CASTELVOLTURNO (Caserta) – Il sindaco di Castel Volturno, Francesco Nuzzo, si dimette sbattendo la porta. Nuzzo era stato eletto nell’aprile 2005 alla testa di una maggioranza composta da Ds, Margherita e due liste civiche.
Il primo cittadino del comune della provincia di Caserta, una delle città citate nel libro Gomorra di Roberto Saviano, ha ha rimesso oggi il suo mandato nelle mani del segretario generale del Comune. Le «dimissioni sono irrevocabili – ha detto il sindaco – e non penso di continuare l’attività politica. Non ci sono più le condizioni. Continuerò in altre forme il mio impegno civile – ha aggiunto il sindaco dimissionario – preannunciando un libro-dossier che sarà “un atto di accusa”.
Eletto nell’ aprile 2005, Nuzzo aveva cercato un difficile equilibrio nel Comune del litorale domiziano, strategico per gli affari dei “Casalesi” ed in preda ad un’emergenza sociale per la presenza di circa 15 mila immigrati, per l’ 80% clandestini a frontedi poco più di 20 mila abitanti. Da un lato la pressione della camorra, culminata nell’ agguato del 18 settembre 2008 ad Ischitella, dove furono uccisi sei immigrati del Ghana, dall’ altro l’ ostilità crescente dei residenti nei confronti dei troppi immigrati, tra i quali è infiltrata la mafia nigeriana che controlla prostituzione e traffico di droga. In mezzo, la richiesta continua di posti di lavoro, sussidi, e favori di ogni tipo al Comune, considerato come centro erogatore di assistenza.
“Castel Volturno rischia di esplodere per le tensioni sociali, mentre la camorra continua a minacciarci, nonostante la presenza dell’ esercito”, avvertì il sindaco il 6 ottobre dell’ anno scorso. Il giorno dopo centinaia di commercianti e residenti sfilarono sulla statale Domiziana, fino al Municipio, per chiedere le dimissioni della giunta comunale, accusata di debolezza verso gli immigrati clandestini e di non fare abbastanza contro il degrado di un territorio che avrebbe grandi potenzialità turistiche, Francesco Nuzzo ha sempre difeso la presenza dei 300 militari schierati nel casertano e ribadito che che “gli immigrati sono troppi per Castel Volturno”, anche alla marcia organizzata da Centri sociali, estrema sinistra ed immigrati africani il 18 aprile scorso, dissociandosi da alcune parole d’ ordine degli organizzatori.
Non ha resistito, però, a quella che nella lettera di dimissione definisce “l’ inquietante congiura contro di me”, ai “continui ricatti e litigi” ed ai “vergognosi mercanteggiamenti di esponenti di partiti che avrebbero dovuto essermi vicini”. “Il Pd è stato destabilizzante – dice – suoi esponenti si sono accordati con la minoranza per paralizzare provvedimenti importanti”. A Castel Volturno erano pronti per l’ approvazione il Piano Urbanistico territoriale, il piano commerciale ed il piano spiaggia.
“Sono venuti a chiedermi l’ assunzione di figli, mariti e mogli nelle municipalizzate – racconta – ed ho avvertito tutta la solitudine. E alla domanda se ci siano tra i politici portatori di interessi della criminalità organizzata risponde. “Con le mie dimissioni la camorra può stappare lo champagne”. Anche l’ assessore alle politiche sociali Rosalba Scafuro parla di “solitudine del sindaco” e di “rischi di infiltrazione della criminalità organizzata in una città che “resta senza governo nel momento più difficile”
