La sfiducia di parte del consiglio al Sindaco, è l’ennesima sconfitta per la città

CASERTA – La notizia era nell’aria e, nonostante, i giochi di prestigio, accordi, inviti alla responsabilità, l’irreparabile è avvenuto. Le dimissioni di diciassette consiglieri, tra cui diversi della maggioranza, e la conseguente sfiducia verso il sindaco Del Gaudio.

 

Morale della favola: il primo cittadino, suo malgrado, chiude con un anno di anticipo il suo mandato. La gestione pubblica verrà affidata ad un commissario in attesa di nuove elezioni previste a stretto giro. Festeggiano le opposizioni. Francamente facciamo fatica a comprenderne il motivo. La nostra non vuole essere una difesa d’ufficio dell’ex sindaco, lui non ne ha bisogno  e noi non siamo intenzionati a farla. Per fortuna questa testata brilla pe rla sua indipendenza e obiettività di giudizio.

il fatto è che, dopo il commissariamento dei trasporti pubblici, del Ept, la disastrosa situazione finanziaria del Comune, situazione che gradualmente pare stesse cominciando a vedere la luce, non se ne sentiva proprio la necessità di avere anche Palazzo Catropignano retto da un commissario. Invece, hanno vinto i soliti giochi di bottega. Oramai Del Gaudio era arrivato quasi all’epilogo del suo quinquennio, il suo operato, il suo decadimento o meno avrebbe dovuto essere giudicato dagli elettori,  e non certamente da dimissioni di massa. Chi aspirava alla carica di sindaco aveva tutte le possibilità di mettersi in mostra con una opposizione sana, leale e costruttiva; mostrare il perché del fallimento di questa amministrazione, proporne le alternative, ma non i soliti pastoni triti e ritriti.

E poi, la sfiducia al primo cittadino è una storia già vista a queste latitudini negli ultimi anni.

Adesso si apre una vacatio dove dovrebbero venir fuori tutti quelli che aspirano alla elezione a sindaco, una vacatio che potrebbe anche divenire terreno per il tutti contro tutti. Così, mentre chi i era stato chiamato dai cittadini per amministrare la cosa pubblica litiga, la città sprofonda.

La politica è un arte nobile al servizio del cittadino, ma spesso questo concetto basilare concetto costituzionale viene dimenticato.