Il Cpia di Caserta studia gli strumenti più idonei per l’istruzione nei contesti penitenziari

SANTA MARIA CAPUA VETERE (Caserta) – Si è tenuto ieri ,12 aprile, presso la sala convegni della “Tenuta Re Ferdinando” di Santa Maria C.V il seminario formativo organizzato dal CPIA di Caserta sul tema “Integrare i sostegni azioni e prospettive per l’istruzione e la formazione nei contesti penitenziari”

Il Convegno ha visto la partecipazione attiva ed interessata di oltre 50 docenti, dei rappresentanti degli istituti penitenziari della Provincia si Caserta (direttori delle carceri, educatori, psicologi, medici, ecc.) e di molti dirigenti scolastici della Provincia di Caserta.

Relatrice del seminario è stata la prof.ssa Daniela Manno dell’Università Suor Orsola Benincasa. Come già evidenziato si è ribadita l’importanza che riveste l’aspetto umano quando si parla di formazione e riabilitazione dei detenuti, ed in tal senso quindi devono orientarsi gli interventi di tutti gli operatori interessati.

Personalizzare i percorsi di formazione dei detenuti in base ad un prefissato progetto di vita, coordinando le azioni delle diverse istituzioni, affinchè il periodo detentivo non sia un periodo inutile. E’ indispensabile a tal fine un collegamento con il mondo del lavoro per la futura collocazione dopo la pena e, per questo, i percorsi formativi dovrebbero essere finalizzati anche all’acquisizione di certificazioni spendibili al termine del periodo detentivo.

La referente EDA dell’USR della Campania dirigente scolastico dott.ssa Angela Mormone, ha evidenziato come a livello Istituzionale, sia attraverso il Protocollo di intesa tra MIUR e Ministero della Giustizia del 23 maggio 2016, sia attraverso quanto emerso nel tavolo 9 degli Stati Generali, si stiano cercando soluzioni alternative alla pena in senso repressivo, ed in tal senso la presenza di una istruzione professionalizzante  è fondamentale.

Negli Istituti per minori l’esperienza dell’alternativa al carcere con l’istituto della messa in prova ha dato risultati positivi, tanto che solo una minoranza ristretta espia la pena in carcere.

Negli Istituti per gli adulti, purtroppo la situazione è completamente diversa, nel senso che l’accesso ai benefici è molto più difficile. Il livello di scolarizzazione ed istruzione è ancora basso, e per tale motivo, è necessaria una implementazione dei corsi scolastici mediante interventi adeguati da parte degli Uffici scolastici regionali e provinciali, che devono assumere comportamenti più flessibili in sede di concessione delle classi e della formazione degli organici. E’ altresì indispensabile minore burocrazia da parte delle amministrazioni carcerarie; la burocrazia infatti rallenta notevolmente l’accesso dei detenuti ai corsi scolastici .

Il Dirigente Scolastico del CPIA di Caserta il Dott.Raffaele Cavaliere, si è dichiarato molto soddisfatto dell’esito dei lavori ed ha sottolineato come l’istruzione consente al detenuto di effettuare un ripensamento critico della realtà, nonché di poter esprimere a pieno le proprie capacità.

La scuola deve adeguarsi sempre più strettamente ai bisogni dei detenuti, creando modelli didattici modulari e flessibili, che suscitino l’interesse dei reclusi ad una maggiore frequenza dei corsi di istruzione.

Occorre procedere attuando le buone pratiche e le specificità dei corsi di istruzione in tutte le carceri, nelle quali comunque molte scuole già attuano progetti e modelli didattici alternativi, innovativi, modulari e specifici, continua il DS Cavaliere ed in quest’ottica s’inserisce il progetto ministeriale “La Scuola in Carcere” che il CPIA sta realizzando in tutti e quattro gli istituti penitenziari della Provincia di Caserta(Arienzo, Aversa, Santa Maria C.V e Carinola).