Maddaloni, “la vittoria alata e mutilata” del prof Vincenzo Castaldo nello studio del prof. Pagliaro

 

MADDALONI (Caserta) – Non più tardi di qualche mese fa ospitavamo un’intervista al prof. Antonio Pagliaro sul prof. Vincenzo Castaldo (Maddaloni, la storia del Maggiore prof. Vincenzo Castaldo nello studio del prof. Antonio Pagliaro) ed oggi ritorniamo a parlare dello stesso docente artista, per raccontare, sempre con le parole e lo studio storico del prof. Antonio Pagliaro, “la vittoria alata e mutilata del prof Vincenzo Castaldo”.

Abbiamo chiesto al prof. Antonio Pagliaro del perché e per come oggi è nuovamente possibile argomentare intorno alla figura del prof Vincenzo Castaldo, ed allo stesso abbiamo anche chiesto quali siano state le sue fonti.

Lo stesso ci ha riferito: «Il 10 maggio 2016 pubblicai sul sito del Convitto Nazionale Statale “G. Bruno” (cngb.it) la storia del Maggiore Vincenzo Castaldo, professore di disegno del Regio Convitto Nazionale “Giordano Bruno” di Maddaloni, attingendo notizie dai verbali dei Consigli di amministrazione, custoditi nel ricco Archivio dei documenti storici dello stesso istituto con il consenso del rettore Michele Vigliotti.

Altra fonte da cui attinsi notizie del professore fu un libro dal titolo: Bicentenario del Collegio di Terra di Lavoro (oggi Convitto Nazionale Statale “G. Bruno”), dal titolo Momenti di vita e di pensiero nella Memoria storica e nelle testimonianze a Maddaloni e nel Giordano Bruno, del bravissimo storico maddalonese, prof. Pietro Vuolo.

Notizie particolareggiate ed inedite le conobbi dopo aver avuto diversi incontri con la nipote, dott.ssa Gemma Pelle e di sua figlia Giovanna Santoro. Ancora prima, il 9 novembre 2015, pubblicai, sempre su cngb.it, “La Cartolina a colori del Regio Convitto Nazionale “G. Bruno” del 1913”, realizzata sempre dal professore Castaldo e stampata in 4000 copie a spese del Regio Convitto».

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Il prof. Vincenzo Castaldo. Foto concesse dalla dott. Gemma Pelle

 

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Il Tenente (prof.) Castaldo con un collega ufficiale – 1916. Foto concesse dalla dott. Gemma Pelle

D: Bene, ma intanto oggi continuiamo a trattare il prof. Vincenzo Castaldo, come mai?

R: «Credendo di aver detto e scritto tutto dell’ottimo professore di disegno, qualche giorno fa mi son dovuto ricredere, perché un fatto a dir poco sensazionale mi è successo.

Il dinamico cav. uff. Salvatore Borriello, Presidente provinciale dell’A.N.M.I.G. e Fondazione di Caserta, con sede a Maddaloni, in via San Francesco d’Assisi, una sera passando in associazione, di cui sono socio, mi fece vedere una copia di un documento del 1929, nella quale era presente un bel disegno, una scritta artistica a grandi caratteri e tante firme di persone importanti».

D: Sappiamo altro?

R: «Il cav. uff. Borriello, stimato storico locale per le sue varie pubblicazioni sulla Prima e Seconda guerra mondiale, mi disse che il documento originale era stato composto in occasione dell’inaugurazione del Monumento ai Caduti della Prima guerra mondiale, posto in largo Monte dei Pegni, oggi piazza della Vittoria a Maddaloni, e conservato nell’ufficio della direttrice, dott. Pina (Giuseppina) Del Prete, nella nuova Biblioteca comunale ubicata nell’ex Liceo Ginnasio “G. Bruno”».

D: Quindi?

