
MARCIANISE – Un’ampia panoramica quella proposta dall’ Arch. Salvatore Costanzo sulle esperienze professionali dell’ architetto di origini friulane Giovan Battista Comencini 1849 1924 – riassunta nell’ inserto del numero di Dicembre di “Marcianise Digest” dell’Arch. Gianni Di Dio – che va dall’ecletismo stilistico ottocentesco a Napoli passando per la poetica floreale del Comencini e gli interventi nel primo decennio del ‘900 e la realizzazione del Teatro Mugnone di Marcianise.
Nel vario articolare delle esperienze progettuali del primo e secondo del Novecento, solo di recente l’attività a Marcianise del Comencini ha trovato una sua più giusta collocazione per la realizzazione del teatro intitolato a Leopoldo Mugnone.
Un’opera avanzata e dotata di criteri di grande efficienza tecnologica funzionale adatta alla sua destinazione d’uso che dimostra una generosità progettuale insospettata, insieme ad un’elaborazione di forma sempre più matura, frutto dell’esperienza dello studio.
Tra gli obiettivi della ricerca sull’evoluzione delle vicende architettoniche del Comencini fuori dall’area napoletana assai importante e non meno di terminanti sono i suoi primi interventi a Marcianise che ebbero inizio nel mese di marzo del 1908. Quando fu incaricato dalla congregazione di Carità di studiare il progetto generale di restauro per la Chiesa dell’Annunziata. La realizzazione segnò ancora una volta un linguaggio architettonico personalissimo del Comencini attraverso la sperimentazione di moderne tecnologie.
L’impianto narrativo del lavoro di ricerca do Costanzo su Comencini, più che tenere conto della ricostruzione complessiva della vita, rappresenta una chiave di lettura delle sue esperienze professionali, selezionate attraverso i variegati linguaggi dell’edilizia floreale e delle nuove tendenze dell’architettura neorinascimentale.
C’è da osservare che il quadro complessivo che oggi, per la prima volta, emerge dall’opera di Comencini è da ritenere di estremo interesse, non solo per il rilevante significato del suo gusto decorativo, ma soprattutto per le sue significative interpretazioni urbanistiche.
La complessa vicenda costruttiva del Comencini attende ancora di essere investigata. Cosicché non è tanto interessante la storia delle sue realizzazioni, quanto la singola, isolata conquista di un linguaggio progettuale innovativo da parte di un professionista che ha dimostrato di possedere un temperamento profondamente dotato. Ulteriori approfondimenti nella pubblicazione da lui curata.

