ROMA – “Presentare 17mila emendamenti vuol dire bloccare il lavoro della Commissione Affari Costituzionali e ritardare l’esame in Aula della riforma elettorale”. Lo afferma il senatore Lucio Romano, aderente a Democrazia Solidale e membro del Gruppo Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE. “Néèpossibile scambiare la dialettica democratica con lo scambio fra ordine del giorno e ritiro degli emendamenti. Ha ragione la presidente Anna Finocchiaro quando avverte che la Commissione non si fa ingabbiare”. “Serve il piùampio accordo possibile”, aggiunge Romano, “ma non possiamo subire il diktat della minoranza e del suo ostruzionismo poco costruttivo. Il tempo per ragionare e discutere deve concludersi con la decisione. Il percorso delle riforme deve andare avanti”.
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