MADDALONI (Caserta) – I consiglieri comunali di Maddaloni, Mario Barbato, Gennaro Cioffi e Giacomo Lombardi, lasciano il Partito democratico per costituirsi in un gruppo indipendente, denominato “Cristiani Democraticiâ€, che è anche la denominazione di un’Associazione, il cui statuto è stato depositato al Comune.
I soci fondatori, insieme ai tre Consiglieri sono: Federico Lasco, Angelo Cafarelli, Pietro Santonastaso, Antonio Ferraro e Antonio Spallieri, che ne sarà il Presidente.
Scopi dell’associazione, come si legge all’art. 3 dello Statuto, sono: lavorare al rilancio e all’affermazione della cultura politica del cattolicesimo popolare; promuovere la formazione alla responsabilità politica intesa come servizio esigente per la comunità ; attingere dalle reti del civile persone e gruppi per orientarli a tale prospettiva.
La nostra decisione – dichiara Giacomo Lombardi, consigliere comunale – è frutto di una lunga ed approfondita riflessione.
Nasce dal convincimento che il progetto, culturale prima ancora che politico, che era all’origine del percorso che ha portato alla costituzione del Partito democratico non può che dirsi fallito.
Questo nuovo soggetto politico che doveva essere il luogo dove il superamento delle culture politiche originarie, soprattutto cattolica e socialista, avrebbe dovuto concretizzarsi in un progetto politico innovativo e moderno, non è mai riuscito ad esser qualcosa di più e di diverso da “un amalgama mal riuscitoâ€.
Un progetto, oggi dobbiamo dire – continua il consigliere -, nato male, scegliendo la strada del plebiscitarismo, da sempre estraneo a entrambe queste culture, da cui è scaturita una guida di partito oligarchica ed autoreferenziale, slegata dai territori, senza legittimazione democratica.
Una leadership costruita sugli slogan, all’insegna di un nuovismo velleitario e privo di contenuti.
I risultati delle Europee lo dimostrano, a Maddaloni un partito in crisi: il 33% di un anno fa, ritenuto allora una sconfitta cocente, costata le dimissioni del segretario, rapportato al 26 di oggi, appare una meta irraggiungibile.
Basti, inoltre, leggere i risultati delle preferenze del Pd maddalonese, per rendersi conto che i tradizionali rapporti di forza tra area moderata e sinistra, nel centrosinistra, risultano ormai completamente rovesciati; con di un partito sempre più sbilanciato a sinistra, con un’area moderata sempre più debole ed emarginata e sempre più incapace di incidere sulle scelte, sulle strategie, sui programmi, sugli orientamenti, sulle alleanze.
La forte caratterizzazione di sinistra del locale Pd, inevitabilmente, si traduce in subalternità politica e culturale, una volontà che non esiste nella testa di tanti e prestigiosi leaders democratici.
Siamo convinti – conclude, Lombardi – che il Partito Democratico continuerà a recitare un ruolo importante, anzi determinante, nel futuro della politica cittadina, ma con connotazione e progetti politici profondamente diversi da quelli originari.
Questo partito, perciò, non può più essere la nostra casa politica.
Nei confronti dell’Amministrazione, che fino ad oggi abbiamo sostenuto con lealtà e disciplina, anche quando non del tutto convinti della bontà dell’azione amministrativa, non avremo atteggiamenti pregiudiziali, ma decideremo in libertà , in funzione dell’esclusivo interesse della nostra Comunità .
