Caserta, Fabozzi non era camorrista: revocato scioglimento Villa Literno. Lunedì di nuovo sindaco

VILLA LITERNO (Caserta) – Il Tar ha annullato lo scioglimento dell’amministrazione comunale di Villa Literno decretato dal presidente della Repubblica su proposta della prefettura di Caserta guidata dal prefetto Stasi.

“Si chiude una vicenda kafkiana – commenta il primo cittadino Enrico Fabozzi – Villa Literno era stato sciolto per infiltrazioni camorristiche un consiglio comunale che aveva il primo cittadino che è sotto scorta per le minacce ricevute dai clan della camorra”

La soddisfazione per la decisione presa dai magistrati amministrativi, su istanza dello studio di Giuseppe Abbamonte, si mischia alla rabbia per quello che è stato fatto in questi mesi ed Enrico Fabozzi non fa mistero di voler capire come è stato fatto l’accertamento che ha portato al decreto di scioglimento.

Ma è solo un attimo: «La notizia mi è arrivata questa mattina presto, alle otto, otto e un quarto, naturalmente sono stato molto contento ma non ho festeggiato».

Il 18 novembre c’era stata l’udienza al Tar, poi la comunicazione della decisione. Le motivazioni saranno rese note fra una quindicina di giorni, mentre la notifica del provvedimento sarà effettuata al Comune dai legali del primo cittadino che quindi da lunedì 7 ritornerà nella pienezza dei poteri.

La maggioranza dell’amministrazione comunale di Villa Literno che appoggia Fabozzi é costituita da 11 consigliere del Pd e uno dell’Udeur, un quasi monocolore che ha stravinto le ultime elezioni svoltesi nel 2008.

Un caso simile si era verificato pure con il sindaco di Marcianise, Filippo Fecondo, che venne reintegrato dal Tar nel marzo scorso, dpo che la commissione d’accesso insediata dal prefetto Stasi ne aveva decretato lo scioglimento.

Dopo la vittoria nei tribunali però Fecondo fu dimissionato da alcuni consiglieri Pd, guidati da Angelo Golino, che ora hanno anche cambiato partito. Un grave errore di prospettiva politica e personale da parte di Golino.