
CASERTA – Fiorella Mannoia per la prima volta in televisione con un vero e proprio “one woman show”. Due puntate di musica e di storie, in cui non è mancato lo spazio per le emozioni e soprattutto per momenti di serietà. Una prima puntata già andata in onda lo scorso 16 settembre e una seconda che vedremo questo sabato in prima serata sulla prima rete televisiva Rai.
La regina di “UN, DUE, TRE… FIORELLA!” che ha avuto un’enorme eco social: con l’hashtag #123Fiorella. Dopo oltre 40 anni di carriera, il grande successo allo scorso Festival di Sanremo, le quasi 80 date tutte esaurite del suo ultimo tour e le recenti esperienze come attrice al cinema, Mannoia ha avuto il suo esordio persino sulle reti Rai con 4 milioni di telespettatori.
Grande entusiasmo per il muro che Fiorella ha voluto lasciare in studio, che stavano per abbattere. Proprio come dice la padrona di casa ogni muro racconta una storia, un particolare, lascia un segno indelebile: un’impronta importa. Dove ogni ospite a fine esibizione poteva scrivere la propria frase. Lasciando il proprio ricordo, il proprio successo, la propria vittoria su quel mattone.
Arriva uno dei momenti più emozionanti della puntata, quando Fiorella grida il nome di Alberto Angela, che esordisce con un bellissimo monologo. Parlando di mura, di come non siano soltanto una cosa negativa.
“Ognuno di noi prova un’emozione diversa di fronte ad un muro, molti lo vedono come un ostacolo, una barriera, qualcosa che divide. È vero. Ma può essere anche qualcos’altro soprattutto per chi si occupa di storia. Il muro è qualcos’altro, è un amico è qualcuno che ti racconta una storia antica. Se ci pensate, tutte le civiltà hanno lasciato delle opere che non esisterebbero se non ci fossero i muri o le mura.
Per esempio se non ci fosse il mattone, e il muro non ci sarebbe il Colosseo…” e poi continua: “le mura possono servire a proteggere, come quelle di una casa, possono proteggere la conoscenza, pensate ad una biblioteca o ad un museo o alla Cappella Sistina”. E poi conclude il suo monologo con un eccitante messaggio “Non è il muro il nostro nemico, ma l’uso che se ne fa”.
I muri dicono tanto. Ci sono uomini che nel corso della storia, hanno sempre avuto bisogno di lasciare un segno. Però come si spiega il nostro divulgatore scientifico, esistono anche muri che non dividano. “Un muro unisce non solo un popolo ma tanti popoli lungo il tempo”
L’Uomo costruisce muri e barriere dalla notte dei tempi, e la nostra epoca sembra che non fa eccezioni. Ma se ognuno di noi si interrogasse sul perché esistono così tante barriere, barriere che molto spesso ci separano da altre persone, dal mondo, dalla società; arriveremo alla conclusione che tutti i muri possono essere abbattuti. E, che in sostanza siamo soltanto noi a mettere confini che condizionano la nostra esistenza. Costruiamo muri che servono solo per proteggere le persone che amiamo.