R: «Qualche giorno dopo, osservando bene la copia in nostro possesso con mio fratello, il cav. Francesco Pagliaro, notai che sia il disegno, sia la scritta artistica, mi dicevano qualcosa. Lo stemma disegnato del comune di Maddaloni, in particolare, mi sembrava di averlo già visto da qualche parte, e alzando gli occhi un po’ più su, con mia somma sorpresa, vidi la caratteristica firma del professore Vincenzo Castaldo, già nota per averla vista in diverse sue importanti opere come la Cartolina a colori del R. Convitto del 1913, il Quadro delle fotografie storiche del 1913 degli Ufficiali e degli alunni del Convitto, il Ritratto dipinto di Giosuè Carducci del 1908, il Ritratto a colori di Luigi Settembrini del 1935, che ci ha lasciato a testimonianza della sua immensa bravura e per la nostra gioia».

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Ritratto dipinto di G. Carducci (1908)  del prof. Castaldo donati al R. Convitto Nazionale “G. Bruno”. Foto concesse dal rettore, prof. Michele Vigliotti

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Ritratto dipinto di  Luigi Settembrini (1935) del prof. Castaldo donati al R. Convitto Nazionale “G. Bruno”. Foto concesse dal rettore, prof. Michele Vigliotti

D: Così dunque finisce l’indagine?

R: «Non proprio. Per avere qualche notizia in più e di prima mano, qualche giorno fa, con mio fratello cav. Francesco, ci siamo recati alla biblioteca comunale per essere ricevuti dalla direttrice, dott. Pina Del Prete, la quale, gentilmente, ci ha accolti nel suo ufficio. In questo luogo ci ha mostrato da vicino l’originale del disegno del professore Castaldo con tutte le firme delle autorità presenti all’inaugurazione e informandoci che lo stesso era tra i tanti documenti che si dovevano registrare e catalogare».

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Documento concesso dal cav. uff. Salvatore Borriello, presidente A.N.M.I.G. e Fondazione di Caserta: “la vittoria alata e mutilata del prof Vincenzo Castaldo”.

D: Che cosa è emerso?

R: «Analizzando il suddetto disegno in toto, posso dire che il titolo, scritto in modo artistico, è il seguente: Il 17 Novembre 1929 Maddaloni eterno nel bronzo La GLORIA dei suoi CADUTI per la PATRIA. Per le parole più importanti l’artista ha usato le lettere a caratteri maiuscolo con svolazzi (una sorta di Old English) e di colore rosso. Dal tipo di scrittura si vede subito, anche a primo impatto, che l’autore era certamente un maestro di Calligrafia e tale era il nostro professore Vincenzo Castaldo, un diplomato all’Accademia delle Belle Arti di Napoli (1893) maestro d’arte del disegno, della pittura e della calligrafia.

Qualche settimana fa, poi, il mio collega educatore e maestro Wladimiro Cardone, osservando la foto della copia dell’opera, mi ha riferito che si tratta di un disegno eseguito con una particolare tempera denominata tecnica pittorica del Guazzo[1] (gouache in francese). Questa antica tecnica è molto complessa da realizzare perché “impiega un tipo di pigmento che ha la stessa natura della tempera ma è reso più consistente con l’integrazione di gesso o biacca insieme ad un composto di gomma arabica. La soluzione finale è un pigmento con un colore leggermente più opaco della normale tempera”».

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Cartolina a cura del prof. Castaldo

 

D: E’ riportare altri elementi descrittivi?

R: «Si. Il soggetto principale della tempera è una figura femminile che simboleggia la Vittoria alata e mutilata, la quale rappresenta i soldati maddalonesi mutilati e invalidi che tornarono dalle trincee della Prima guerra mondiale. Sopra la donna mutilata è disegnata una stella dorata con i raggi luminosi, sotto i piedi della stessa figura sono presenti due corone di alloro legate tra loro da una fascia tricolore con all’interno, la prima corona, l’aquila spiegata di nero con la testa rivolta a destra in campo azzurro, simboleggia la città di Trento. La seconda corona raffigura lo stemma della città di Trieste con l’alabarda argento (o lancia) di San Sergio in campo rosso, entrambe le città furono liberate dall’esercito italiano il 3 novembre 1918, dopo la vittoria decisiva di Vittorio Veneto contro l’esercito Austro Ungarico oppressore. Il 4 novembre fu firmato l’armistizio con l’Austria.

