CASERTA – “Sia il nuovo presidente del PPE e che il Candidato per la Presidenza della Commissione UE hanno posto il tema della giustizia finalmente come priorità politica nell’intera UE – dichiara Antonio de Lucia – questo è particolarmente importante per l’Italia, per il nostro partito e per il Presidente Silvio Berlusconi, a cui vale la pena di ricordalo è stato impedito di essere presente a questo vertice”.
Antonio de Lucia, Presidente del DEMYC l’organizzazione Europea dei giovani di centro destra per la seconda volta ha preso parte al Congresso del Partito Popolare Europeo della scorsa settimana a Dublino.
Nel corso del congresso Antonio de Lucia tra delegati che Forza Italia ha scelto per l’appuntamento con a capo il capo delegazione l’ex Ministro delle Politiche Europee la Senatrice Anna Maria Bernini e il massimo esponete italiano presso la UE, Antonio Tajani Vice – Presidente della Unione Europea.
Nel corso del congresso si è ratificata del nuovo presidente del PPE, il francese Joseph Daul e la scelta del candidato per i prossimi cinque anni della Commissione Euroepa, scelta che è caduta sul lussemburghese Jean Claude Juncker, candidato supportato dalla prima ora dalla maxi delegazione di Forza Italia.
L’incontro è stato particolarmente proficuo per gli incontri che Antonio de Lucia ha avuto nel corso del Congresso, su tutti con l’attuale Presidente della Commissione Europea il Portoghese Jose Manuela Barroso, incassando il sostegno di quest’ultimo per la prossima campagna del DEMYC “Nemico Pubblico N°1: Disoccupazione giovanile” e last but not least l’incontro particolarmente emozionante con la leader Ucraina Julija Tymošenko (nella foto con Antonio de Lucia) alla quale ha manifestato tutta la vicinanza umana per gli anni di ingiusta prigionia alla quale è stata sottoposta.
C’è da registrare al vertice la straordinaria partecipazione del leader degli U2, Bono Vox infatti ha accettato l’invito del PPE e ha detto: “Il mondo ha bisogno dell’Europa e l’Europa comincia da noi” nel corso dell’intervento Bono, tra “Amo l’Europa” e la richiesta di andare oltre, dopo “60 anni da Roma” la semplice unione economia. “L’Europa è un pensiero che deve diventare sentimento” ha aggiunto Bono, definendo “incredibile” l’euroburocrazia che tanto affloscia il progetto europeo.
