Caserta – Con riferimento ad una delle ultime delibere, il commissario prefettizio ci ha un po’ spiazzato con la decisione di aumentare la TARSU a Caserta del 15 per cento, per questo il prof. Melone ha inviato una formale lettera di denuncia al Commissario prefettizio per la revoca della delibera n. 70/2011 avente per oggetto “tariffe TARSU 2011”. Il movimento Speranza per Caserta ha cominciato una raccolta di firme per rivedere il piano dei rifiuti e ritirare questo ulteriore tartasso ai danni dei cittadini. Che le tasse casertane sono tra le più alte d’Italia questo è risaputo, per questo non ci meritavamo proprio un altro aumento. Ma anche di là dalla scelta economica, dice il prof. Melone, “mi preoccupa soprattutto la scelta politica di colpire trasversalmente i cittadini, categorie professionali ed esercizi commerciali in un solo colpo, praticamente tutti e, si ripete, indistintamente ogni qualvolta nella casa comunale c’è un Commissario prefettizio. La preoccupazione cresce perché si é voluto creare un’ulteriore gabella senza creare un meccanismo virtuoso di differenziazione non solo della raccolta della spazzatura, ma anche e soprattutto della produzione della spazzatura. Prendiamo ad esempio un’abitazione, uno studio di avvocati e una pizzeria. Senza bisogno di aderire a Legambiente o Greenpeace e senza bisogno di essere attivisti ambientalisti si capisce che la produzione di rifiuto di queste tre realtà è semplicemente diversa, un’abitazione per quanto grande e con famiglia numerosa non produrrà mai la stessa quantità di rifiuti ad esempio di una pizzeria, così come uno studio di avvocati non produrrà mai la stessa quantità di rifiuti di un’abitazione. È comprensibile a tutti che l’aumento indiscriminato della TARSU per queste tre realtà, in cui il cittadino a conti fatti paga più degli altri per tanti motivi, è fatta con l’unico scopo di colpire le tasche e i portafogli delle famiglie per pagare la solita e immortale emergenza”. Di rifiuti e disoccupazione, si parla sempre di situazioni emergenziali. Fatta la cornice, critica di un metodo punitivo più che premiale, la proposta del prof. Melone,candidato sindaco del movimento Speranza per Caserta, è molto semplice e soprattutto fattibile. Riguarda “prima di tutto il cambiamento della concezione di una tassa come quella sui rifiuti in una tariffa in relazione alla produzione, oltretutto prevista dalla legge, cosa che garantirebbe una mappatura realmente efficace per la gestione dei rifiuti, e poi modificare concettualmente la parola “rifiuto” in un’altra parola: “risorsa”, ovvero trasformazione e riutilizzazione in chiave produttiva del rifiuto. L’incontro che ho avuto con il Presidente Nazionale dei Comuni Virtuosi ci ha dimostrato che chiunque può fare e vincere questa battaglia, basta avere la volontà politica di farlo. E per il virtuosismo dei rifiuti, non dobbiamo nemmeno andare troppo lontano, c’è Portici, fino a qualche anno fa la città più popolata per km quadrato dopo Hong Kong, che facendo una campagna d’informazione capillare e rispettando la programmazione preventivata per la raccolta dei rifiuti, è diventata un esempio in un territorio, quello napoletano, in cui la raccolta arriva mediamente al 15%”. Quello che si chiede perciò è una corretta programmazione che voglia non solo risolvere il problema rifiuti, ma soprattutto che voglia finalmente smetterla di farla pagare sempre ai soliti fessi. Noi cittadini.
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