La noia, seccatura o tempo prezioso per rimediare alle cose?

CASERTA – Nella nostra epoca bisogna essere perennemente in movimento  riempendo ogni attimo della giornata, pertanto la noia dovrebbe essere soltanto una parola fastidiosa da non pronunciare mai.

Era digitale, perennemente connessi, sempre di corsa, comunicazioni brucianti, svariati modi per provare a trascorre il tempo libero, eppure la noia è spesso padrona delle vite di tante persone, soprattutto dei ragazzi, immersi nel loro mondo digitale, ma, quasi, totalmente estranei a quello reale.

“Io credo che  oggi  veniamo continuamente stimolati, ma sono stimoli a bassa intensità ,che richiedono pochissimo tempo per essere processati”. Così interviene la dottoressa Anna de Luca, che , poi, aggiunge – le faccio un esempio: dico sono annoiato, allora guardo un gossip, notifiche sui social , un film, un video forte o altro. Tutti questi sono, però, stimoli che vengono processati in pochissimo tempo.  La noia, come dice Eastwood, ricercatore dell’università  dell’East Anglia, è come le sabbie mobili: più ci aggiriamo, più velocemente sprofondiamo. Siamo diventati destinatari passivi di stimolazione.

Si potrebbero collegare alcuni comportamenti come il gioco d’azzardo, l’abuso di alcol  o droghe  al desiderio di sradicare il più velocemente possibile la noia?

Non sempre è così , ma molti assumono , compresi i giovanissimi, questi comportamenti che sono controproducenti alla noia.

Quali, allora, i rimedi da seguire?

Diciamo subito che non possiamo evitare la noia . Esther Priyadharshini , docente universitario in educazione all’Università dell’East Anglia , ha studiato la noia e afferma “che può essere vista in una luce positiva. E’ un’emozione umana inevitabile , dobbiamo accettarla come legittima e trovare i modi in cui può essere imbrigliata , tutti abbiamo bisogno di tempi morti per  rimediare alle cose.”

Esisterebbero quindi  modi diversi per tollerare la noia?

Sicuramente, dipende dal nostro modo di stare nella noia. Esiste una noia cattiva , che genera malessere, irrequietezza che cerca soddisfazione all’esterno , come abbiamo detto prima , e appena gli stimoli cessano di essere interessanti , si ripresenta e si rafforza. E poi  c’è la noia per così dire buona dove rivolgiamo la nostra attenzione dentro di noi , che favorisce la connessione dei pensieri ed emozioni, favorisce l’immaginazione e la creatività.

La noia sarebbe quindi legata alla mancanza di connessione con le nostre emozioni?

Meglio sarebbe dire che è legata alla difficoltà a riconoscere e gestire le proprie emozioni. La noia porta un incontro con se stessi, che io chiamo Ontologia della Noia. Non fare niente obbliga  la nostra mente a pensare a se stesso e a scavare nei meandri dell’inconscio.

Siamo la società del tutto e subito , dell’immediatezza , dell’immagine” pensare di “ imbrigliare la noia” sembra un pò impossibile.

Essere consapevoli che  “fuori” vi è anche una trama di connessioni ed emozioni che risiedono nel nostro essere già è un gradino per la conoscenza di se stessi .