Sotto le corone unite, una cornice rettangolare con due lati semichiusi da trapezi isosceli con all’interno le date scritte a numeri romani di inizio e fine guerra, cioè, XXIV MAGGIO MCMXV e IV NOVEMBRE MCMXVIII. Invece, dietro la vittoria alata, su fasci di edera sono adagiati lo stemma regale del comune di Maddaloni, con le tre torri su campo azzurro e verde, e il fascio littorio. Sotto la caratteristica firma del professore Vincenzo Castaldo, NOV. 1929 VIII E.F. c’è la sua dedica indirizzata Ai combattenti di Maddaloni.

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 Disegno di una cartolina di Maddaloni del 1906, opera del prof. Vincenzo Castaldo

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Immagine tratta dal libro del prof. Pietro Vuolo: Bicentenario Momenti di vita e di pensiero nella Memoria storica e nelle testimonianze a Maddaloni e nel Giordano Bruno.

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Le foto dell’inaugurazione sono state concesse dal cav. uff. Salvatore  Borriello.

 

Leggendo le tantissime firme che occupano la seconda metà del foglio (tipo A3) si leggono i nominativi scritti alla rinfusa delle personalità che contribuirono alla realizzazione del Monumento ai Caduti della Prima guerra mondiale e che presenziarono alla sua storica cerimonia di inaugurazione, la quale avvenne proprio il 17 novembre 1929.

A realizzare il progetto definitivo del monumento fu l’ingegnere Luigi Santamaria il quale creò una struttura piramidale sulla cui sommità vi pose il Milite Ignoto, opera del prof. Sintoni Turillo. Al livello più basso, vi è una seconda statua femminile in un atteggiamento di riflessione realizzata dal maestro Luigi De Luca, che rappresenta la giovinezza degli eroi[2]».

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Proclama del Gen. Armando Diaz dopo la vittoria contro l’Austria (4 novembre 1918) – Foto concessa dal rettore Michele Vigliotti.

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D: Circa le firme può darci qualche indicazione?

R: «Certamente. Le prestigiose firme[3] portano i nomi e i cognomi delle seguenti autorità del tempo: il Generale di Corpo d’Armata e Sottosegretario di Stato alla Guerra, Federico Baistrocchi, l’Avvocato Natale Schiassi, Segretario federale, l’Avvocato Silvio De Lucia, Presidente dell’Associazione dei Combattenti, autore del discorso d’onore e del ricordo dei 265 caduti maddalonesi, Antonio Barbato, Segretario dei Combattenti, Patturelli Francesco, Presidente dei Mutilati, Alberico Alberici Generale d’Armata, Amedeo Sorvillo, Podestà di Maddaloni, Generale Lombardi Eugenio, Natale Gabriele Moriondo, Vescovo di Caserta, Ten. Col. Merrone, Ten. Col. Gioacchino Castaldo, Ten. Col. Domenico Renga, Cap. Luigi Cerreto, Cap. Alfredo Divano, Asp. Nicola De Iorio, Dott. Vincenzo Borgia, Ten. Col. Armando Santamaria, Ing. Luigi Santamaria Nicolini, Prof. Luigi De Luca, Dott. Barletta Clemente, Gaetano D’Addio, Segretario politico, Magg. Ciavoli Franco, Cap. Martirani Pasquale, Francesco Amabile, Procuratore Capo 77DD Acerra, Prof. Ernesto Sosso, Ing. Ernesto Ginolfi, Dott. Filippo Iorio, Angelo De Lucia, Michele Castelli, Cangemi Alberto, Gen. di Divisione, Verdicchio Claudio, Teodoro Mairani, Vice Preside Provincia, Magg. Roberti Giovanni, Podestà di Acerra, G. Mastroianni, Ventriglia Francesco, Romualdo Frisato, Antonio De Luca, Caprio Francesco, Direttore Didattico, Lepore Benedetto Florio, Giuseppe Marsiglia, Giov. Tescione, Seniore E. Vanori, Comando 141 Legione M.V.S. N., Giovanni Maresca di Serracapriola, Oreste Ciolfi, di Civitanova Sannio e Vice Rettore del Convitto Nazionale “G. Bruno”, Franco Ginolfi, Francesco Amabile ed altre poche firme non leggibili dallo scrivente».

