MADDALONI (Caserta) – Gaspare e Giuseppe Caliendo[1] fanno parte della storia maddalonese, anche se il “ceppo originario[2]” è stato importato.
Infatti, Gaspare Caliendo, e suo figlio Giuseppe, provengono da Scisciano in provincia di Napoli[3].
Nonostante le umili origini e la perdita del padre, entrambi i figli, Gaspare[4] e Achille[5], si sono laureati e si sono fatti strada nella vita. Da Gaspare nasce Giuseppe Caliendo[6].
Passiamo dunque a conoscere più da vicino i due protagonisti della nostra scheda biografica: Gaspare e Giuseppe[7].
Gaspare, fatti gli studi liceali a Nola, scelse la Facoltà di Lettere presso l’Università di Napoli, scelta che era al tempo un impegno e una vocazione.
Gli ideali post-risorgimentali che animarono la sua giovinezza si unirono a un grande amor Patrio, alle attese succedute all’Unità d’Italia (partecipò alla prima guerra mondiale come ufficiale di complemento, fu ferito e decorato al valore con Croce di Guerra sul monte Tomba nel 1917)[8] e all’amore per la formazione dei giovani.
Infatti, insegnò, avendone anche la direzione, nel ginnasio pareggiato “Maria Cristina di Savoia” di Mugnano del Cardinale (AV) dal 1921 al 1923, a seguire insegnò nei ginnasi superiori a Melfi, a Lucera, a Ottaviano e a Sala Consilina. Nel 1929 ebbe la presidenza del ginnasio “Diaz” di Ottaviano, che tenne fino al 1935, e dal 1935 al 1937 del liceo ginnasio di Sala Consilina da cui approdò al “Giordano Bruno” di Maddaloni dove restò fino al 1960, tempo della quiescenza per limiti d’età[9]. Dal 1962 al 1968 diresse il locale Istituto Magistrale parificato “Don Gnocchi”[10].
Gaspare è stato Grande Ufficiale al merito della Repubblica, Cavaliere di Vittorio Veneto, commendatore della Corona d’Italia, commendatore dell’Ordine Pontificio”Gregorio Magno”, vice presidente del Comitato Provinciale delle celebrazioni del centenario dell’Unità d’Italia; pubblicista e giornalista d’indiscusso valore, frequentatore di artisti e poeti del calibro come il giapponese Harukichi Scimoi, Elpidio Jenco, Enzo Palmieri, Pietro Borraro e Raffaele Uccella. In ambito scolastico si adoperò per la risoluzione di vari problemi scolastici, perfetto conoscitore del mondo greco-latino fu storico, scrittore, traduttore e poeta latinista[11] per oltre cinquanta pubblicazioni e fondatore/redattore della rivista Palaestra (1957-1973) e dell’annuario del Liceo Ginnasio “Giordano Bruno” di Maddaloni.
Per l’impegno culturale fu vicepresidente della Società di Storia Patria di Terra di Lavoro di Caserta, presidente della Società Dante Alighieri e, creatore del Premio Nazionale di poesia “Elpidio Jenco”; e ancora socio corrispondente dell’Accademia Cosentina, socio dell’Accademia Tiberina e Legione d’Onore a Roma.
Per la sua attività ebbe riconoscimenti culturali quali il Premio di Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Medaglia d’Oro dell’Amministrazione Provinciale di Caserta, la Medaglia d’Oro dei benemeriti della scuola e della cultura e dell’arte, la targa d‘argento dell’Accademia di Paestum, la medaglia d’oro dell‘accademia di Pontzen, Lauro d’oro dell’Accademia Tiberina, il Premio e medaglia d’argento del Centro culturale “La famiglia italiana”, il premio Hoeufftiano ad Amsterdam, e tanti altri riconoscimenti al merito di grande umanista e scrittore.
Come politico, oltre ad essere con l’avvocato Sena prima e l’on. Rosati[12] e lo stesso don Salvatore d’Angelo e altri poi, fu punto di riferimento della DC locale, quando questa era considerata un laboratorio politico per tutta Terra di Lavoro, s’interessò oltre che della scuola anche del mondo agricolo, partecipò alla vita locale come assessore alla pubblica istruzione del comune di Maddaloni (1953-1956) e come consigliere provinciale della Democrazia Cristiana (1956-1960). Nacque al Cielo a Maddaloni il giorno 11 novembre 1974[13].
