Maddaloni, Auguri ad un giovane settantenne custode e promotore dell’Arte: Angelo Pagliaro


MADDALONI (Caserta) – Quest’oggi ci apprestiamo a fare gli auguri ad Angelo Pagliaro Fondatore e Direttore del Centro Studi d’Arte Galleria d’Arte Moderna “Il Castello” che da ben trent’anni rappresenta un punto fermo solido della presenza di artisti, anche di fama mondiale a Maddaloni. Quest’oggi Angelo festeggia con tutta la sua famiglia in un noto locale maddalonese i suoi settantanni, con qualche giorni di differita essendosi conretizzati lo scorso sabato 18 febbraio 2017. I più ricorderanno che tra le altre cose ad inizio anno 2016, per l’impegno nel mondo dell’Arte, Angelo Pagliaro è stato insignito del titolo di “Illustre Maddalonese” per la sua trentennale esperienza artistica e di gallerista a Maddaloni.

Ma chi è Angelo Pagliaro?

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Angelo Pagliaro (Maddaloni 18 febbraio 1947) nasce da Salvatore (Maddaloni 11 luglio1925 – Maddaloni 21 settembre 1991) e da Antonetta Di Nuzzo (Maddaloni 03 novembre 1926 – Maddaloni 19 novembre 2012) in un nucleo familiare dai vigorosi principi morali e cristiani, con padre impegnato nel mondo della scuola (era dipendente della Fondazione Villaggio dei Ragazzi e l’unico bidello del Centro Elettronico e dell’Istituto Tecnico Industriale), come personale non docente, e mamma adorabile dedita alla famiglia.

Angelo Pagliaro, primo di tredici fratelli[1], frequenterà la Scuola Elementare Settembrini e quindi la Scuola Media Villaggio dei Ragazzi nel 1961 di Maddaloni.

Finito il primo ciclo di studi si iscriverà nel 1962 al primo di scuola superiore del Centro Elettronico Industriale annesso al Villaggio dei Ragazzi, dove consegue il Diploma di Perito Tecnico Industriale e Capo Tecnico il 1967.

Va detto che durante gli anni scolastici Angelo alternava la scuola con lo sport ed infatti giocava spesso con alcuni amici in quella che un tempo si chiamava Piazza Mercato, già d’Armi, poi della Pace ed infine oggi è dedicata al Fondatore del Villaggio “don Salvatore d’Angelo”.

Naturalmente in quegli anni non era l’unico però era bravo e così lì incontrò un personaggio conoscitore e legato al mondo del calcio dilettantistico, tale Giuseppe Andreozzi detto “il Messicano”. Questi propose ad Angelo, siamo nell’anno 1960 di giocare su un campo sportivo regolamentare e lui accettò subito e con entusiasmo.

La sua prima squadra, dove rimase dal 1962 al 1964, fu la “Giuseppe Di Vittorio” del Presidente Giulio Di Nuzzo, di Maddaloni, e qui indossò la maglia rossoblù con il numero 9[2].

Dopo il Diploma don Salvatore d’Angelo nell’anno scolastico 1966/67 lo assume in qualità di Assistente di Laboratorio presso il Centro Elettronico diretto dal Preside ing. Giacomo Giuliano. Qui per il medesimo anno il Preside gli affida i corsi del primo e secondo anno del Centro Elettronico, dove si studiano le basi elementari della saldatura dei fili, la conoscenza dei componenti elettrici, resistenze, condensatori, valvole, lettura dei tester, strumento di controllo dei componenti, fino al montaggio di una radio a galena.

Nel 1968 ad Angelo, dimostrando grande capacità d’insegnamento, gli viene affidato anche il terzo anno di corso di Laboratorio, con schemi elettrici, fino alla parte pratica nel montaggio di un televisore.

Nel 1969 Angelo viene chiamato a colloquio e assunto presso la 3M Italia, una multinazionale americana, come addetto al controllo qualità dei nastri magnetici audio e video. Durante gli anni il giovane Pagliaro viene premiato più volte, con riconoscimento per impegno e professionalità con vari titoli

Il lavoro in fabbrica era fondamentale per la sua carriera, ma ancora più stimolante era la passione per il calcio.

