CASERTA – Serve un congresso per il futuro, per il futuro del Paese prima che per il futuro del partito, serve ricominciare ad occuparsi dei problemi delle persone, dell’Italia, delle sue difficoltà e delle sue potenzialità .
Insomma del suo futuro – esordisce così – il manifesto del Pd di Terra di Lavoro firmato da sindaci, amministratori e dirigenti di partito, tra i quali Michele Farina sindaco di Maddaloni, Vincenzo Cappello sindaco di Piedimonte Matese, Andrea Lettieri sindaco di Gricignano, e dal presidente del Consorzio Asi Piero Cappello.
Il documento sposa poi la linea politica del Governatore Antonio Bassolino, anche da parte di chi in passato lo ha combattuto virulentemente, come gli ex de francisciani. La dimostrazione che l’unica strategia politica di centrosinistra nel Pd e nel centrosinistra era ed è quella di Bassolino.
Il PD non può limitarsi a denunciare le inefficienze del centro-destra che mostra tutta la sua inadeguatezza a fornire risposte alla gravissima crisi economica mondiale ed a delineare le vie di uscita, ma ha il dovere di indicare proposte concrete, deve parlare al Paese, che oggi vede il PD come interlocutore distante e talvolta addirittura avverso.
Il Pd deve avere soprattutto la forza di mettere al centro della propria agenda politica la questione meridionale, riportare il sud al centro del dibattito politico dentro e fuori il partito, al cospetto del partito di destra con il cuore e con la testa al nord.
Il congresso dovrà essere anche il luogo in cui mettere in campo una visione forte del partito, abbandonare l’idea astratta di partito liquido, lontana dalla cultura politica partitica, che ha prodotto un gruppo dirigente nazionale autoreferenziale e distante dal territorio.
Il Pd deve separarsi da dogmi e falsi miti, come la vocazione maggioritaria che si è dimostrata fallimentare in quanto l’ha isolato e ha prodotto grandi difficoltà sul territorio, insomma, mentre si predicava la vocazione maggioritaria si rendeva il PD sempre più minoritario.
Il Pd deve diventare un partito dei territori, un partito delle nuove generazione, sapendo che rinnovamento generazionale significa valorizzare il merito, i contenuti e le competenze dei giovani mentre il nuovismo significa sceglierli per coptazione, fedeltà o peggio ancora per propaganda.
Servire un partito in grado di mettere in campo una visione del paese e sulla base di questa costruire una nuova politica di alleanze guardando a sinistra e soprattutto al centro.
E’ necessario un PD protagonista sullo scenario provinciale, meno impegnato nei conflitti interni e più sulla costruzione di una proposta politica e di una coalizione in grado di vincere le prossime provinciali.
Fondamentale è, inoltre, dare centralità e forza ai sindaci che debbano essere protagonisti del nuovo gruppo dirigente del partito; questi non possono essere considerati soltanto come importanti punti di riferimento locali, ma perno su cui costruire la classe dirigente di un partito che ha consapevolezza che la politica deve tornare a parlare alle persone ai loro problemi e non solo ad un ristretto ceto politico, per essere protagonisti del futuro
Per questi motivo – dichiarano i firmatari del manifesto – crediamo necessario un forte cambio di rotta, perché siamo convinti che serva un partito forte e radicato sul territorio, un partito solido, plurale, che riesca ad essere un luogo in grado di ospitare e valorizzare la militanza e la passione politica di tanti cittadini e per questa ragione sosteniamo la candidatura di Pier Luigi Bersani a segretario nazionale e quella di Enzo Amendola a segretario regionale.
