
CASERTA- La comunità parrocchiale di San Pietro in Cattedra in Caserta si prepara ad accogliere don Gianmichele Marotta, come suo nuovo parroco. L’Eco di Caserta lo ha voluto intervistare prima dell’ingresso ufficiale, che avrà luogo domenica 22 ottobre 2017.
Cosa significa per Lei arrivare in una nuova parrocchia?
Ho accolto con gioia la richiesta che il Vescovo mi ha fatto di essere parroco nella parrocchia di San Pietro in Cattedra a Caserta e amministratore della parrocchia di san Pietro Apostolo ad Aldifreda. Ho letto, in quello che il vescovo mi stava chiedendo, la volontà del Signore. È una richiesta di servizio al Signore ed è questo lo spirito con cui mi accingo a vivere questa nuova esperienza. Ora c’è l’attesa di cominciare.
Quali sono i Suoi obiettivi, ora che si accinge ad intraprendere questo nuovo cammino?
Ammetto di non avere particolari aspettative, né sarebbe consono che cominciassi con un programma mio. Voglio conoscere la comunità che mi è affidata ed è con essa che si costruisce la missione. Ciò che occorre fare è mettersi in cammino con il Signore. Siamo nel Sinodo dei giovani. È e sarà questo uno degli argomenti più cari, così come l’incontro con le famiglie e con tutti coloro che abitino la comunità.
Giovani al centro, allora?
Desidero incontrare, conoscere a ascoltare i giovani e con loro sicuramente voglio intraprendere un’attività di cammino insieme. I giovani sono parte della comunità in questo momento storico importante e il mio desiderio è di far leva su di loro. Voglio che siano e che si sentano protagonisti della comunità.
La sua idea di Chiesa.
È chiaro che la mia idea di Chiesa è quella che Papa Francesco ci sta ricordando costantemente. Una Chiesa che accoglie e accompagna, una Chiesa – per riprendere la bellissima immagine del Papa – che sia una mamma che accoglie e accarezza i suoi figli con tenerezza, non una Chiesa matrigna. Ma l’augurio che faccio a me stesso è di saper accogliere i laici di qualsiasi età. La maggior parte della comunità è composta proprio dai laici e sono loro tutti a dover essere soggetti attivi.
Don Gianmichele ha voluto, poi, rivolgere la sua gratitudine ai Frati Francescani che hanno preceduto il suo operato e salutare la comunità che si accinge a guidare spiritualmente.
Colgo l’occasione per ringraziare i Frati Francescani che negli ultimi anni hanno operato in queste comunità. Il mio grazie va al loro e al lavoro che hanno svolto. La spiritualità francescana è viva e presente ed è la stessa che Papa Francesco sta portando avanti. Infine, consentitemi di salutare la comunità tutta, in attesa dell’incontro di domenica.
Anche noi vi aspettiamo tutti domenica 22.
