Maddaloni, Francesco d’Orologio, il maresciallo appassionato e studioso della storia cittadina

MADDALONI (Caserta) – Tra i personaggi che con L’Eco di Caserta si cerca di conoscere la vita e quanto hanno fatto per il nostro territorio l’attenzione spesso è rivolta agli studiosi di storica locale, oggi è la volta di Francesco d’Orologio.

Quale testimonianza personale posso affermare che avventurandomi alla scoperta della storia di Maddaloni uno delle persone che incontrai quasi subito e che mi destò particolare fiducia e verso il quale maturai subito ammirazione fu il maresciallo Francesco d’Orologio[1].

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Il maresciallo d’Orologio[2] lo ho conosciuto come persona impegnata per la città, per lo studio e la promozione della città ed infatti conservo ancora gelosamente una sua bozza di guida dattiloscritta, alcune pagine con fogli in originale, della Città di Maddaloni da lui curata della quale sono da tempo in cerca della versione edita senza esito.

Ma chi è stato Francesco d’Orologio?

Francesco d Orologio[3] (Maddaloni 8 novembre 1938 – Maddaloni 18 ottobre 2014) nasce n via San Francesco d’Assisi in un palazzo storico di Maddaloni, dello detto “Palazzotto Ducale dei Carafa”, da Pasquale (morto a Maddaloni 21 marzo 1971) e da Concetta Cortese (Maddaloni 13 ottobre 1914 – Maddaloni 30 ottobre 2003).

Dall’unione di Pasquale e Concetta nasceranno 8 figli di cui Francesco è il primogenito.

La famiglia d’Orologio era una famiglia umile origine ma molto stimata, in quanto il padre Pasquale era un fine artigiano costruttore di sedie, mentre la mamma Concetta era dedita all’impagliatura delle stesse. Il laboratorio in cui operavano nella lavorazione delle sedie e loro impagliatura, come da antica tradizione maddalonese, a cui Francesco dedicherà e pubblicherà degli studi sotto forma di articoli, era sito nell’odierna piazza don Salvatore d’Angelo.

Francesco frequenterà subito dopo gli anni dell’obbligo il Diploma in Avviamento Agrario.

Il 5 novembre del 1956 lo troviamo si arruolato nell’Aeronautica Militare, presso la scuola Specialisti di Caserta, e da qui inizia una carriera di tutto rispetto[4].

Le destinazioni si sono susseguite negli anni da Milano prima destinazione a Fornovo (Novara) passando per Bari.

Lo ritroviamo a Caserta il 16 luglio del 1964 con l’incarico di istruttore di dattilografia ed istruttore TLC.

Il conseguimento delle mansioni prosegue presso la Scuola Allievi di Taranto dal Settembre 1967 fino al 5 dicembre del 1970 quando rientra nuovamente a Caserta al suo vecchio reparto a fare l’Istruttore. Intanto fa domanda per andare alla NATO di Bagnoli ma in attesa viene indirizzato al Centro TLC della Scuola casertana. Ciò durò qualche anno prima di prendere incarico presso la NATO di Bagnoli come telescriventista presso il Centro TLC dal 12 marzo 1975.

Qui, visti i requisiti , gli fu affidato il controllo delle linee telefoniche del sito. Infatti, visto il suo curriculum il Comando americano gli diede l’incarico di custodire il materiale cifrato. Nello specifico il suo compito era quello di distribuire il materiale cifrato ai vari reparti e controllare le linee telefoniche all’interno del sito militare. A svolgere questo compito era supportato da tre militare americani che coordinava[5].

L’abnegazione e la preparazione gli fanno attribuire elogi ed encomi alla carriera, in modo trasversale sia da ufficiali americani che da alti ufficiali italiani[6].

Conclusasi l’esperienza NATO, dal 26 novembre 1982 si apre un nuovo capitolo presso l’Aeroporto di Ciampino[7] fino al 30 settembre del 1990, per poi concludere la carriera all’Aeroporto di Grazzanise. Qui svolse il compito di telescriventista per un periodo e poi sempre nel Centro TLC ricoprì l’incarico di capo servizio. Il 9 novembre 1994 andò in congedo per limite di età con 38 anni di servizio con il grado di 1^ Maresciallo Scelto.

Le sue doti e caratteristiche umane e professionali sono encomiante ricordate da una lettera inviatagli dal Maggiore USA Darold E. Plate di apprezzamento per il suo encomiabile lavoro, in cui si evidenzia, con giusta devozione, l’assiduo e valido contributo di collaborazione, che ha offerto con generosità d’animo alla propria forza armata, durante la sua carriera.