Si completa questo ricordo del Preside Gaspare Caliendo con un excursus della sua produzione ad iniziare dal 1925 allorquando lo troviamo impegnato nella pubblicazione della biografia di Alessandro Salzano: Educatore e letterato (Manzoni, Castellammare di Stabia). E così si va avanti …Per la difesa dell’arte italiana (Vela Latina, Napoli, 1926) e, dopo quattro anni, La riscossa latina nei Canti del Carducci (La Cultura, Palermo, 1930). Nel 1945 iniziò una prolifica collaborazione con la casa editrice Federico e Ardia di Napoli, la quale pubblicò il De Bello gallico di Cesare (Il libro, introduzione e commento), Luci nei secoli (Corso di storia per il Ginnasio superiore, 2 volumi, 1946), La I Catilinaria di Cicerone (Introduzione e commento, 1946), Armonie di vita (Antologia italiana per le Scuole di Avviamento, 1947) e Majora Canamus (Antologia latina per il Ginnasio Superiore, 2 volumi, 1947). Le pubblicazioni con Federico e Ardia di Napoli continuarono e si alternarono anche con la stampa di altri scritti presso tipografie, come Miscens gaudia fletibus (Carmi latini, De Simone, Maddaloni, 1952), Dai cieli dell’Ellade ai colli di Roma (Trattato di Mitologia, Federico e Ardia di Napoli, 1952), Eneide, trad. da A. Caro (Introduzione commento e analisi, Federico e Ardia di Napoli, 1955), il già citato Annuario celebrativo del 150° annuale della fondazione del Liceo Ginnasio “G. Bruno” (Farina, Caserta, 1958), Il sapere del Cittadino (Per gli istituti professionali, Federico e Ardia di Napoli, 1960), Corbus e Mara (Poemetto latino, Federico e Ardia di Napoli, 1960), Giuseppe Tommasino: educatore e letterato (Estratto dall’Archivio storico della Società di St. Patria di Terra di Lavoro, 1961), La Nuova Italia nella costituzione repubblicana (Per le Scuole medie superiori, Federico e Ardia di Napoli, 1961), Il centenario dell’Unità e la battaglia dei Ponti della Valle: motivi ideali e storici (Iacelli, Caserta, 1961), Relazione del Premio Nazionale “Caserta”, 1961, (Con traduzione in metri latini delle liriche premiate Voci di Palaestra n. I), Phidyle di Pascoli (Versione metrica, Federico e Ardia di Napoli, 1961), Paedagogium di Pascoli (In versi italiani, Federico e Ardia di Napoli, 1961), Carmen augurale (La Veloce, Maddaloni, Federico e Ardia di Napoli, 1961), Stilistica e letteratura di Federico (Redatta e aggiornata, Federico e Ardia di Napoli, 1962), Lo Stato italiano nella costituzione repubblicana (Per il biennio degli Istituti Superiori, Federico e Ardia di Napoli, 1962), Pascoliana (Traduzione in metri latini del poemetto ”Solon”, La Diana, Marcianise, 1962), Nidus in cupresso (Poemetto fiabesco in esametri, La Diana, Marcianise, 1962), Pascoliana (Traduzione in metri latini del poemetto “Il cieco di Chio”, La Diana, Marcianise,1962), Corbus et Mara ad fontem iuventutis (Testo italiano e latino, Pellegrini, Cosenza, 1962), La Voce di Roma (Grammatica latina ed esercizi, 3 volumi Di Giacomo, Salerno, 1963), Nino Bixio, generale, uomo politico, navigatore (La Diana, Marcianise, 1963), Carmen nuptiale (Laurenziana, Napoli, 1963), Carmen sapphicum (La Diana, Marcianise, 1963), Sisma (Carmen tristitiae et spei – Aura perennis, Padova, 1964), Pascoliana (Traduzione in endecasillabi del poemetto latino cristiano “Centurio”, La Diana, Marcianise, 1964), L’Uomo nei secoli (Corso di storia per la Scuola Media, 3 volumi, Federico e Ardia di Napoli, 1965), Thallusa di Pascoli (In versi italiani, La Diana, Marcianise, 1965), Omaggio alla memoria del Divino Poeta (Traduzione in versi latini di brani danteschi, Italgrafica, Napoli, 1965), Sommario di letteratura greca, Federico e Ardia di Napoli, 1965), Carmen sapphicum, Italgrafica, Napoli, 1966), Carmen nuptiale (Cantarella, Sala Consilina, 1967), Pagine sparse: storia, letteratura, istruzione (Federico e Ardia di Napoli, 1967), Poemetti latini del Pascoli (Versione metrica italiana con note, Federico e Ardia di Napoli, 1969), Guida allo studio con N. Machiavelli (Federico e Ardia di Napoli, 1968), Le Bucoliche di Virgilio (Versione metrica italiana con note, Federico e Ardia di Napoli, 1969), Luci e ombre di storia (Saggi di e profili, Federico e Ardia di Napoli, 1969), Poemetti latini cristiani del Pascoli (Tradotti in versi italiani, Federico e Ardia di Napoli, 1970), Guida allo studio di F. Petrarca (Federico e Ardia di Napoli, 1970), Ad Heroum perennem memoriam (Italgrafica, Napoli, 1972), Benedetto Croce (Studio critico, Cetim, Bresso, 1972), Gli ultimi giorni di Tibullo (Il Diamante, Maddaloni, 1973).
Dopo aver approfondito la figura di Gaspare si passa a quella del figlio Giuseppe Caliendo. Ebbene, innanzitutto va detto che sebbene un nonno musicista nessuno dei tre figli di Gaspare, pur studiando musica, ha sviluppato abilità artistico–musicali; solo Giuseppe ha seguito le orme paterne nel mondo della politica e della formazione con brevi incursioni nel mondo della scrittura.
