Ora e nell’ ora…, il volto misericordioso di Maria spiegato da Pippo Corigliano

CASERTA – La Redazione dell’Eco di Caserta è ben felice ed orgogliosa di ospitare all’interno del suo quotidiano l’ingegnere Pippo Corigliano. Con l’articolo “Ora e nell’ora…”, si inaugurano, infatti, una serie di pubblicazioni da parte dell’illustre scrittore napoletano dedicate alla Fede, al nostro rapporto con Dio ed alla nostra missione nella vita terrena. Importanti elementi di spunto e riflessione che solo una penna così delicata come quella di Corigliano riesce a stimolare.

Pippo Corigliano, ingegnere napoletano, è stato per quarant’anni portavoce dell’Opus Dei in Italia. Ha fatto parte della commissione regionale dell’Opus Dei, l’organo di governo delle attività dell’Opera nel nostro paese. È considerato un grande esperto di comunicazione e segue da sempre le attività formative dell’Opera con i giovani. Ha pubblicato con Mondadori “Un lavoro soprannaturale. La mia vita nell’Opus Dei” (2008) ), “Preferisco il Paradiso. La vita eterna com’è e come arrivarci” (2010) e “Quando Dio è contento” (2013).

 

Non ricordo quando ho imparato l’Ave Maria. Ricordo invece che, in un periodo della vita in cui non mi consideravo più un cristiano, mi trovai sul sellino posteriore della Vespa di un pazzo che scendeva a tutta velocità da Cervinia stringendo le curve inclinandosi eccessivamente col rischio di cadere o sbattere frontalmente contro una macchina in salita. In quel momento recitai un’Ave Maria. La Madre dimenticata spuntava fuori nel momento del pericolo. Dopo un po’ di tempo sono tornato a recitare l’Ave Maria, e poi il Rosario intero, fino a questi giorni del mese di maggio in cui avverto una particolare dolcezza nel pregare così e rifletto su ciò che dico. L’Ave Maria è un succedersi di complimenti alla Madonna tratti dal Nuovo Testamento e dal Concilio di Efeso (“Madre di Dio”). C’è una sola richiesta: “prega per noi peccatori ora e nell’ora della nostra morte”…  Ora e in quell’ora della morte. Mi colpisce il riferimento a quel momento e mi vengono in mente le immagini della Pietà così numerose in tutta la storia dell’arte: Maria che si china pietosamente sul Figlio morto. Ecco, io sto chiedendo questo: che Maria in quell’ora si chini su di me (su di noi) con lo sguardo amorevole della madre. Diceva Joseph Ratzinger che i santi svelano un particolare aspetto del volto di Dio. Maria ne svela il volto misericordioso: quello che si scorge nello sguardo di una madre addolorata. E’ grande la Provvidenza di Dio che non si è limitato all’incarnazione ma ci ha dato una madre così cara, così femminile, che provvede ora e in quell’ora…