In questi, infatti, decise di partecipare al corso di allenatore di calcio di terza categoria per allenare squadre di calcio, e nell’anno 1977 conseguii il tesserino n.16722 rilasciato dalla F.G.C.I. In verità subito molte società calcistiche della provincia lo contattarono, anche se alla fine decise di allenare una squadra locale la U.S. Olimpia Maddaloni che militava in seconda categoria, in seguito ricevette l’ingaggio da parte del Presidente Vecchione della gloriosa società U.S. Maddalonese Calcio che militava nel campionato di Promozione Eccellenza nell’anno 1979/80.

In questi anni l’esperienza di allenatore continuava con varie squadre fino a concludere la carriera con la scuola calcio “M. Ferlaino”, esperienza che va dal 1988 al 1992, allenando molti giovani che in seguito sono diventati calciatori lega Pro.

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Intanto non è solo il calcio la sua passione ma anche l’Arte.

Infatti, Angelo coltivava nel tempo molte passioni ed un’altra esperienza consolidata la fece proprio nel campo dell’arte[3]. Nel 1982 fondo uno spazio espositivo denominandolo il Centro d’Arte “Il Castello”.

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Per questo spazio espositivo la scelta della sede fu strategica in via San Francesco d’Assisi al numero 182, vicino alla scuola Media “E. De Nicola”, uno spazio di circa 25 mq, e durante le varie manifestazioni artistiche molti professori e studenti incuriositi della novità visitavano spesso le varie mostre ritenendolo educativo.

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A dare un grande contributo a questa iniziativa fu l’amico Maestro Crescenzo Del Vecchio[4] Berlingieri, docente al tempo dell’accademia di Belle Arti di Napoli il quale essendo residente a Maddaloni radunò intorno a se un gruppo di giovani studenti, cercò di introdurli nel mondo dell’arte, organizzando numerose iniziative artistiche in Terra di Lavoro e oltre. Angelo Pagliaro appassionato di pittura da piccolo e amico del Maestro Del Vecchio, il 21 settembre 1982, inaugura la prima mostra collettiva di pittura a cui partecipavano autori di fama nazionale Antonio Bueno, Domenico Cantatore, Salvatore Fiume, Remo Brindisi, Michele Cascella, Renato Guttuso, Ernesto Treccani.

La mostra fu un grande successo di pubblico e di critica infatti molti quotidiani pubblicarono l’evento d’arte moderna e contemporanea a Maddaloni.

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A questo punto si era lanciati verso una nuova avventura ed infatti dopo la prima esposizione bisognava porsi il problema di quale linea programmatica seguire, un’arte commerciale o moderna sperimentale? A dare un consiglio al giovane fondatore fu un giovane critico d’arte il dott. Enzo Battarra di Caserta il quale gli suggerì la seconda e seguendo il suo consiglio si programmò per il primo anno.

A questo punto fatta una indagine nel mondo dell’Arte l’attenzione, e quindi poi la scelta cadde su un gruppo di giovani artisti napoletani che ruotavano nell’orbita delle gallerie napoletane : Giancarlo Savino, Aldo Arlotta, Gloria Pastore, Consuelo Chierici.

Con queste importanti esposizioni, il Centro d’Arte Studio “Il Castello” incomincia a diventare un punto di riferimento in provincia di Caserta, ed infatti alle inaugurazioni partecipavano giovani artisti e studenti dell’Istituto d’arte di San Leucio, dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e dell’Università degli Studi Federico II.

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Nell’ambito delle iniziative promozionali il fondatore Angelo Pagliaro, decise di partecipare alle Fiere d’Arte, per allargare gli orizzonti e scambi con altre gallerie, e quindi per prima scelse la Fiera di ExpoArte di Bari[5] nell’anno 1983

Angelo Pagliaro, incomincia a programmare nuove iniziative, sperimentare l’arte attraverso nuove formule, essere un editore d’arte, infatti, furono pubblicati nel 1983 “i Quaderni d’Autore” una collana formata da due Volumi: i Luoghi della Peste e BlakMasck[6].