Giuseppe è studente del Ginnasio e Liceo Classico “Giordano Bruno” di Maddaloni, poi si Laurea prima in Lettere e poi in Filosofia, contro il parere della madre Filomena che lo avrebbe voluto medico come lo zio Michele ucciso dal fascismo.
Giuseppe stesso non aveva difficoltà ad ammettere che sarebbe stato un pessimo medico, anche se il mondo della salute non gli fu estraneo. Compagno di scuola e di Università dell’on. Rosati conservò con lui sempre un vivace dialogo: più incline all’azione, concreto e realistico il primo, più incline alla riflessione sulle ragioni ideali il secondo; i due rappresenteranno a lungo il mondo delle “convergenze parallele”. Giuseppe Caliendo nel 1949 fu professore di lettere ad Alatri e poi in varie scuole della provincia di Caserta. Nel 1965 inizia la carriera di Preside a Teverola e dal 1966, fino al pensionamento, alla scuola Media di San Felice a Cancello, che prese da un fatiscente casolare di campagna e la trasformò in una fucina di menti e baby sportivi a livello nazionale con tre sedi e numerose attività extracurriculari. Ricordato non solo per le doti pedagogiche visibili, “ma anche per quelle piccole virtù nascoste quali la prudenza, il contegno schivo, l’umile saggezza provocatoria, il senso comune e della proporzione”, si diceva conoscesse a memoria i nomi dei 700 alunni che ogni mattina salutava sull’atrio prima ancora dei docenti.
Nel campo della politica locale[14] fu delegato giovanile provinciale DC dal 1948 al 1951, in seguito dal 1954 per 10 anni segretario della locale sezione democristiana e contemporaneamente dal 1956 al 1960 consigliere comunale di Maddaloni.
Nel 1960 e fino al 1964, fu assessore provinciale a Caserta e l’anno dopo sindaco del comune[15] di Maddaloni per tutto il mandato quinquennale[16]); dal 1972 al 1972 fu vicesegretario provinciale DC[17]. L’impegno nella politica sociale continuò con la presidenza del consiglio d’amministrazione dell’ospedale di zona a Maddaloni dal 1975 al 1982 e dopo della Unità Sanitaria Locale 16. Dal 1977 al 1987 nel mondo della cultura fu componente del consiglio d’amministrazione dell’editrice romana ERI edizioni RAI TV e ancora fu primo presidente dell’allora costituito Distretto Scolastico 13 di Maddaloni dal 1978 al 1982.
Nel mondo dello sport fu precursore sportivo con Francesco Angioni[18], amico storico di sempre, fin dal 1945/1946 quando entrambi militavano nell’Associazione sportiva “Sant’Agostino” interessandosi particolarmente della sezione sportiva nello specifico per la formazione di una squadra di calcio. Sciolto il sodalizio rimasero amici inseparabili fino al 1952 allorquando insieme realizzarono alla Polisportiva Libertas. Caliendo ricoprendo il ruolo di Presidente e quello di Direttore tecnico. La Polisportiva Libertas Maddaloni di basket maschile e femminile militò per un trentennio, senza mezzi economici ma tanta passione, dalle serie giovanili fino alle serie nazionali ospitando meeting internazionali anche con squadre dell’est europeo[19]. Il 31 maggio 2003 a Francesco Angioni e Giuseppe Caliendo è dedicato il Palazzetto dello Sport di Maddaloni.
Giuseppe, dopo il pensionamento ebbe modo di restare a contatto con i giovani attraverso il mondo del volontariato: fu articolista del periodico “La risposta” (1998-2002) e componente del consiglio direttivo della locale fondazione “G. Ferraro” che si occupa di minori in difficoltà. Creatore nel 1998 del concorso “Quali diritti per i fanciulli” rivolto agli studenti, che sopravvivrà nel suo ricordo fino al 2012, col quale voleva arrivare alle coscienze dei ragazzi senza apparire saccente ma coinvolgendoli in prima persona su riflessioni sui diritti dell’infanzia nel mondo.
Giuseppe interpretò il mondo del volontariato sempre come una missione, così come aveva fatto con la scuola e tutto il resto. Amava dire che da suo padre aveva imparato che una scuola non la si prende come fase di passaggio, la si “sceglie” e si resta con lei fino alla fine. Fino alla fine (del lavoro) fu a San Felice a Cancello, dove fu amato sicuramente più che non a Maddaloni, fino alla fine (della vita e anche oltre col suo ultimo articolo) operò nella Fondazione “Ferraro”.
Precursore nel mondo scuola, fu manager “paterno” ma deciso, precursore nel vedere l’evolversi del volontariato “puro”, generoso, spontaneo verso “il terzo settore”.
Il preside Giuseppe Caliendo, dagli amici chiamato sempre Peppino, non lasciò mai la città di Maddaloni (sebbene in gioventù avesse a volte manifestato l’intenzione di migrare nel vicino paese d’accoglienza) fino alla morte avvenuta però lontano dal suo amato paese d’azione il 25 luglio 2002.
Con queste brevi note ci si congeda dal lettore con l’auspicio di poter ritornare con maggiori approfondimenti sulle figure di entrambi[20].
