CASERTA – Mettere sempre e comunque al cnetro la persona, la sua dignità. E’ questo il senso della nota stampa diffusa dalle ACLI di Caserta che, raccogliendo e facendo propria la posizione espressa da Sua Eccellenza Mons. Pietro Lagnese sulla vicenda del CPR di Castel Volturno, rinnovano l’invito a mettere al centro la persona, la dignità umana e il dovere evangelico dell’accoglienza.
“Le ACLI, dichiara Gianluca Mastrovito, delegato nazionale ACLI per le Politiche dell’immigrazione e dell’accoglienza, condividono e sostengono con convinzione la posizione di Sua Eccellenza il Vescovo di Capua e Caserta, facendo proprio il suo forte richiamo alla tutela della dignità umana”.
L’appello delle Acli in merito alal cndizione dei migranti non è una novità. Da anni, infatti, denunciano l’inadeguatezza del modello dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio, a loro modo di vedere, rivelatosi inefficace e in contrasto con i principi fondamentali dello Stato di diritto. “Parliamo di luoghi di trattenimento amministrativo in cui persone che non hanno commesso reati vengono private della libertà personale”, prosegue Mastrovito, richiamando una realtà segnata da opacità gestionale e criticità strutturali ormai documentate.
I dati del Tavolo Asilo e Immigrazione confermano una preoccupazione che non può essere ignorata: i CPR risultano sottoutilizzati, incapaci di produrre risultati concreti in termini di rimpatri e gravati da costi elevati, mentre aumentano tensioni sociali e interrogativi sul rispetto dei diritti fondamentali.
Per questo, la prospettiva di realizzare un nuovo CPR a Castel Volturno appare, secondo le ACLI, “non solo incomprensibile, ma un errore politico”, che rischia di gravare su un territorio già complesso, ma che negli anni ha saputo costruire esperienze importanti di accoglienza, convivenza e integrazione.
“Continuare a investire sui CPR, aggiunge Mastrovito, significa alimentare una visione esclusivamente securitaria del fenomeno migratorio. La sicurezza non si costruisce con la marginalizzazione, ma con politiche serie, lungimiranti e rispettose della dignità delle persone”.
Le ACLI di Caserta, in sintonia con il magistero della Chiesa e con la voce del Vescovo Lagnese, chiedono al Governo e alle istituzioni di fermarsi e riconsiderare questa scelta, aprendo un confronto vero con i territori e con il mondo sociale. Solo politiche ispirate a giustizia, solidarietà e fraternità possono dare risposte autentiche, nel solco dei valori costituzionali e del Vangelo, che ci chiama a riconoscere in ogni persona un fratello da custodire.
