La casertana Pina Casella eletta al Csm. Prima donna da Terra di Lavoro, prima più votata in Italia

ROMA – Magistratura democratica, la corrente di sinistra delle toghe, perde un seggio: nel prossimo Csm potrà contare su tre consiglieri togati, non su quattro, come nel Consiglio ancora in carica.

A conquistare il posto da togato perduto da Md è Paolo Corder, giudice al tribunale di Venezia, in passato componente della giunta dell’Anm in quota Unicost, che stavolta si è presentato come ’indipendente’.

Brilla Caserta in questa elezione al Csm. Il giudice casertano Pina Casella, di ruolo al tribunale di Napoli come presidente di sezione, è stata eletta come terza assoluta in Italia, dopo due uomini, a poca distanza assoluta da loro, ed è anche la donna più votata in tutto il Consiglio. Come lei arriva a Palazzo dei Marescialli solo un’altra donna, sempre di Unicost, ma eletta a Milano.

Il giudice Pina Casella è un vanto per Caserta. Vincitrice del suo concorso per uditore, superato giovanissima, ha da sempre lavorato nelle aule dei tribunali oltre che all’interno dell’Anm ed è stata anche al Csm per un lungo periodo come magistrato incaricato. Prima di lei Caserta aveva eletto per la prima volta in assoluto un magistrato al Consiglio superiore della magistratura con il giudice Marcello Matera, ma negli anni Novanta dello scorso secolo. Un magistrato con cui la Casella ha collaborato nella sua permanenza al Csm. Nella scorsa tornata aveva puntato ad essere eletto al Csm il procuratore sammaritano Carlo Fucci, che è stato anche vicepresidente e segretario dell’Anm, l’Associazione nazionale magistrati, ma non ci era riuscito (Fucci si è ricandidato anche in questa tornata). A dimostrazione di come sia difficile l’elezione al Consiglio superiore della Magistratura (Csm) e di come sia importante l’elezione della Casella.

Il Csm è infatti l’organo di autogoverno dei magistrati, un organismo di rilevanza costituzionale, lo stumento che permette di coordinare l’attività del terzo potere dlelo Stato: il potere giudiziario. Dallo spoglio del voto dei magistrati di domenica e lunedi’ scorsi, che e’ appena terminato, emerge invece che le altre correnti hanno mantenuto lo stesso numero di togati di cui dispongono in questo Csm: 6 Unicost, la corrente di centro, e 3 ciascuno Magistratura Indipendente, la corrente piu’ moderata e il Movimento per la Giustizia, che per questa competizione aveva fatto le primarie con Magistratura democratica.

L’accresciuto numero di voti per Magistratura Indipendente non ha avuto dunque effetti pratici sul piano dei seggi. Anche per i togati eletti in quota ’giudicanti’, come era accaduto
per i pm, il primo dei votati e’ stato un candidato di Magistratura Indipendente, Tommaso Virga, presidente di sezione del tribunale di Palermo.

Virga ha riportato 669 voti. Nell’ordine ecco gli altri eletti nella quota riservata ai giudici: Mariano Sciacca, giudice al tribunale di Catania, (Unicost) con 641 voti; Pina Casella, giudice a Napoli (Unicost) con 610 voti; Alberto Liguori, presidente del tribunale di sorveglianza di Catanzaro (Unicost) con 577; Francesco Cassano, consigliere presso la Corte d’appello di Bari (Magistratura democratica) con 567 voti; Paolo Carfi’, consigliere presso la Corte d’appello di Milano (Movimento per la giustizia) con 549 voti; Alessandro Pepe, giudice al tribunale di Napoli, (Magistratura Indipendente) con 541 voti; Giovanna Di Rosa , giudice all’ufficio di sorveglianza di Milano (Unicost) con 541 voti ; Francesco Vigorito ,presidente di sezione al tribunale di Roma, (Magistratura democratica) con 523 voti e Paolo Corder , giudice al tribunale di Venezia con 504 voti.

Per Magistratura democratica e’ la seconda recente sconfitta: gia’ alle precedenti elezioni aveva perso un seggio e ora torna a tre consiglieri come le era accaduto prima del 1994.