[1] Delle due figure della politica, della Cultura, dell’Istruzione, dello Sport, della Città di Maddaloni, di recente ho avuto modo di parlare in molteplici situazioni. Del resto di essi, oltre ad essersene occupato lo scrivente di recente (Michele Schioppa, “Maddaloni, il Preside Prof. Caliendo Comm. Gaspare nello studio del prof. Antonio Pagliaro” in L’Eco di Caserta del 29 maggio 2017) si sta occupando da tempo anche la storiografia contemporanea. Su L’Eco di Caserta, a titolo esemplificativo, a mia firma vengono coinvolti per le loro attività, incarichi, ruoli o semplicemente per contributi fotografici in quelli dal titolo: “Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … parla Vincenzo Santangelo” del 29 Luglio 2015; “Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … il ricordo di Amedeo Marzaioli” del 1 Agosto 2015; “Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … nel racconto di Luca Ugo Tramontano” del 8 Agosto 2015; “Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … nel racconto di Francesco Angioni jr” del 19 Agosto 2015; “Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … con Mister Lombardi racconti, ricordi, vittorie e foto” del 30 Agosto 2015; “Maddaloni, Salvatore Cardillo “un Signore della Politica” del 16 Ottobre 2015; “Maddaloni, Antonio Pagliaro e la storia del Monumento ai Caduti nel Liceo Ginnasio Giordano Bruno” del 4 Novembre 2015; “Maddaloni, in ricordo della Direttrice prof.ssa Maria Olivieri nata al Cielo il 15 aprile 2014” del 15 Aprile 2016; “Maddaloni, il Maestro Stefano D’Angelo Direttore della Banda della Marina e del Villaggio” del 21 Aprile 2016; “Maddaloni, la storia del Maestro Giuseppe Renga nello studio di Pascarella” del 2 Maggio 2016; “Roma, morto Elio Rosati l’amico di Aldo Moro” del 13 Giugno 2016; “Maddaloni, l’ On. Prof. Alfonso Ruggiero ex allievo del “G. Bruno” nello studio di Antonio Pagliaro” del 3 Settembre 2016; “Maddaloni, don Salvatore Izzo: il buon sacerdote ricordato a 40 anni dalla Nascita al Cielo” del 21 Novembre 2016; “Maddaloni, 30 novembre 1987 – 30 novembre 2016: ricordiamo l’ispiratore di una dinastia di sportivi”del 29 Novembre 2016; “Maddaloni, la storia del Cav. Uff. Renato Ravinetti nello studio del prof. Antonio Pagliaro” del 20 Dicembre 2016; “Maddaloni, la storia del Maggiore prof. Vincenzo Castaldo nello studio del prof. Antonio Pagliaro” del 29 Gennaio 2017. Va aggiunto che nel prossimo numero della collana “Chi è?”, edito in Vitulazion nel giugno 2017 per conto della Dea Sport Onlus di Bellona (CE), ho curato la biografia dei due Presidi. L’evento si presentazione sarà il 3 giugno 2017 a Vitulazio.
[2] Per uno studio strutturale dell’albergo genealogico si veda il discorso del prof. don Luigi Mucerino a Scisciano in occasione della commemorazione dei 25 anni dell‘intitolazione a Gaspare Caliendo della biblioteca comunale.
[3] È stato possibile riscontrare tracce di loro antenati, negli archivi dell’ufficio anagrafe e stato civile di quel comune e nei registri dei battezzati e dei morti della locale parrocchia presso l’archivio vescovile diocesano di Nola risalenti al 1730, a iniziare da un loro antenato di nome Marzio, un cui figlio di nome Giacomo (1787), generò il primo Gaspare, sarto, nel 1830 e morto nel 1911 sposato nel 1863 con Irene Candice. Ebbene da questo matrimonio nacquero cinque figli tra cui Giosuè Giuseppe (1868) che, sposato con Angiolina Serpico, generò il futuro preside Gaspare Caliendo (1890-1974) e i quattro suoi fratelli di cui una morì di parto (Irene 1893-1923) e due in tenera età. Il trisavolo Giosuè Giuseppe, sarto e musicista emigrò in America a inizio secolo scorso, è lì vi morì, e di lui si sono perse le tracce.
[4] Gaspare, nato nel 1890, sposatosi con Filomena Magnotti, ha generato tre figli maschi, Giuseppe (1924-2002, professore, preside, politico e sportivo), Antonio (1927-2012, generale dei CC) ed Angelo (1932, ingegnere).
[5] Achille nato nel 1925, sposato con Iole Ruggeri, ha generato 4 figli, Irene nel 1930, Artidoro defunto in tenera età, Dora nel 1935 e Angelo nel 1937.
[6] Giuseppe sposò Rosa Raffone di Maddaloni nel 52 , dal loro matrimonio sono nati tre figli M. Filomena detta Minni, Irene e Gaspare e quattro nipoti, Gianpaolo Cristiana Bucci, Aldo e Federica Palmieri.
