CASERTA – La Camera ha negato l’uso delle intercettazioni telefoniche nei confronti del deputato del Pdl ed ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino con 308 voti. I voti contrari alla relazione della Giunta per le autorizzazioni a procedere – favorevole al respingimento della richiesta dei magistrati di Napoli nell’ambito di una inchiesta sulla camorra casertana – sono stati 285, tra cui sono venuti a mancare quelli dei 34 deputati finiani, nonostante le dichiarazioni di principio dell’ex radicale Della Vedova. la dimostrazine che il gruppo di Finie siste solo sulla carta, ma non incrinerà mai il governo del Cavaliere.
Il voto era atteso come un test sulla compattezza della coalizione dopo il divorzio politico tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini e in vista del discorso alle Camere del premier la prossima settimana. La maggioranza assoluta alla Camera, formata complessivamente dal 630 deputati, è di 316 voti. Oggi erano presenti 593 deputati. Per il leader del Corroccio l’esito delle votazioni di oggi dimostra “che ce la facciamo lo stesso”.
Il voto si è svolto a scrutinio segreto su richiesta del Popolo della libertà. Il vice capogruppo del Fli, Benedetto Della Vedova, annunciando in aula il voto favorevole all’utilizzo delle intercettazioni in contrasto con il resto della coalizione, aveva detto in aula che il voto non doveva essere interpretato come una sfiducia al governo.
Cosentino: Mi difenderò in aula di udienza
’Non mi dimetto da coordinatore del Pdl in Campania. Resto in attesa di potermi difendere in aula’. Lo dichiara Nicola Cosentino al termine del voto odierno dell’Aula di Montecitorio che ha autorizzato l’utilizzo delle intercettazioni che lo riguardano.
’Mi sono gia’ dimesso da governatore in pectore della Campania, poi da sottosegretario, da che altro mi dovrei dimettere. Resto al mio posto chiedendo pero’ ai miei pubblici accusatori di darmi la possibilita’ di difendermi anche nelle aule dei tribunali’, conclude Cosentino.