D: Ci sono altre curiosità da ricordare?

R: In occasione del 25 aprile 2017, volendo omaggiare l’opera del prof. Vincenzo Castaldo, autore dello storico disegno dell’inaugurazione del Monumento ai Caduti in onore al Milite Ignoto, di cui abbiamo detto fin’ora, il cav. uff. Salvatore Borriello mi ha commissionato la realizzazione di un manifesto pergamena da far firmare in piazza della Vittoria a Maddaloni in occasione della cerimonia di omaggio al Milite Ignoto[4].

Il documento, dopo la cerimonia a Maddaloni, è stato portato alla Cerimonia con il prefetto al Monumento al Milite Ignoti di Caserta. Lo stesso riporta un lungo elenco di firma che vanno dalla presidenza dell’A.N.M.I.G. e Fondazione di Caserta a quella dell’U.N.A.C., dai soci della prima a quelli della seconda organizzazione, dal Prefetto di Caserta al Vescovo di Caserta, dal Commissario Prefettizio ad autorità politiche (ad esempio il sindaco del capoluogo provinciale) e militare (diversi Generali di Brigata e tanti altri ufficiali), ancorché religiose (Ministro Provinciale Francescano Conventuale e ancora il presidente della Pontificia Commissione per la Famiglia, per fare dei riferimenti), della cultura (il Presidente della Società di Storia Patria di Terra di Lavoro sempre a titolo esemplificativo), delle Istituzioni Scolastiche (a titolo esemplificativo il Rettore del Convitto di Maddaloni) e della società civile provinciale.

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Documento elabortato dal prof. Antonio Pagliaro, firmato in occasione del 25 aprile 2017 ed esposto nella sede provinciale dell’A.N.M.I.G. e Fondazione di Caserta.

Attualmente la stampa è stata incorniciata ed esposta nella sala museo della sede provinciale dell’A.N.M.I.G. e Fondazione della Provincia di Caserta».

 

 

Momento della Cerimonia al Monumero del Milite Ingoto in piazza della Vittoria a Maddaloni in occasione del 25 aprile 2017

 

Ringraziamo dunque il prof. Pagliaro, anche per i preziosi contributi fotografici che arricchiscono questa nostra intervista, per la stupenda storia di un disegno che diventa protagonista nel tempo ed offrendo nuove opportunità di celebrazione.

 

 

Momento della Cerimonia al Monumero del Milite Ingoto in piazza della Vittoria a Maddaloni in occasione del 25 aprile 2017. Da sx cav. Francesco Pagliaro, prof. Antonio Pagliaro e Maestro Alessandro Pagliaro.

 

Volendo ricordare l’impegno dello storico oggi incontrato, il prof. Antonio Pagliaro, vanno richiamati i suoi interventi di approfondimento anche in ricerche non direttamente condotte dal medesimo (a titolo esemplificativo si vedano Maddaloni, Francesco d’Orologio, il maresciallo appassionato e studioso della storia cittadina;Maddaloni, ricordo della belle époque della banda cittadina con il Maestro Antonio Grauso; Maddaloni, Antonio Tedesco: studioso della memoria e promotore della Cultura cittadina;Maddaloni, don Salvatore Izzo: il buon sacerdote ricordato a 40 anni dalla Nascita al Cielo).