[7] Per approfondimenti si rimanda al discorso dell‘on. Elio Rosati a Scisciano nel centenario della nascita; al discorso dell’Assessore alla Cultura G. Esposito in occasione dell’intitolazione della Biblioteca di Scisciano a Gaspare Caliendo nel 1990; al testo del Gen. Pietro Manzi pubblicato su “La Campana” del 15 dicembre 1960; al periodico “La vita del mezzogiorno” del 15 gennaio 1961; al quotidiano “Roma” del 27 gennaio 1961; alla Miscellanea in onore di Gaspare Caliendo per le edizioni Federico e Ardia del 1961; Al testo di Onoranze a Gaspare Caliendo per le edizioni La Diana del 1962; al testo Gaspare Caliendo educatore, storico e Letterato, edito dal Comune di Scisciano nel 1990; al Periodico “La risposta”(anni 98-2002), al testo a cura della CISL/UIL Scuola: Settant’anni del 1994; all’Annuario della Scuola Media di San Felice a Cancello:1966-1994; al testo “G. Caliendo:un volontario e la sua fondazione” del 2005; agli scritti dell’ispettore scolastico Rino Piscitelli, della prof Anna Giordano, del dott. Luigi Ferraro, dell’onorevole Rosati, del presidente del Consiglio Scolastico 1994 Andrea Sgambato, del Segretario Generare CISL prof. Vincenzo Brancaccio, dell’artista Nicola Sgambato, ed altri resi disponibili e consultati presso la famiglia Caliendo per la qual cosa si ringrazia Irene Caliendo, figlia di Giuseppe, per la preziosa collaborazione non solo nel mettere a disposizione i contributi ma anche nel fornire preziose informazioni biografiche che hanno permesso la redazione di questo omaggio, sicuramente da approfondire, a due nobiluomo come Gaspare e Giuseppe Caliendo.
[8] Circa la partecipazione alla guerra, lo storico prof. Antonio Pagliaro ci riferisce: « L’Italia, il 24 maggio 1915, firmò la dichiarazione di guerra nei confronti dell’Austria ed entrò nel conflitto che divenne mondiale per le numerose nazioni partecipanti. Il giovane Caliendo, cresciuto e animato da un grande amor Patrio, partì per il fronte come Ufficiale di complemento e, in un azione di attacco contro gli Austro-Ungarici, monte Tomba nel 1917, fu ferito e portato nelle retrovie per essere curato. Con la vittoria italiana e la liberazione di Trento, Trieste e altre città italiane occupate, si ebbe la fine della Grande guerra e la dichiarazione di resa austriaca fu firmata il 4 novembre 1918.
Il giovane Ufficiale, per la sua partecipazione al conflitto e per le sue azioni sul fronte nemico, fu decorato con la Croce di Guerra».
[9] È interessante riportare, a seguire, un’altra testimonianza di analisi storica del prof. Antonio Pagliaro, che dopo il prof. Pietro Vuolo si può considerare come il conoscitore più accreditato delle vicende del “Giordano Bruno” maddalonese. Il prof. Pagliaro, intento da qualche anno alla sistemazione e all’archiviazione della documentazione d’archivio del “Giordano Bruno” riferisce: « Il preside Caliendo, sin dal primo giorno della sua venuta a Maddaloni, si fece subito apprezzare dai suoi nuovi docenti e dai suoi nuovi concittadini per le sue qualità di profondo uomo di cultura e per la saggezza della sua direzione, le quali doti si evidenziarono anche nell’impegno politico e sociale. L’eco di queste alte referenze giunsero anche al Ministero della Pubblica Istruzione, il quale lo nominò suo rappresentante nel Consiglio di amministrazione del Regio Convitto Nazionale “G. Bruno”. Infatti, dai verbali del suddetto consiglio, risulta che il preside Caliendo partecipò alla sua prima adunanza il 14 febbraio 1938-XVI. Nel 1939, per ricordare il sacrificio compiuto dagli ex allievi del Liceo Classico, caduti nella Prima guerra mondiale, 1915/1918, per scacciare il nemico Austro – Ungarico dalla nostra Madre Patria, l’istituto, con in testa il preside Gaspare Caliendo, rese omaggio alla loro memoria con la costruzione di un maestoso monumento (opera d’arte semplice e imponente in marmo e travertino, progettata dall’architetto Florestano di Fausto) ricco di tre lapidi.
Il monumento fu inaugurato con una solenne e toccante cerimonia, celebrata il 3 dicembre 1939, alla presenza di numerose alte cariche dello stato. Nel maggio 1940, il preside Gaspare Caliendo, a ricordo di questa commovente cerimonia scrisse un libro per ricordare e commemorare degnamente i suoi allievi caduti. Nelle sue pagine racchiuse le varie biografie e i volti dei ragazzi, di Carlo Scalera e le foto della cerimonia su descritta con i suoi importanti intervenuti. La pubblicazione del libro Albo d’onore in memoria degli studenti caduti nella Grande guerra e di Carlo Scalera, fu edito dallo stabilimento tipografico N. Jovane di Napoli. Nel 1954, sul Monumento del Liceo Ginnasio “G. Bruno”, il preside Caliendo fece apporre una nuova lapide per onorare gli allievi eroi caduti nella Seconda guerra mondiale. In questo conflitto ventidue ex studenti, ufficiali e non, persero la loro giovane vita per gli ideali di libertà della patria e per la democrazia e decorati alla memoria al Valor Militare con Medaglia d’Oro, d’Argento e di Bronzo. La celebrazione religiosa fu eseguita da don Gennaro Bove, insegnante ginnasiale di religione e arciprete del Corpus Domini.