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Il gallerista Pagliaro il salto di qualità vero e proprio lo fece partecipando all’Arte Fiera di Bologna nel 1989, 1990 (la Fiera d’arte di Bari gli fece maturate contatti con quella di Bologna) e fu un vero e proprio mercato d’arte, presentò due mostre personali e una collettiva, con le opere del Maestro Del Vecchio Berlingieri, di Bruno Donzelli, di Alessandro del Gaudio, A. Neri di Terracina e un gruppo di scultori del Molise che furono segnalati da Massimo Bignardi: Michele Peri, Ermlindo Faralli e Ernesto Liccardi.

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Intanto, il Centro d’Arte Studio “Il Castello”, avendo solo una sala espositiva, e frequentato da molti lo spazio diventava piccolo, Angelo decise di trasferire la sede sempre in Maddaloni sul corso I° Ottobre, nell’anno 1995, con due grandi sale espositive.

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La notorietà della Galleria d’Arte di Angelo Pagliaro aveva superato lo scoglio dei dieci anno ed in tal anniversario fu organizzata una mostra dal titolo DIECI ANNI, a cui parteciparono i più importanti maestri della Campania da ricordare: G. Cosenza R. Bova, A. Del Gaudio, B. Donzelli, C. Del Vecchio, A. Sparaco, E. Toscano, P. Latino, R. Pagliaro e A. Parres.

Ed ancora, nel 1995, grazie alle nuove tecnologie, Angelo organizzò una mostravirtuale dal titolo “Artist- Net” in connessione via telematica, l’esposizione fu vista in tempo reale da molti utenti della nascente rete internet.

Nel 1996 , il suo Centro d’Arte, grazie a numerose iniziative sul territorio ebbe modo di essere invitato a presentare artisti per partecipare al XXX Prix International d’art Contemporain De Montecarlo, prestigiosa manifestazione curata dal Museo Nazionale di Montecarlo che ebbe come presidente la Principessa Carolina di Monaco. Angelo Pagliaro, ricevendo l’invito dal Gallerista Antonio Sapone decise di invitate tre artisti: Pasquale Latino, Roberto Pagliaro e Enzo Toscano.Gli artisti furono selezionati da un apposita commissione di cui facevano parte maestri di fama internazionale, tra i quali Valerio Adami, Fernando Botero, Cesar, Roger Boillat[7].

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Considerata l’attenzione ai luoghi ed agli eventi, ed anniversari va ricordata un’altra sua grande mostra, organizzata per il Giubileo del 2000, nello splendido salone del Convitto Nazionale Statatel “Giordano Bruno”, alla cui esposizione parteciparono maestri provenienti da ogni parte d’Italia e fu visitata da molti studenti.

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L’entusiasmo e il riconoscimento trovarono ancora più forza per poter partecipare a nuove manifestazioni, infatti, nel 2003 il Centro d’Arte Studio “il Castello” fu invitato dal critico d’arte Giorgio Di Genova al Premio Bargellini giunto alla IX edizione organizzato dal Museo d’Arte delle Generazioni italiane di Pieve di Cento Bologna[8].

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Il Centro d’Arte Studio “il Castello” di Angelo Pagliaro ancora oggi, continua ad operare con altrettante esposizioni, organizzando importante mostre dell’artista Roberto Pagliaro presso il Museo Archeologico di Calatia di Maddaloni, a Napoli nelle sale di Castel dell’Ovo, a Sorrento presso il museo Correale di Terranova.

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Nel corso dell’anno 2016 a gennaio, in occasione della prima manifestazione del Premio Illustre Maddalonese, Angelo Pagliaro è stato insignito per il suo impegno nel campo dell’Arte, ricevendo il premio alla Cultura dalla presentatrice Anna Falchi e dal Comico Paolo Caiazzo del premio “Illustre Maddalonese”.