Ed ancora va ricordato come L’Eco di Caserta, ha spesso proposto studi del prof. Antonio Pagliaro (per il cui profilo biografico si rimanda a Maddaloni, il Prof. Antonio Pagliaro una eccellenza della Città e cultore della sua Identità) per lo più con una attenzione particolare a quanto connesso al Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” di Maddaloni. Infatti con le sue interessantissime scoperte storiche o ricostruzioni biografiche di personaggi che sono legati al Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” di Maddaloni, di cui lo stesso Pagliaro è dipendente, fermo restando gli studi condotti dallo storico prof. Pietro Vuolo, è indubbio dire che lo stesso ne è il più esperto conoscitore. Tra gli ultimi in tal senso si ricorda la ricostruzione dell’elenco dei Rettori dall’origine ad oggi:Maddaloni, cambio della guardia al Convitto: arriva Maria Pirozzi. Sempre in relazione al Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” di Maddaloni, va citata la sua Guida del Convitto maddalonese (Maddaloni, edita on line la Guida di Antonio Pagliaro sul Convitto Nazionale Statale “Bruno”), con la quale si ha la possibilità di approfondire un bel po’ di contributi atti a ridare lustro allo storico edificio ed ai suoi ospiti (si veda ad esempio 1 – Maddaloni, la festa delle Forze Armate, IV Novembre, a Maddaloni nella cronaca di Pagliaro; 2 – Maddaloni, Antonio Pagliaro e la storia del Monumento ai Caduti nel Liceo Ginnasio Giordano Bruno; 3 – Maddaloni, il Convitto “Giordano Bruno” apre la “Campagna della Raccolta dei cimeli e divise; 4 – Maddaloni, al “Giordano Bruno” il responsabile della Croce Nera Austriaca con Rettore e ANMIG; 5 –Maddaloni, studio del ricovero antiaereo del Convitto Nazionale Giordano Bruno di Antonio Pagliaro; 6 – Maddaloni, Il “Giordano Bruno” nella guida del FAI mentre Pagliaro ne studia la Storia.; 7- Maddaloni, il “Giordano Bruno” ricorda il Rettore Giovanni Lagnese, 8 – Maddaloni, secondo anniversario della morte del Prof. Gianfranco De Simone, il ricordo di Pagliaro, 9 –Maddaloni, “La Cartolina a colori del Convitto” nello studio di Antonio Pagliaro; 10 –Maddaloni, il Busto del Giordano Bruno ed il prof. Severino Castorani: ne parla Antonio Pagliaro; 11 –Maddaloni, il Preside e Rettore Cav. Pasquale Celli nello studio del prof. Antonio Pagliaro; 12-Maddaloni, l’ On. Prof. Alfonso Ruggiero ex allievo del “G. Bruno” nello studio di Antonio Pagliaro; 13Maddaloni, il rettore del Convitto Francesco Agnoloni; 14 Maddaloni, la storia del Cav. Uff. Renato Ravinetti nello studio del prof. Antonio Pagliaro; 15 Maddaloni, il prof. Pagliaro ricorda Guido Mario Tamburrino nel 7° anno della Nascita al Cielo; 16 Maddaloni, la storia del Maggiore prof. Vincenzo Castaldo nello studio del prof. Antonio Pagliaro; 17 Maddaloni, la storia dell’avv. Camillo Pitocchi Rettore Vicario a Maddaloni nello studio di Pagliaro ed altri). Tutti studi condotti dal prof. Antonio Pagliaro a cui da qualche anno è stata affidata il riordino e studio dell’archivio storico della antica istituzione scolastica interessata nonché attività di raccolta dei cimeli (Maddaloni, il Convitto “Giordano Bruno” apre la “Campagna della Raccolta dei cimeli e divise).

Come di consueto il prof. Antonio Pagliaro condivide con la nostra redazione e con la mia persona in particolare i suoi studi, per la qual cosa sia la redazione che lo scriventi siamo molto grati. Tra le altre cose lo scorso 3 dicembre 2016 a Bellona, presso la sala consiliare, è stato presentato il V Volume della serie “Chi è?” che contiene dei contributi biografici dello stesso prof. Antonio Pagliaro (Bellona, sabato 3 dicembre Ambiente Cultura Legalità – XI° edizione e V Volume “Chi è?”).

 


[1] Testo stralciato dal sito Frammenti d’Arte – Tecnica del Guazzo o Gouache

[2] Antonio Tedesco: Il Milite Ignoto – Maddaloni 2012 – ANMIG e Fondazione – Sezione provinciale Caserta/Maddaloni

[3] I nomi e cognomi scritti in corsivo non sono sicuri al cento per cento perché non leggibili completamente bene.

[4] Per approfondimento si rimanda a Michele Schioppa, “Maddaloni, onore al Milite ignoto con la manifestazione indetta dall’A.N.M.I.G. e Fondazione” in L’Eco di Caserta del 25 aprile 2017.