Il preside Caliendo invitò tutta la cittadinanza che partecipò in massa e in modo commosso, tutte le autorità civili, militari e religiose e i familiari dei poveri caduti provenienti da vari paesi della provincia e della regione, come Alife, Caserta, Santa Maria C.V., Teano, Acerra, Cercola, Marigliano, Mirabella Eclano e Scisciano. Il preside Caliendo fu anche il promotore del ciclo delle celebrazioni del 150° annuale della fondazione del Real Collegio di Terra di Lavoro il quale ebbe inizio il 10 novembre 1956 con il Presidente della Camera dei Deputati, on. prof. Giovanni Leone (futuro Presidente della Repubblica Italiana dal 29 dicembre 1971 al 15 giugno 1978) e si concluse il 1° dicembre 1957, in concorde spirito di collaborazione tra il Liceo Ginnasio “G. Bruno” e il Convitto Nazionale, nel ricordo delle comuni lontane origini e, per lungo ordine di tempo delle tradizioni di studi e di cultura. Alla fine dell’anno scolastico 1959/60, il preside Gaspare Caliendo fu collocato a riposo per raggiunti limiti di età (70 anni) e di carriera. A tal proposito, molte personalità gli inviarono lettere di stima e di congratulazioni, le quali furono raccolte in un libro dal titolo ”Miscellanea in onore del Preside Caliendo” (casa Editrice Federico e Ardia – Napoli 1961).
Il preside Caliendo che, oltre ad essere uomo di elevato spessore culturale, era, principalmente, uomo di scuola, quindi non poteva stare a lungo senza i “suoi” alunni e così, su invito del carissimo amico Don Salvatore D’Angelo, fondatore del Villaggio dei Ragazzi e dell’Istituto Magistrale Parificato “Don Gnocchi”, accettò di buon grado la sua proposta di dirigere quest’ultimo neonato istituto maddalonese (dal 1962 al 1968) che aveva il merito di formare giovani da inserire nel ruolo di maestro della scuola elementare e della scuola d’infanzia».
[10] Attraverso anche questa direzione si può dire va consolidandosi il rapporto della famiglia Caliendo con don Salvatore d’Angelo e la sua Casa del Fanciullo poi Villaggio dei Ragazzi. In particolare testimonianze vissute ricordano l’apporto del figlio Giuseppe, amico fraterno di don Salvatore, e della stessa consorte pro attiva con altre nobildonne locali fin da subito a sostenere l’opera del sacerdote anche con mansioni apparentemente umili ma ricche di significato come la sistemazione dei capi di abbigliamento dei primi e piccoli ospiti della Casa oggi Fondazione dedicata al sacerdote fondatore.
[11] A tal riguardo il prof. Pagliaro specifica: « Insigne latinista, tradusse e commentò opere di autori classici e, del Pascoli, i Poemetti latini. Compose, a sua volta, carmi e due poemetti in lingua latina. Si occupò di storia e filosofia».
[12] Il rapporto tra Gaspare Caliendo e l’on. Rosati, amico e consigliere dello statista e Presidente del Consiglio dei Ministri Aldo Moro, è evidente dall’ “epigramma nuptiale” ai novelli sposi Elio Rosati e Francesca Paparelli sposi. Copia di tale documento storico è conservata presso l’Archivio ANMIG e Fondazione di Caserta presso la sede di Maddaloni e per la cui consultazione si ringrazia il cav. uff. Salvatore Borriello, sempre disponibile e attento allo studio ed alla divulgazione del patrimonio documentale storico, anche fotografico, del medesimo sodalizio.
[13] Circa il triste evento della dipartita si riporta ancora una testimonianza del prof. Antonio Pagliaro: «Il preside Gaspare Caliendo morì in Maddaloni, 11 novembre 1974, e per sua volontà, la sua salma fu sistemata nel cimitero di Scisciano. Come da testamento olografo, la sua biblioteca personale, composta da 300 libri, alcuni dei quali di notevole valore scientifico e letterario, come ultimo atto d’amore verso la sua città natia, furono donati alla biblioteca comunale di Scisciano, per interessamento del figlio Giuseppe. Dopo sedici anni della sua Nascita al Cielo di Gaspare, come riportato dal quotidiano napoletano “Il Mattino” nell’uscita di venerdì 14 dicembre 1990, la città di Scisciano organizzò per il giorno dopo, su iniziativa dell’Assessorato alla Cultura, nei locali della Biblioteca Comunale, alle ore 17:30, un evento in cui volle ricordare e far conoscere alle giovani generazioni la figura e l’opera di questo illustre concittadino dedicandogli un volume per il centesimo anno di nascita.