[1] I nomi dei tredici figli di Salvatore ed Antonetta sono in ordine di nascita: Angelo, Vincenzo, Francesco, Elisabetta, Michele, Antonio, Carmela, Alessandro, Marta, Mario, Giuseppa, Laura, Roberto.

[2] Nel prosieguo degli anni giocò in diverse squadre di calcio: dall‘Olimpia (dal 1966 al 1969), alla Maddalonese (dal 1970 a 1973), per concludere la carriera alla Boys Caivanese (dal 1974 al 1976).

[3] Angelo Pagliaro per hobby ha realizzato diversi dipinti ed opere d’arte in genere con l’uso di diverse tecniche e il ricorso a che a colori trattati con particolari processi chimici.

[4]In occasione del doppio appuntamento della biennale internazionale di grafica “Franco Imposimato”, edizione del 1985 ed edizione del 1988, a Maddaloni, Angelo Pagliaro ha fatto parte dell’equipe organizzativa. Angelo venne invitato in qualità di Presidente del Centro d’Arte “Il Castello” a far parte sia del comitato organizzativo che quello esecutivo. La rassegna nata dalla idea del maestro Del Vecchio fu curata dallo storico dell’arte Giorgio Di Genova. La prima biennale, fu un omaggio alla grafica di Giorgio de Chirico, Antonio Bueno e la sez. Tedesca con Max Beckman , Hans Hartung, Georg Baselitz ed altri. La seconda,   fu un omaggio alla litografia francese dell’ottocento (collezione Edolo Maschi), il curatore fu sempre G. Di Genova.Entrambi le biennali furono allestite nel salone storico del Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” di Maddaloni.

[5] A questa iniziativa la galleria partecipò con personali e collettive di giovani artisti campani nel padiglione 3bis, la quale diventava una vetrina, in cui l’arte di questi giovani rappresentava un prodotto in cui proporre il proprio lavoro per confrontarsi, riscuotendo un notevole successo di pubblico. Infatti si ebbero molti contatti con importanti gallerie d’arte: la Galleria Sapone di Nizza, la Galleria di Toselli a Milano, lo Studio Soligo di Roma, la Galleria d’Arte di Alessandro Bagnai di Firenze, la Galleria d’arte di Grazia Terribile di Gravina di Puglia, ed altre.

[6] Il primo con testo di Enzo Battarra, il secondo di Bruno Tramontano, giornalista della Rai. A questa iniziativa furono invitati trenta giovani artisti emergenti che oggi sono diventati famosi, hanno raggiunto traguardi prestigiosi nell’arte italiana.

[7] Angelo Pagliaro con grande entusiasmo insieme a Pasquale Latino, Roberto Pagliaro ed Enzo Toscano, furono ricevuti all’Hotel de Paris, dove, con gli altri artisti invitati parteciparono al pranzo di inaugurazione offerto dalla Principessa Carolina di Monaco. La delegazione maddalonese ebbe anche l’opportunità di consegnare al Principe Ranieri, in occasione dell’apertura della mostra una ristampa anastatica della storia di Galazia campana scritta dallo storico maddalonese Giacinto de Sivo ed un piatto in oro nero satinato, raffigurante lo stemma comunale maddalonese “cadeau” dell’assessore alla cultura Arch. Angela Iadevaia. Angelo Pagliaro, va ricordato che nel 1995 organizzò in collaborazione con il Comune di Maddaloni e con l’Assessorato alla Cultura, magistralmente diretto dalla medesima Angela Iadevaia, una mostra “i Ragazzi disegnano la Pace” dove furono invitati gli studenti delle scuole medie di Maddaloni e la manifestazione si svolse davanti al Milite Ignoto nell’allora villetta recintata in piazza della Vittoria. Pagliaro conserva gelosamente tutto il materiale della manifestazione perché intenzionato a realizzarne futura mostra.

[8] Fu un grande onore per Angelo e per gli artisti ad essere riuscito ad entrare nella fase finale del concorso, ai dieci progetti più innovativi furono associati dieci quadri d’autore che furono esposti in una mostra permanente al Museo d’Arte delle Generazioni Italiane.