Cernusco Sul Naviglio, “costruire il futuro dell’ospitalità”; a Cernusco parte un cammino di Fede

CERNUSCO SUL NAVIGLIO (MI) -«Dammi umiltà profonda, dammi senno e conoscimento…» Con la preghiera di San Francesco “Alto e glorioso Dio” mercoledì mattina è iniziato a Cernusco sul Naviglio il cammino in preparazione al 136° Capitolo della Provincia Lombardo Veneta dell’Ordine Ospedaliero Fatebenefratelli, fondato da San Giovanni Di Dio. «Giovanni Di Dio non disdegnava di servire in prima persona i malati. Quanto abbiamo bisogno del dono dell’umiltà: non siamo i protagonisti di ciò che facciamo» ha spiegato il priore provinciale fra Massimo Villa. “Costruire il futuro dell’Ospitalità nella nostra provincia” è il motto del Capitolo, che ruota intorno al carisma dei frati ospedalieri.

 
La Provincia Lombardo Veneta dei Fatebenefratelli è costituita da 38 religiosi, di cui 8 sacerdoti, e gestisce dodici strutture (Presidio ospedaliero riabilitativo Beata Vergine della Consolata a San Maurizio Torinese, Centro S.Ambrogio a Cernusco sul Naviglio, Centro Sacro Cuore di Gesù a San Colombano al Lambro, Irccs San Giovanni di Dio a Brescia, Ospedale classificato Sacra Famiglia a Erba, R.S:A San Carlo a Solbiate, R.S:A. San Riccardo Pampuri a Trivolzio, Ospedale di riabilitazione S.Raffaele Arcangelo a Venezia,  casa di riposo San Pio X a Romano d’Ezzelino, Casa San Giusto a Gorizia, oltre a quattro ospedali missionari all’estero). Il Capitolo provinciale è l’organo di governo dell’Ordine e i recenti statuti prevedono che vi partecipino anche i collaboratori laici, in modo che l’Ospitalità – carisma dei Fatebenefratelli – permei l’intera famiglia ospedaliera: gli Statuti Generali, è stato ricordato mercoledì, invitano esplicitamente a «condividere il carisma, la spiritualità e la missione con i collaboratori, riconoscendone le qualità e i talenti». I rappresentanti collaboratori che parteciperanno al capitolo sono sei, mentre in passato erano dieci: «Abbiamo diminuito il loro numero perchè è diminuito il numero dei confratelli che partecipano in qualità di vocali; dei sei collaboratori laici, quattro vengono scelti durante la fase preparatoria, che inizia oggi, e due di diritto, che sono il Direttore Generale della Provincia e il responsabile laico del Centro Pastorale» ha spiegato fra Villa.
 
Per arrivare al Capitolo provinciale, si tengono alcuni incontri pre-capitolari che affrontano, attraverso i gruppi di lavoro, i seguenti temi: identità dei confratelli, ruolo della comunità nel centro assistenziale, pastorale vocazionale e formazione, identità e missione dei centri, pastorale ospedaliera, sostenibilità carismatica dei centri, sostenibilità economica dei centri, identità dei collaboratori nella costruzione del futuro dell’ospitalità e formazione dei collaboratori. «Non possiamo costruire il futuro – ha sintetizzato fra Villa presentando il Capitolo – senza analizzare spassionatamente la realtà da cui partiamo».
 
Il superiore provinciale ha introdotto i lavori del primo incontro preparatorio con le parole del Papa: «Francesco dice ai religiosi: mi attendo che svegliate il mondo!” Anche il mondo della salute attende da noi di essere svegliato, perché, come ci insegna il Santo Padre, la nota che caratterizza la vita consacrata è la profezia e se vogliamo costruire il futuro anche noi dobbiamo essere dei profeti. La radicalità evangelica non è solo per i religiosi, anche per i collaboratori laici, ma ai religiosi è ancora più richiesta.
 
Il superiore ha quindi analizzato la situazione attuale: «La sensazione è che talvolta viviamo l’ideale dell’Ospitalità, ma facciamo fatica a creare davvero qualcosa di pratico che lo renda realtà. Ricordiamo che il mondo perfetto non esiste: siamo dentro la Storia e c’è un mondo da costruire qui e ora». Quanto alle opere ospedaliere, «vanno difese perché ci permettono di rendere visibile il carisma dell’Ospitalità, ma non possiamo considerarle delle industrie, o beni che si possono cedere; dobbiamo pensarle come luoghi in cui abita Gesù Cristo che insieme a San Giovanni di Dio porta ai malati “ salute e  salvezza”, con scienza e attenzione. Questo non vuol dire che trasformeremo  nostri ospedali in oratori, parrocchie  o chiese, ma in luoghi in cui si curano i malati con tutta la tecnica possibile, con tutta la carità possibile, con tutta l’attenzione possibile, con tutta la capacità di lavorare». 
 
La sanità sta diventando un terreno di missione sempre più complesso, ma «noi dobbiamo garantire la continuità del carisma – ha precisato Villa – e lo possiamo fare solo attraverso le opere. Non possiamo giocare a fare gli imprenditori della salute, dobbiamo aver cura della continuità delle opere carismatiche e perciò dovremo assumere un orizzonte in cui gli obiettivi della Provincia sono ad un tempo di natura evangelica, carismatica ed economica. Non è pensabile che in nome del carisma si buttino i soldi, né pensar solo alla gestione economica». 
 
Negli ultimi anni, alcuni opere dei Fatebenefratelli sono state affidate a manager laici: «La nomina dei direttori di struttura laici ci consente di fare qualche ulteriore passo di consolidamento. Si tratta di investire nel  futuro un’esperienza che ha generato una condivisione apostolica e una partecipazione carismatica forte. Neanche loro sono perfetti, è vero, ma dobbiamo “costruirli nel carisma”, donando loro spazio e tempo perché possano entrare con il cuore nella nostra missione. A quanti sono perplessi su questa scelta dico: non è una ritirata, ma è anche un fatto che i frati oggi sono meno numerosi e le opere restano impegnative. Ricordiamo sempre che dobbiamo farle vivere, perché non sono solo nostre, ma anche della Chiesa, del territorio e soprattutto dei malati che vi sono curati. Per questo dobbiamo continuare ad affidarle ai laici ma non come “consegna”, disimpegnandoci, bensì come “affidamento in custodia”, confermando la nostra presenza al fianco di questi collaboratori tecnicamente preparati e che, grazie a noi, saranno sempre più partecipi del carisma di San Giovanni di Dio. Lasciamoci alle spalle la logica dei proprietari e apriamoci alla meraviglia dell’incontro» ha concluso fra Villa.