Altro importante tributo al preside Caliendo gli fu conferito sempre dal comune di Scisciano, quando, la domenica del 14 Dicembre 2014, presso la chiesa San Giovanni Battista in Piazza XX Settembre, per iniziativa dell’assessorato alla cultura, retto da Giovanna Napolitano, gli fu promosso un omaggio a quaranta anni dalla morte».
[14] In relazione alla figura di Giuseppe Calendo e alle sue attitudini si riporta la testimonianza dell’avv. Luca Ugo Tramontano: «Il Preside Giuseppe Caliendo è stato, per me, un grande punto di riferimento. Sono stato i cinque anni del Liceo Scientifico “Nino Cortese” a scuola con la sua secondogenita, la figlia Irene. Nel triennio è stata la mia compagna di banco e compagna di studi, per cui ho frequentato, assiduamente, casa Caliendo. Il Preside era un grandissimo stratega in politica, un grossissimo mediatore, un eccezionale organizzatore. A 17 anni mi chiese di entrare nella D.C. e seguii il suo consiglio. Il Preside Caliendo era una persona garbata, colta e grande oratore. Mi raccontavano che era stato un grande Sindaco. Oltre ai meriti sportivi, veniva ricordato per l’organizzazione di una Eccezionale Edizione dei Festeggiamenti San Michele. Nel 1977 fu l’animatore e l’instancabile organizzatore della Prima Festa Provinciale dell’Amicizia, che si svolse a Maddaloni,nel Villaggio dei Ragazzi. Ho un bel ricordo di lui, lo ammiravo e so che anche lui mi stimava. Tutto ciò che faceva, lo organizzava per bene e nei minimi particolari».
[15] Circa la sua esperienza politico amministrativa si riporta un interessante contributo del giovane studioso di materia storica maddalonese dott. Antonio Cembrola: « La figura di Giuseppe Achille Caliendo si inserisce nel panorama maddalonese nella metà degli anni cinquanta, precisamente dal 27 maggio 1956. Non si tratta di un politico di professione, ma di un professore che con la sua attività, didattica e non solo, è arrivato ad interessarsi anche di politica.
Negli anni sessanta a dominare la scena politica maddalonese è la Dc, che rappresenta la maggioranza in consiglio comunale fin dal dopoguerra. Ne fanno parte elementi di notevole spessore politico, ma anche intellettuale come ad esempio Elio Rosati, Salvatore Cardillo, e don Salvatore d’Angelo. Dal dicembre 1960 al 1964 si sono avvicendati due amministrazioni Dc: la prima è segnata dalla figura di Luigi Stasi che, eletto il 27 dicembre 1960, si dimetterà, per ragioni personali, il 4 settembre 1962; la seconda, tra il l’ottobre 1962 e il 1964, vedrà il ritorno di Salvatore Cardillo, che già era stato sindaco dal 1956 al 1960.
Il 22 novembre 1964 si torna alle urne. Per la Dc maddalonese è un vero trionfo: il partito crociato raggiunge da solo il 47,3% dei voti. Il 27 gennaio 1965 si riunisce il consiglio comunale che dovrà eleggere il nuovo sindaco. La scelta della maggioranza ricadrà proprio su Giuseppe Achille Caliendo.
Il periodo amministrativo di Caliendo si contraddistingue per due elementi particolari. Il primo è essenzialmente politico: fu il primo infatti ad operare un’apertura della Dc nei confronti dei partiti della sinistra. Infatti Caliendo chiamerà a far parte della propria giunta Giuseppe Natale consigliere del Partito socialista democratico italiano. Il secondo elemento riguarda i progetti amministrativi portati avanti dall’amministrazione Caliendo e che, essenzialmente, si muovono su due direttrici principali: l’istruzione e l’edilizia popolare. Sul piano dell’istruzione, Caliendo cercò di ampliare la presenza di edifici scolastici sul territorio maddalonese. Vennero costruite:
– la scuola elementare in via Campolongo, con un finanziamento di lire 225.000.000;
– la scuola elementare prefabbricata in via Napoli, con una spesa di lire 95.000.000;
– l’ampliamento della scuola media “Villaggio dei Ragazzi”, con un finanziamento di lire 60. 000.000;
– la scuola media in via Starza, con un finanziamento di lire 220.000.000;
Sul piano dell’urbanistica popolare, l’azione amministrativa fu egualmente assai decisa. Si realizzarono:
– alloggi popolari in via Cucciarella per più di lire 130.545.095;
– alloggi per agricoltori in via Napoli per più di lire 92.850.000;
– alloggi popolari della società GESCAL in via G. Bruno per lire 210.591.845;
Anche se con una dispendiosità consistente, elemento da far rabbrividire l’attuale corte dei conti, sostanzialmente non si può non affermare che l’operato di Giuseppe Achille Caliendo fosse non solo adeguato al periodo storico che viveva, ma al tempo stesso indirizzato al miglioramento delle condizioni sociali e culturali di Maddaloni».
[16] In questi anni ricoprì, in particolare nel 1970, anche l’incarico di organizzatore dei festeggiamenti patronali in onore di San Michele Arcangelo patrono di Maddaloni.
[17] In questo periodo vale la pena ricordare le acrobazie di cui si fece protagonista con don Salvatore d’Angelo per il salvataggio del titolo sportivo della US Maddalonese.
