CASERTA – Importante sentenza del Tar Sicilia del febbraio 2010 che condanna il comune di Catania a causa del proprio silenzio inadempiente.
Infatti, alle reiterate richieste di una famiglia che, ai sensi dell’art.14 della legge 328/00, chiedeva per un congiunto disabile la predisposizione del “progetto individuale di vita”, il comune non forniva alcuna risposta in proposito. Così la Corte ha imposto all’Amministrazione di fornire risposte sul procedimento, sconfessando un atteggiamento tipico di chi vuole “scaricarsi” tacitamente della presa in carico dei propri cittadini.
Questa sentenza – osserva il prof. Vitaliano Ferrajolo, candidato alle elezioni Regionali – non è l’unica, purtroppo. Negli ultimi anni si è assistito a una tendenza negativa in termini di servizi pubblici offerti ai cittadini, in particolar modo a quelli con maggior necessità assistenziali, che ha pian piano depauperato una cultura della responsabilità sociale e scaricando tutti gli oneri assistenziali sulle famiglie, contravvenendo a norme ormai consolidate, invocando generiche necessità di bilancio.
Questo atteggiamento – chiosa Ferrajolo – dimostra come al vertice di istituzioni non ci siano persone con sensibilità adeguate, perché non è detto che razionalizzazione della spesa significhi tagliare sic et simpliciter la spesa. Si tratta invece di qualificare la spesa in termini quantitativi, qualitativi e in monitoraggio dell’efficienza benefici/costi.
Mi interesso, da oltre 25 anni, della tutela dei diritti delle persone disabili, per favorirne l’empowerment, e garantire i diritti inalienabili di una qualità della vita dignitosa, affinché i cittadini tutti possano tutelare diritti, che qualcuno vorrebbe considerare optionals.
Perciò, uno conclude dei capisaldi del mio impegno – conclude il candidato di Alleanza per l’Italia – è proprio l’argomento qualificazione del welfare, che a causa della crisi economica ha avuto notevoli ridimensionamenti.
