NAPOLI – Il risultato delle elezioni regionali in Campania era ampiamente annunciato. La candidatura di De Luca per la sinistra – perché nel centro sinistra campano, il centro è praticamente sparito – era vincente solo per i velleitari.
Il sindaco di Salerno, artefice negli anni passati di una critica costante e continua a Bassolino, per motivi di potere e di corrente all’interno dei Ds, che aveva fatto il paio con gli attacchi del centrodestra, aveva contribuito a segnare anzitempo il risultato elettorale.
Senza neanche prendere in considerazione il grande flop del Governo di centrosinistra sull’emergenza rifiuti. Uno scandalo e un errore imperdonabili, frutto delle divisioni di una alleanza con tanti leader campani, che si preoccupavano di voler ottenere il potere di Governo di Bassolino, ma non a risolvere i problemi della Campania. Tanto da mettergli – come confermato dalle cronache – i bastoni tra le ruote.
Ma l’errore più grande è stato quello compiuto da Veltroni, che durante la sua segreteria, ha scatenato contro Bassolino i mezzi d’informazione del Gruppo L’Espresso e tutto l’apparato del partito che a lui faceva riferimento. Un attacco brutale per una mera e semplice sostituzione di potere, pensando che a Bassolino si poteva sostituire chiunque. Un errore comunque che Veltroni ha compiuto con tutto il partito, dissovendo l’eredità di Margherita e Ds, e creando danni che Bersani – incolpevole – dovrà faticare ancora a lungoa a recuperare.
Era dunque naturale che De Luca venisse sconfitto, perché non si attacca impunemente un leader di partito, distruggendo la propria stessa base elettorale, pensando poi di poter vincere egualmente la competizione nel momento del bisogno.
Ora il centrodestra è condannato a governare e lo farà a lungo se le sue scelte saranno intelligenti.
La stessa situazione campana si è riprodotta in piccolo nel Casertano, dove dopo de Franciscis, tutti i suoi luogotenenti, in primis Iodice, verranno cacciati perché completamente inadatti a reggere un partito o a farlo crescere.
