Caserta, blitz della Finanza a Pietravairano: arrestato sindaco Rotondo e altri otto. 27 indagati

PIETRAVAIRANO – Blitz della Guardia di Finanza del Comando provinciale di Caserta questa mattina a Pietravairano.

Le fiamme gialle hanno arrestato il sindaco di Pietravairano, Dario Rotondo, insieme con altre 8 persone. Sono coinvolte in totale 27 persone. Le accuse sono di associazione per delinquere e concussione.

Arrestati

Oltre al sindaco di Pietravairano (Caserta), Dario Rotondo, sono state arrestate altre 8 persone tra cui un assessore. Sono state fermate nell’ambito di una inchiesta su presunte tangenti per favorire l’aggiudicazione di appalti pubblici a ditte di Casapesenna e di San Cipriano d’Aversa, escludendo praticamente dalle gare altre imprese.

L’indagine era scattata nel 2007 a seguito di una denuncia di un imprenditore, presentata ai Carabinieri di Piedimonte Matese e portata avanti dalla Guardia di Finanza di Caserta, che ha eseguito oggi 9 ordinanze di custodia cautelare in carcere e a casa.

I provvedimenti sono stati emessi dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che ha coordinato le indagini. I destinatari dei provvedimenti, tra cui il sindaco di Pietravairano, l’assessore ai Lavori Pubblici, Enzo Del Sesto, e un imprenditore aversano, Gennaro Di Bello, sono accusati, insieme con altre 27 persone a vario titolo, di associazione per delinquere, concussione, corruzione, turbativa d’asta, truffa ai danni dello Stato, falso, abuso d’ufficio e incendio.

Gli altri arrestati sono Giuseppe Panariello, 46 anni di Pietravairano, Giuseppe Di Luca, 51 anni di Pietravairano.

Ai domiciliari a Brescia Teresa Zagaria, 46 anni, di Casapesenna, segretaria dell’imprenditore Giovanni Zagaria, 31 anni, pure di Casapesenna e per il momento irreperibile ma che potrebbe costituirsi a breve. Come ai domiciliari si trova anche Raffaele Rotondo, imprenditore 56 enne di Raviscanina.

Il sindaco del centrodestra

Il sindaco di Pietravairano, eletto alla guida di una lista civica, guidava una coalizione di centrodestra ed era considerato un punto di riferimento di Alleanza Nazionale sul territorio.

Rotondo, titolare di una avviata azienda per l’allevamento ed il commercio di suini, era alla fine del suo secondo mandato di sindaco. Pietravairano è uno dei 27 comuni della provincia di Caserta dove si voterà il 6 e 7 giugno per le elezioni del sindaco e il rinnovo del consiglio comunale.

Dario Rotondo non figura tra i candidati, ma appogia la lista capeggiata da Alfonso Sica e nela quale figura anche la figlia Daniela.

Le modalità

Tra gli arrestati anche il cognato dell’assessore, Pietro Cerbo, che è titolare di una ditta che commercializza materiale edile, e sei imprenditori.

Al centro dell’inchiesta, un giro di mazzette per appalti affidati sempre alle stesse ditte, con sede a San Cipriano d’Aversa e Casapesenna, incarichi di direzioni di lavori dati agli amici e progetti gonfiati per la duplicazione dei lavori.

Le indagini sono scattate nel 2007 con la denuncia di un imprenditore che evidenziò la richiesta di contributi per ottenere l’affidamento di lavori pubblici da parte del comune di Pietravairano e la graduale esclusione dalle gare a beneficio di alcune imprese.

Intercettazioni telefoniche e ambientali hanno rivelato un quadro più ampio di appalti truccati. I titolari delle ditte favorite pagavano al sindaco e all’assessore una tangente (chiamata “cammellino”) o facevano dei regali; alle loro aziende arrivavano in anticipo rispetto al bando progetti e calcoli metrici, in modo da presentare la migliore offerta.

I documenti

Documentazione ufficiale del Comune è stata trovata in loro possesso, unitamente a progetti di lavori ancora non appaltati dall’amministrazione. Non solo: le intercettazioni telefoniche hanno mostrato che gli altri possibili partecipanti alle gare venivano dissuasi dal presentare offerte.

Le istanze di partecipazione a gare indette dal comune di Pietravairano, venivano predisposte a tavolino. Il Comune di Pietravairano, in circa 4 anni, ha affidato una parte larga dei lavori pubblici indetti per milioni di euro alle ditte degli imprenditori arrestati.

Il ruolo di direttore dei lavori, poi, veniva affidato sempre a due persone ora in carcere. E ancora, duplicazione di lavori attraverso progetti gonfiati, lavori mai eseguiti ma pagati dall’amministrazione per l’esibizione di falsa documentazione.

I professionisti incaricati delle verifiche venivano convinti dall’assessore ai lavori pubblici a non essere troppo fiscali nella verifica della corretta e regolare esecuzione dei lavori. E la tangente era anche mascherata dall’acquisto del materiale edile presso le società di Cerbo.

Un imprenditore ha anche dato fuoco a un bosco in località Monte San Nicola per motivi economici.