
CASERTA – Ha i pugni chiusi e le braccia alte, sulla testa. Gli occhi grandi e spaventati di chi ha visto l’orrore troppo presto. Le labbra sono serrate e il suo è un pianto senza lacrime.
La foto in questione ritrae una bambina di quattro anni, Hudea, che si arrende di fronte all’obiettivo di una macchina fotografica, scambiandolo per un’arma da fuoco. A realizzare lo scatto nel dicembre del 2014 è stato il fotografo Osman Sagirli – come ha rivelato lui stesso alla BBC – nel campo profughi di Atmeh, in Siria, dove la bambina si trovava con la mamma e i due fratelli, dopo un viaggio di 150 km.
A quattro anni non si dovrebbe conoscere la forma di un fucile o il rumore di uno sparo. Non si dovrebbe patire la fame o fuggire da un destino di morte e sofferenza. I bambini “più fortunati” a quell’età giocano nelle loro stanzette colorate e le uniche guerre che vedono sono quelle tra indiani e cowboy, le uniche lotte sono quelle con i cuscini, e le pistole sparano acqua o bolle di sapone. A chi ha la fortuna di nascere dalla parte giusta del mondo vedere una bimba di quattro anni che si “arrende” dinnanzi a un obiettivo, sembra un qualcosa di inconcepibile. Surreale. Eppure Hudea non è sola. Insieme a lei tanti altri sono costretti ogni giorno a combattere con il freddo, con la fame e con la vita.
Secondo i dati Syrian Observatory For Human Rights si calcola che dall’inizio del conflitto, avvenuto il 15 marzo del 2011, a oggi, le vittime siano arrivate a 215.518, delle quali un terzo sono civili, e a più di 6 milioni gli sfollati.
Dalla parte “giusta” del mondo
La scuola è chiusa per le vacanze di Pasqua e mia sorella, che ha 8 anni, sta guardando la televisione. Ha messo i tacchi di mia madre e una corona in testa. Guarda incantata “La bella addormentata nel bosco”. Aurora sta dormendo e tra poco arriverà il principe a svegliarla con un bacio e allora vivranno per sempre felici e contenti. Mia sorella è una bambina molto fortunata perché ha tanto amore nella sua vita, una famiglia e una casa, con un tetto e delle pareti. Eppure, dall’altra parte del mondo c’è una bambina che non si ricorda come sono fatte le principesse o che, forse, non lo ha mai saputo. Nessun principe la risveglierà da quel brutto incubo che è la sua vita e per lei, forse, purtroppo, non ci sarà un lieto fine..
La fortuna è proprio questa: nascere nella parte giusta del mondo. È festeggiare la Pasqua, attorno ad una tavola, con le persone che si amano, e anche se il pranzo non è ricco e le uova al cioccolato non ci sono, è comunque un momento speciale.
Io non so cosa ne sarà di Hudea, non conosco i migliaia di bambini che ogni giorno muoiono sotto le macerie di una guerra inutile e spietata. So solo che ai bambini non si dovrebbe togliere l’innocenza e la spensieratezza, ma lasciare i loro occhi limpidi e puliti. Purtroppo noi fortunati possiamo fare poco o nulla di fronte all’atrocità di una guerra senza eroi né vinti, di fronte all’ingiustizia e al sangue versato. Fino a quando l’uomo deciderà per gli altri della vita e della morte, la sofferenza ci sarà sempre.
Ciò che possiamo fare è essere grati di quello che abbiamo. Essere grati della nostra vita e della fortuna che ci è toccata.
