativa che il loro territorio è costretto a vivere. Ora la disponibilità di Velardi può essere il segno forte del cambiamento, la rivoluzione che trasforma la città che negli anni Ottanta fu costretta al coprifuoco dalla criminalità organizzata, nella terra delle start up e dell’innovazione.

Il ritorno della Brianza del Sud

Perché quella che un tempo era stata definita come la Brianza del Sud conserva ancora nei suoi geni la spinta manifatturiera e industriale per guidare la rinascita di tutto il Mezzogiorno. Il nome di Velardi a dire la verità già da tempo correva tra la gente comune come quello più ambito, più desiderato di Marcianise. E forse non solo di Marcianise, considerato che Caserta, la vicina città capoluogo di provincia, soffre una grave crisi di leadership e personale dirigente, che qualcuno aveva immaginato di risolvere coinvolgendo il giornalista “che fa” di Marcianise.

Velardi, il nome che corre

Velardi infatti nella sua città/paese è conosciuto da tempo per le tante cose fatte: l’apertura dello svincolo autostradale sull’asse mediano, con un continuo martellamento delle ignave istituzioni preposte; l’impegno per la nuova palestra per il pugilato delle Fiamme Oro; la cura sistematica con cui ha seguito e proposto, sostenendo anche la nascita di un immaginario collettivo nazionale e internazionale, della palestra Excelsior che tanto vanto ha dato all’Italia; l’impegno sui media per incardinare in città le Forze dell’Ordine in strutture più degne e funzionali alla sicurezza dei cittadini e anche di carabinieri e poliziotti.

Formica operosa

Un lavoro silenzioso, da formica, teso a costruire cose da donare alla propria terra e ai suoi figli; al contrario delle cicale politiche che negli ultimi anni hanno guidato la città famosa per Castel Loriano o il magnifico convento degli alcantarini.

Il convento dei Francescani simbolo della nuova Marcianise

E proprio il convento degli Alcantarini, più noto come convento dei francescani, in pieno centro storico, è un po’ il simbolo del lavoro silenzioso di Velardi in questi anni. Da buon giornalista e da buon cittadino Velardi non ha tralasciato nulla di ciò che accadeva sul territorio, sempre presente nell’aver cura della sua ex scuola, il Liceo Quercia; le questioni della viabilità o della sanità.

Lo spirito del curioso che la gente ama

Con quello spirito del curioso che si domanda perché certe cose semplici, stupide per tutti, sono di incommensurabile difficoltà per la politica. E proprio questo la gente comune di Marcianise ha capito e visto. Tante piccole cose, che poi diventavano grandi, e utili; in cui era il giornalista a muovere i fili e nessun altro. Era Velardi passeggiando per strada o incontrando un amico a dare l’ultima notizia o l’assicurazione che una cosa si sarebbe realmente concretizzata. Ed è questo che le persone comuni ricordano.

Quello che i politici dovrebbero fare

Quello che vorrebbero da un politico. E Velardi da giornalista curioso e interessato al bene comune ha fatto quello che i politici non facevano. Un po’ come accadeva al convento, dove si aiutava chi non aveva possibilità o era in difficoltà a tirare avanti, a risolvere una questione concreta. Se la disponibilità diventasse concreta candidatura, sostenuta da un partito o una colazione di partiti, a Marcianise non ci sarà storia. Avremmo perso un ottimo giornalista, ma guadagneremmo un bravo sindaco. Merce rara di questi tempi.

Castel Loriano, Marcianise