Roma – «Siamo preoccupati per le modalità con cui il Ministero della Giustizia ha introdotto l’utilizzo di “Copilot” all’interno degli uffici giudiziari, su larga scala, senza alcuna formazione specifica degli operatori del diritto e anche senza una programmazione che guardi a tutti gli attori coinvolti, sia i magistrati che gli avvocati”. Le toghe di “Area democratica per la giustizia” in una nota stigmatizzano l’uso dell’intelligenza artificiale negli uffici giudiziari senza adeguata formazione. «Non discutiamo le potenzialità dell’intelligenza artificiale come strumento di supporto al lavoro giudiziario, ma il metodo: un’innovazione di questa portata è stata resa operativa senza un quadro chiaro di garanzie, regole e prospettive, in un settore — quello della giurisdizione — che coinvolge dati sensibili, diritti fondamentali e prerogative costituzionali».
Anche stavolta, spiega il Coordinamento Nazionale dell’associazione che riunisce le toghe progressiste, «il ministero ha rinunciato ad una governance condivisa: non risulta istituita alcuna commissione di analisi con il Consiglio Superiore della Magistratura che avrebbe potuto garantire un confronto serio sui rischi ed i vantaggi dell’IA e sulla preparazione di un percorso di lavoro comune».
Per AreaDg, «è necessario che tutti gli operatori del diritto siano consapevoli dei vantaggi e dei rischi: solo così l’innovazione potrà essere governata, e non subita».
