CASERTA – Il 18 e 19 maggio 2018 il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori promuove, attraverso il Dipartimento Cultura e Promozione della figura dell’architetto, la manifestazioneOpen!
Studi Aperti iniziativa nella quale gli architetti in tutta Italia aprono i loro studi al pubblico, un’occasione per far conoscere il mondo dell’architettura al grande pubblico e ai non addetti ai lavori con l’intento di avvicinare l’architetto al cittadino e far comprendere l’importanza dell’architettura e della figura dell’architetto.
Per tale iniziativa il giorno 18 maggio 2018 alle 17 presso la sede dell’Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Caserta in Corso Trieste n. 31 si parlerà del Manifesto di Architettura che lo stesso Ordine ha promosso e al quale la Commissione Cultura ha lavorato stilando dieci punti di impegno civile che, come il sociologo Domenico De Masi ha scritto nella Prefazione nel testo del numero speciale delle rivista Mète, dell’Ordine degli architetti di Caserta, dal titolo Manifesto L’Architettura in 10 Punti_Percorsi “rappresentano il riscatto di una intera categoria” ed “Il Manifesto degli architetti casertani fa ben sperare, anche se la situazione del contesto richiede un coraggio e una tenacia non indifferenti”.
Il numero speciale della rivista MÈTE è dedicato alle vicende – dalla sua stesura nel gennaio 2015 a quelle più attuali – del Manifesto- L’Architettura in 10 punti documento ideato, elaborato e divulgato dagli architetti casertani, allo scopo di promuovere una riflessione accurata sul ruolo sociale, culturale ed economico del fare architettura e delle responsabilità che ne discendono, a fronte della constatazione di una sorta di “disgregazione” dell’identità dell’architetto.
Il “decalogo” casertano, sorta di programma di forte idealità per l’attività professionale ha ottenuto nel corso di questi anni numerosi riconoscimenti, a cominciare dalla presentazione avuta a maggio del 2016 alla Camera dei deputati di Roma alla presenza del presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici Ermete Realacci.
L’auspicio è che esso possa sempre di più essere conosciuto e valorizzato per assurgere a norma per una rifondazione dell’architettura italiana e rappresentare una spinta verso la promulgazione di una legge nazionale sulla qualità dell’architettura.
