Caserta, manifesti elettorali selvaggi: Melone scrive a Prefetto e Questore

CASERTA – Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera scritta dal candidato a Sindaco prof. Nicola Melone indirizzata al Prefetto e al Questore. 

Al Sig. Prefetto di Caserta Al Sig. Questore di Caserta Oggetto: “Manifesto selvaggio” e protocollo d’intesa del 22 aprile presso la Prefettura di Caserta. Il sottoscritto, prof. Nicola Melone, nella qualità di candidato Sindaco di Caserta per la lista “Speranza per Caserta”, in ordine agli argomenti in epigrafe indicati, espone quanto segue. Quello che viene nominato nel gergo comune “manifesto selvaggio” ha assunto ormai una dimensione invasiva e capillare. E’ assai difficile non trovare manifesti di candidati inneggianti la legalità affissi ovunque e fuori dagli spazi, quindi nell’illegalità.

Considerati i costi dei manifesti e la quantità degli stessi dislocati su tutto il territorio comunale ci viene da chiedere se la spesa sostenuta dai partiti e dalle liste tutte corrisponda al bilancio ufficiale che si è dovuto per legge consegnare al momento della presentazione della lista.

In ogni caso, è stato del tutto impossibile per “Speranza per Caserta” poter mantenere i propri manifesti negli spazi assegnati per non più di qualche frazione di ora. Si aggiunga che, oltre a trovare sempre i nostri spazi coperti e i nostri manifesti distrutti e a terra, il servizio di affissione è fatto a titolo gratuito da volontari del Movimento senza, quindi, “appalti” liberi o “obbligatori”, come pare stia avvenendo in città. Gli stessi spazi sono spesso privi d’indicazioni relative alle singole liste che possono utilizzarli.

Sfido chiunque ad affiggere manifesti politici liberamente a Caserta e questo è un segnale molto grave sul pericoloso percorso che sta prendendo il territorio comunale. La tanto sbandierata legalità è credibile se vengono garantiti anche questi elementari diritti. Per tutti questi motivi e comprendendo le difficoltà del caso, chiedo alle Loro Eccellenze il diritto di poter fare la campagna elettorale serenamente e nel rispetto di quelle leggi che Loro stessi sono chiamati a far osservare, riservandoci, naturalmente, il diritto di rivolgerci anche alla Procura della Repubblica qualora tale situazione dovesse perdurare.

Ho speranza che le Loro Eccellenze vogliano anche agire con sollecitudine e oculata attenzione per promuovere e garantire uno svolgimento legale delle elezioni, stante la presenza davanti ai seggi di soggetti che, durante le votazioni, stazionando in quei pressi, possono condizionare e condizionano gli elettori. Un più attento controllo da parte delle forze dell’ordine, insieme alla puntuale identificazione di questi soggetti sarebbe un non secondario fattore deterrente ed eviterebbe che le aree antistanti ai seggi appaiano al cittadino come una incontrollata terra di nessuno. La seconda questione che si pone all’attenzione del Prefetto e del Questore di Caserta riguarda un fatto increscioso e gravissimo. Il 22 aprile 2011 presso la Prefettura di Caserta e con la partecipazione della Questura, del Comando Provinciale Carabinieri, del Comando Provinciale Guardia di Finanza, del Comando Sezione Polizia Stradale, sono stati delineati specifici accordi per disciplinare la campagna elettorale delle prossime amministrative del 15 e 16 maggio 2011.

La gravità che denunciamo risiede nella convocazione di alcuni partiti all’incontro e nella più completa e indecifrabile esclusione di tutti gli altri raggruppamenti. Solo 12 i fortunati su 25 liste presenti solo nel territorio casertano. I rappresentanti dei partiti presenti in Prefettura hanno, con la presenza degli organi citati, deciso, in piena autonomia dal resto delle forze politiche in campo, un intero protocollo d’intesa che verte in 15 punti su tutta la campagna elettorale fino al 15 e 16 maggio, stabilendo regole, modi, luoghi e tempi dell’intera propaganda anche per chi non è stato convocato. Dato il richiamo, in questo protocollo d’intesa, “all’assoluto rispetto delle regole” e a un “clima di serena e civile dialettica democratica” e data l’irritualità di questa convocazione definiamola mancata, chiedo espressamente l’annullamento del protocollo e la riconvocazione di tutte le espressioni politiche ufficialmente e legittimamente in campo, per definire in maniera democraticamente concordata la disciplina della campagna elettorale.

Riservandomi di adire tutte le sedi competenti per dare seguito a questa mia lettera, ringrazio per l’attenzione. I miei più cordiali saluti.