[18] Circa il rapporto tra la famiglia Caliendo e quella Angioni, raccogliendo la testimonianza della vedova Angioni, la prof.ssa Ida Santonastaso, si riporta il contributo del nipote omonimo prof. Francesco Angioni: « Della figura dello stimato ed indimenticabile Preside Professor Peppino Caliendo (così lo denominava affettuosamente mio nonno, di cui era fraterno amico), invece, potremmo discorrere, quasi per ore ed ore… Le famiglie Angioni – Caliendo si può dire che abbiano stretto dal 1945-46 ad oggi, un sodalizio basato sulla stima reciproca, affetto e fiducia. Il nonno ed il Preside si conobbero, per l’appunto, nel dopoguerra, quando, insieme, militavano nell’Associazione cattolica Sant’Agostino, interessandosi alla sezione sportiva, precisamente, alla formazione di una squadra di calcio. Di essa, il Preside Caliendo curava la parte organizzativa ed il nonno, che vi giocava pure, la parte tecnica. Scioltasi la S. Agostino, i due divennero amici inseparabili e nel 1952, nonostante tante iniziali, ben presto, poi, superabili difficoltà, si ritrovarono insieme a dar vita alla Polisportiva Libertas Maddaloni, squadra di Pallacanestro, di cui il nonno fu il fondatore, ideatore ed allenatore; il Preside Caliendo, invece ne curò la parte amministrativa. C’è da dire che, sebbene per pochi mesi, il primo Presidente fu, però, l’allora giovane studente, preside Nunzio Sarracco, che, coerente sin dal primo giorno col nonno, per motivi scolastico- lavorativi, dopo un po’ rifiutò l’onere. Il nonno, allora, senza perdersi di coraggio, per poter realizzare il suo sogno, si rivolse al suo carissimo amico Preside professore Peppino Caliendo, il quale, inizialmente, voleva rifiutare la dirigenza presidenziale della squadra, perché, a sua detta, essendo laureato in materie umanistiche, non aveva profonde conoscenze tecnico-sportive in merito. Il nonno, però, riuscì a convincerlo, dicendogli, che alla fine, avrebbe dovuto soltanto occuparsi di incarichi amministrativi. E così è stato. Il Preside Caliendo, come già ho dichiarato all’inizio, è stato un amico fraterno del nonno e molto vicino alla famiglia Angioni, con cui aveva un grande rapporto d’amicizia. Sono varie le testimonianze di affetto e vicinanza, voglio solo citare alcune fra le più importanti. Il Preside, il primo marzo 1965, in occasione del funerale del mio bisnonno Attilio Angioni (nato a Cagliari il 14-8-1885 e morto a Napoli il 1-3-1965, padre di mio nonno Francesco), in qualità di amico, profondo conoscitore del defunto e di primo cittadino, tessè le sue lodi in un discorso di commiato, durante il corteo funebre a piedi, all’altezza del Cimitero cittadino. Sempre, poi, di sua spontanea volontà, chiese, in occasione della dipartita di mio nonno, di poter scrivere la preghiera- ricordo della pagellina, che fu consegnata a parenti ed amici, in occasione del trigesimo di mio nonno, il 15-7-1979. Inoltre e concludo, il Preside e sua moglie Rosa Raffone, sono stati i testimoni di nozze dei miei zii Luigi Passariello ed Angioni Rita (uniti in matrimonio a Maddaloni il 3-8-1980 nel chiesa Basilica del Corpus Domini) e dei miei genitori ( Attilio e Felicia De Rosa, sposatisi a Napoli, nella chiesa di santa Maria Egiziaca il 9-7-1983.)».
[19] Su quest’aspetto di veda in particolare, oltre agli articoli già citati su L’Eco di Caserta, anche l’opuscolo realizzato in occasione del “I° Torneo di Pallacanestro “Francesco Angioni” 3 – 4 – 5 ottobre 1980” edito da «Bazar Santo» ed ancora “50 anni di pallacanestro a Maddaloni” con AA.VV. ed edito nel 2003 dalla Lito-Tipografia DEDI.
[20] Giuseppe Caliendo, va aggiunto per la cronaca, dopo i primi tentativi di avvio della Biblioteca Comunale di Maddaloni, dal 1971 al 1974, e l’adozione nel novembre del 1974 del relativo regolamento, nell’aprile del 1975, e fino al 1979, si trovò a far parte del primo comitato di gestione che ebbe come componenti il prof. Antimo d’Alessandro, Assessore alla Pubblica Istruzione, il preside Franco Vittorio Gebbia, il prof. Pietro Vuolo, la prof.ssa Brigida Petrella, il dott. Luca Ugo Tramontano, il dott. Giovanni Di Cerbo, il dott. Pasquale Nappo, il sig. Giovanni De Caro, per l’appunto il Preside Giuseppe Caliendo, il prof. Vincenzo Mario de Lucia, il Direttore Didattico Pietro Butti e il dott. Plinio Salanti. Va detto che dal 1977 a seguito delle dimissioni del prof. Pietro Vuolo sarà nominato componente la signorina Natale Caterina.
