Caserta, l’Anas accorpata alle Ferrovie Italiane sperando in una gestione oculata delle strade

 

CASERTA – Era ora che qualcuno si svegliasse dal torpore e si scagliasse contro l’Anas a seguito degli smottamenti stradali sulla Palermo-Catania e di un viadotto a Villa Simius in Sardegna. Era ora intervenire! Ben fatto, a mio parere!!! Si mettano le mani sul Default Italia che è economico, ma anche di cultura e della buona amministrazione! Un Ente che viene gestito per quattro anni (2011-2015) da Pietro Ciucci laureato in Economia e Commercio, fino al 2013 come presidente del Consiglio di Amministrazione, per poi passare come presidente Anas, significa che allo stato serve una persona per fare rimpianguire le casse dell’ente e, poco importa della sicurezza degli automobilisti.

A maggio 2015, a Gucci gli succede Gianni Vittorio Armani proveniente da Terna, laureato in Ingegneria Elettrica, che delle sue conoscenze politiche ne fa un curriculum, ma un presidente con questa laurea molti credono che non serve all’Anas, e un ente che fa meno della ordinaria amministrazione non serve più di tanto all’Italia. Purtroppo, il problema c’è tutto e per intero. Anche qui a Caserta continuiamo a discutere tra noi sulla sicurezza della variante ANAS, sulla penosa conta dei morti e sulle responsabilità, ma dove sta l’ente gestore? Una strada che ha prodotto oltre 15 morti necessiterebbe di improcrastinabili attenzioni, urgenti e straordinarie, per una immediata messa in sicurezza. Mai l’Anas si è posta il problema. Più volte, personalmente e come amministratore, ho scritto per gli accorgimenti di sicurezza, per la manutenzione e la pulizia (ricorderete i cumuli di rifiuti e gli iniziali numerosi pneumatici lasciati nelle rientranze dei ponti e nelle piazzole di sosta), per lo scerbamento, per quel verde che e’ verde altrove mentre qui è brullo ed arso, per una rimodulazione dell’uscita di via Cappuccini da ruotare sulla rotonda del cimitero con un intervento minimo e per la sicurezza dell’arteria, per una progettazione a latere che prevedesse un attraversamento sotto una delle peschiere della Reggia ed un bypass di Sala e Briano per un migliore e diretto collegamento tra le città della conurbazione ed una razionalizzazione delle porte di entrata ed uscita dalla città, ma devo dire che l’Anas ha sempre brillato per il suo essere sorda e cieca, oltre che totalmente assente. Dicevano stamattina in Tv che si tratta di costruzioni degli anni ’70 … Una assurdità ed un anacronismo amministrativo, visto che l’Anas oltre ad essere viva e vegeta, paga regolarmente gli stipendi e continua a consumare risorse in interventi su cui sarà meglio approfondire atteso il disastro in corso. Un motivo in più per ripensarne la missione e gli obiettivi strategici. Quest’anno la Sicilia, con l’autostrada spezzata in due se la vedrà nera e la Sardegna non sarà certo messa meglio. Questo accade perché molti si crogiolano in posizioni e status diventando enti di consumo di risorse piuttosto che di monitoraggio e di rilancio di un’economia che per gran parte regge ancora su un sistema di mobilità su gomma che, tra buche, degrado complessivo, strade incompiute (SA/RC), dissesto idrogeologico è ormai in evidente crisi di strategie e in ginocchio. Anche qui serve un fate presto, disincrostiamo l’Italia e tracciamo le nuove vie”.

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