CASERTA – Presentato il programma d’interventi sociali “Scuola cantiere” nella sede di Confindustria a Caserta, per la firma del protocollo d’intesa tra Agrorinasce, Formedil, ANCE e la FENEAL-UIL, FILCA-CISL, FILLEA-CGIL. Il programma, previsto per il biennio 2017/2018, prevede una serie di interventi rivolti al riutilizzo di oltre 10 beni confiscati alla camorra. Tra le proposte vi sono:
– La manutenzione ordinaria e il ripristino della sala “Don Peppe Diana” nell’Università per la legalità e lo sviluppo di Casal di Principe, primo bene confiscato alla camorra e recuperato da Agrorinasce nell’anno 1999.
– L’accesso e la messa in sicurezza di tre beni confiscati, situati a Casal di Principe e a San Cipriano d’Aversa. Due di essi sono da destinare ad uso sociale, mentre il terzo per la creazione di un campo di calcio.
– La sistemazione dei terreni agricoli confiscati ad Aniello Bidognetti e Francesco Schiavone “Cicciariello”, siti in S. Maria La Fossa, con conseguente messa in sicurezza e bonifica della masseria per la realizzazione di un allevamento di elicicoltura, assegnato all’associazione Nero e Non solo.
– Alcuni lavori di sistemazione della strada di accesso ai terreni agricoli confiscati a Guglielmo Mirra e Francesco Schiavone “Cicciariello”, posti ancora una volta in S. Maria La Fossa e assegnati alle cooperative Agropoli Onlus e Eureka Onlus.
– L’accesso e la messa in sicurezza del capannone artigianale di Villa Literno, confiscato a Gaetano Tavoletta
Presenti alla conferenza stampa Gian Luigi Traettino, presidente di Confindustria Caserta; Giovanni Allucci, amministratore delegato di Agrorinasce; Gaetano Barbarano, presidente del Formedil della Provincia di Caserta; Vincenzo Maio, vice presidente del Formedil della Provincia di Caserta e segretario provinciale della Fillea Cgil; Antonio Cirillo, segretario provinciale della Feneal Uil; e Antonio Gelo, responsabile territoriale di Filca Cisl.

Ad aprire il dibattito è stato il presidente Traettino, che ha ribadito l’importanza di una legalità fattibile e tangibile e la necessità di impegnarsi concretamente sul territorio: “L’esperienza dinamica e non statica di Agrorinasce, da ben 19 anni attiva sul territorio, deve essere per noi un invito a continuare”.
Tre anni fa, come ha spiegato Allucci, Agrorinasce amministrava 57 beni confiscati alla camorra. Oggi sono 156 e si prevede che, nell’arco di tre anni, raggiungeranno circa i 350. “Agiamo per risolvere i problemi del nostro territorio. E il sistema edile ne è sempre stato un punto di forza”, ha concluso l’amministratore delegato di Agrorinasce.
“Iniziative simili – ha aggiungo Vincenzo Maio – dovrebbero essere sempre più diffuse, al fine di portare il seme della legalità sul territorio. Il nostro seme è il lavoro che deve fungere da deterrente per i fenomeni malavitosi”.
Cirillo e Barbarano hanno, poi, ribadito l’importanza di progetti simili, che vadano a ripulire l’area “malsana” nella quale a lungo il nostro territorio è stato costretto a vivere. Mentre Gelo ha parlato di una sfida culturale: “il lavoro deve dare al territorio la giusta rivincita. La nostra deve essere una cultura della legalità”.
L’importanza di scuole cantiere è duplice: da un lato consentono ai giovani un’adeguata e continua formazione che copra diversi settori, come la messa in sicurezza e la creazione di ponteggi; dall’altro permettono di rifunzionalizzare beni confiscati e vandalizzati a costo zero. Al termine dell’incontro i rappresentanti hanno firmato il protocollo d’intesa.
