Caserta, “AAA: vendesi per 10 milioni di euro Palazzo Castropignano sede del Comune”

CASERTA — Per coprire il passivo che ha causato il dissesto, tra non molto i cittadini si ritroveranno con un cartello appeso all’ingresso di palazzo Castropignano con la seguente scritta: “VENDESI”. LA geniale Idea è venuta al sindaco Pio Del Gaudio mettendo la struttura all’asta fra i beni che il Comune intende vendere per risanare le casse. Del Gaudio ne ha già discusso con i commissari dell’Organismo straordinario di liquidazione e il provvedimento sarà incluso nella prossima trance di beni che l’Osl metterà in vendita. Previsioni di incasso, circa dieci milioni di euro.

Alla vendita del palazzo, c’è già l’alternativa per la nuova sede: tutti gli uffici comunali andranno accorpati nella caserma Sacchi dove ci sono già l’anagrafe ed il settore attività produttive, questo il motivo che fra breve vedrà partire il secondo lotto dei lavori tra l’altro, già finanziati dal PIU Europa. I nuovi uffici saranno meno centrali rispetto della storica piazza Vanvitelli, e anche se la caserma Sacchi è forse anche più raggiungibile, c’è da risolvere innanzitutto il problema parcheggio sia per i dipendenti che per il pubblico.

A questo punto, se l’asta avvenisse nel giro di sei mesi, come nelle intenzione del sindaco, e nel frattempo i lavori nella Sacchi  partissero puntuali, il trasferimento, e la piena funzionalità potrebbero arrivare a compimento nel giro di max un anno. «In fondo, dichiara il Del Gaudio, cambiare sede significa anche abolire vecchie “padronanze d’ufficio”. Molte volte è anche una cosa psicologica, e abbandonare vecchie abitudini o lasciare stanze e spazi che negli anni sembrano acquisiti come fossero di proprietà, per questo penso che sia meglio per tutti. Insomma, a tutto questo “transformer” il sindaco ci crede davvero anche se è una delle sue solite provocazione come il corno davanti alla Reggia a Natale. «E subito ribatte: il corno sarà stata pure una provocazione, ma ha avuto i suoi effetti per la Reggia, al contrario di quello che stava facendo la David.

Questa è un’altraq provocazione, ma deve dare uno scossone all’intero parlamentino della città, purtroppo noi enti comunali dissestati da soli non ce la faremo mai, ecco perché si devono prendere provvedimenti ad hoc per pareggiare il bilancio. Mentre l’ultimo provvedimento che ha adottato il Governo è la riduzione di un’ulteriore riduzione del 5% dei trasferimenti ai Comuni. Questo significa meno manutenzione a strade, scuole, e meno mense. E allora cosa possiamo fare? L’unica soluzione è fare un gesto emblematico, cioè vendere il Comune, che vuol dire, dare un segnale chiaro ai cittadini. Con la vendita della casa comunale in piazza Vanvitelli, noi crediamo di poter dire ai cittadini: ecco, noi davvero ce la stiamo mettendo tutta, perché la percezione del palazzo in centro per i cittadini significa spreco quando tutti sanno che abbiamo la caserma Sacchi.

E aggiunge: “La mia è comunque, una provocazione fino ad un certo punto perché io la voglia di venderlo c’è l’ho veramente”. Certo, un po’ di nostalgia c’è e per questo  non vorrei mai arrivare a vendere palazzo Acquaviva, sede della Prefettura e della Questura, perché lì c’è anche un alto valore storico e architettonico perché nel contesto della Reggia e quindi non è certo la stessa cosa che vendere Palazzo Castropignano. Però purtroppo dobbiamo rendiamoci conto che i politici devono dare risposte ai cittadini che tanti sacrifici stanno facendo, e che ancora non sono finiti. Il Governo adotta provvedimenti per Roma capitale e per Napoli  ignorando realtà come Caserta e tutti gli altri Comuni dissestati. “Io ai casertani non voglio chiedere ulteriori sacrifici, e questo noi non lo crediamo.

Vendiamo Castropignano per non fare altri tagli, faremo cassa vendendo il palazzo, che problema c’è?” A dire la verità, quello che erroneamente viene chiamato Palazzo Castropignano, tale non è: un edificio che ospita la sede comunale, alto, con specchi blu e un colonnato sotto, è un edificio moderno oltretutto neanche particolarmente bello perché non compatibile con la struttura della Reggia dei Borboni, costruito nei primi anni ’60 al posto dell’antico e originale Palazzo Castropignano. Tutta altra storia la struttura della Sacchi, è un antico edificio vescovile risalente al XVII secolo, e nel dopoguerra è stato utilizzato dalle nostre Forze Armate, peraltro già parzialmente recuperato nel 2000 con i fondi Urban, e ora oggetto di ulteriori finanziamenti di circa 6 milioni di euro con il PIU Europa per il suo recupero definitivo con un progetto molto più ambizioso, che oltre ad essere sede di uffici, sarà anche luogo di aggregazione e di cultura.

L’ultima delibera dell’Ente risale ad aprile e riguarda la mancata vendita degli immobili messi all’asta: “Il Fondo Investimenti per la Valorizzazione – Plus che è una società della Cassa Depositi e Presti ci darà una mano per ottimizzare i processi di vendita di tutti gli immobili comunali non venduti. E questo è un nuovo sistema che supera ogni immobilismo e ci aiuterà più velocemente ad uscire dal dissesto”.