Una carriera che avrà dei riconoscimenti come avviene l’8 febbraio del 1995 quando viene insignito della Medaglia Mauritiana al merito di dieci lustri di carriera militare.

Ed intanto che si sviluppava la carriera militare ed andava finendosi il periodo di servizio Francesco lo troveremo ad una ulteriore svolta di vita con la ricerca e l’accumulo di notizie storiche locale e l’elaborazione dei dati individuati. Non mancherà nel tempo, anche per conto dei sodalizi (vedi ANSI) di cui era socio, editare pagine che illustravano la sua “Maddaloni”.

Nel tempo dunque si sviluppa l’impegno nel sociale attraverso la partecipazione attiva come socio fondatore di varie associaci azioni culturali e la stessa Pro Loco di Maddaloni.

È comune a tutti la sua collaborazione giornalistica su aspetti, personaggi e tradizioni storiche locali edite sul mensile “Orizzonti” e su giornali locali come il quotidiano “Corriere di Caserta”, ed altre testate.

La passione per l’archeologia, poi, lo fece incontrare i fondatori del Gruppo Archeologico Calatino dove ricoprì il ruolo di segretario per svariati anni dal 1979 al 1990.

Francesco d’Orologio fu promotore della sezione ANSI a Maddaloni nel 1988, diventandone presidente nel 1989.

L’Ansi con lui organizzava diverse manifestazioni in città ,e della mostre di pittura del Maestro nonché Amico Wladimiro Cardone. Ed ancora la mostra Natale in famiglia, la passeggiata attraverso il centro storico e cosi via.

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La voglia di collaborazione continua lo fa incontrare con l’Associazione Onlus Culturale Musicale “Aniello Barchetta”, diretta dal figlio del musicista il Maestro Antonio Barchetta, dove si prodiga come Cicerone delle visite guidate per gli alunni di tutte le scuole di Maddaloni per far conoscere le varie congreghe della città.

Per la sfera privata Francesco conosce Emilia Melis con cui si sposerà il giorno 3 ottobre 1963 chiesa di San Martino di Maddaloni e della cui unione nasceranno Pasquale il 3 agosto del 1965 (sottufficiale dell’Aeronautica Militare, maresciallo), Antonio l’11 aprile del 1967 (infermiere professionale – impiegato presso la Clinica San Michele di Maddaloni), e Roberto nato 21 dicembre del 1968 e prematuramente scomparso il 1 luglio 1998, in seguito ad un incidente stradale (lavorava alla Henkel, in provincia di Como).

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Francesco d’Orologio dopo una periodo di malattia il 18 ottobre 2014 torna alla Casa del Padre, nascendo al Cielo.

Il suo rapporto con la fede è evidente da una una citazione che lo stesso ha indicato nelle informazioni del suo profilo social Facebook: «Piangere un morto sono lacrime perse, nella vita bisogna sempre sperare nella venuta del Messia».

A seguire, sul Francesco d’Orologio, si riporta una testimonianza di Tedesco Antonio, dello scorso 11 ottobre 2016: “Ricordare il Maresciallo Francesco d’Orologio”.

Eccola:

«Ricordare il Maresciallo Francesco d’Orologio costituisce per me, motivo di orgoglio per averlo conosciuto e anche per essere Maddalonese, sì è proprio così quando, penso al Maresciallo d’Orologio lo rivedo come una persona d’altri tempi e penso anche ad una Maddaloni migliore. Se lo dovessi definire, direi “un vero signore”. Lo conoscevo fin da quando ero un ragazzo, ma solo dopo che mi sono laureato ho avuto modo di frequentarlo e, se mi posso permettere, essere diventato suo amico. Come sappiamo, lui ha sempre fatto parte del Gruppo Archeologico Calatino “F. Imposimato” e della Pro Loco di Maddaloni, fin da quando è stata costituita nel lontano 1976, e sono stati proprio questi gli imput che gli hanno suscitato una passione viscerale per Maddaloni, di cui conosceva la storia, la cultura, gli aneddoti e il suo scopo era quello di diffonderli e farli conoscere agli altri. Aveva un modo semplice ed umile di approcciarsi alla storia e non si è mai definito uno studioso della materia, ma gli piaceva invece definirsi un ricercatore di documenti, un curioso della sua città, e questa era la sua più grande qualità e sicuramente anche il motivo per cui tanti Maddalonesi lo ricordano con piacere. Con lui ho avuto modo di avere numerose collaborazioni, in particolare ricordo alcune visite guidate che abbiamo realizzato insieme, ricordo i suoi interventi che avevano sempre l’obiettivo di dire cose che difficilmente si trovavano scritte nei libri, racconti della sua esperienza personale o di fatti documentati che arricchivano i discorsi. Ci teneva molto ad incontrarsi con le persone e parlare della propria città, tra l’altro lui quando ancora scriveva con la sua macchina da scrivere, aveva tracciato una sintesi storica ed artistica del castello, delle chiese e delle strade della città come una vera propria guida turistica e ricordo che un giorno mi chiamò appositamente al telefono e mi disse che voleva darmene una copia e così fu. Una decina di pagine sciolte che mi sono sempre state utili e che conservo con molta premura. La collaborazione e l’esperienza più importante che abbiamo avuto insieme però, è stata quella di aver pubblicato il libro – Confraternite e Congreghe di Maddaloni. Storia, Fede, Arte e Devozione – maggio 2012. – un lavoro nato in seno all’Associazione “Aniello Barchetta” ovvero quando il maestro Antonio Barchetta chiese ad entrambi di fare da guide delle Congreghe di Maddaloni in occasione della manifestazione “Tu Donna” tra il 2010 ed il 2012. In realtà durante questa collaborazione ci accorgemmo che era difficile reperire informazioni e che non c’era uno strumento didattico per poter avere una visione d’insieme di questo importante patrimonio storico/culturale. Dunque ebbi modo di confrontarmi molto su questo argomento con il maresciallo d’Orologio e da questo venne fuori l’idea di confrontare i nostri reciproci appunti e nacque così il progetto, tra l’altro spronati dal maestro Antonio Barchetta, di realizzare una pubblicazione di questo immenso lavoro. Per me lavorare con lui fu un vero piacere, per più di un anno ci sentivamo tutti i giorni, per aggiornarci del lavoro, delle ricerche, ci confrontavamo sui dubbi, andavamo a fare i sopralluoghi e debbo dire che il maresciallo era sempre entusiasta di questo impegno. Credo che l’insegnamento più grande che mi ha lasciato sia sicuramente quello di non montarsi mai la testa e di avere sempre la consapevolezza di quello che si stava facendo. Un importante apporto ci fu dato anche dal maestro Antonio Barchetta e sicuramente più di tutto ricordo la sera della presentazione del libro alla presenza di tanti amici e conoscenti e soprattutto del Vescovo Mons. Pietro Farina e del prof. Pietro Vuolo, ricordo la soddisfazione del maresciallo per tutto quell’enorme lavoro che avevamo fatto insieme. Lo spirito, la passione e l’amore che animava il maresciallo d’Orologio lo ha descritto stesso lui nella sua presentazione del libro quando scrive …Ma quello che di più mi ha sostenuto nel suddetto lavoro è il ricordo di mio padre che era confratello della Concezione, ricordando lui rivedo le processioni di una volta, specialmente quella del Corpo di Cristo, a cui partecipavano i confratelli di tutte le Confraternite di Maddaloni con le loro cappe di colore rosso, verde, celeste e cremisino e con le loro insegne e bandiere che sembrava toccassero il cielo con i loro pinnacoli. Il Maresciallo d’Orologio conosceva bene la sua città e quindi la viveva con passione.

Del Maresciallo d’Orologio ricordo anche un altro interessante lavoro che lui ha svolto con altrettanta passione, abnegazione e con un impegno certosino, ovvero una ricerca enorme alla quale diede il titolo di “Aspetti della vita amministrativa di Maddaloni tratti dalle delibere comunali – dal 1900 al 1950”. Una ricerca grandissima terminata nel 2007 e tratta dall’archivio storico della Biblioteca Comunale di Maddaloni. Quello fu il risultato di circa due anni di lavoro sulle delibere consiliari, della Giunta, dei Commissari prefettizi e dei Podestà conservate nell’archivio storico della Biblioteca cittadina. Ricordo che di quel lavoro mi teneva sempre informato ogni volta che ci incontravamo, mi raccontava fatti e aneddoti che trovava scritti negli archivi e va detto che cercò in tutti i modi di poterlo pubblicare. Ma nonostante tutti i suoi sforzi non riuscì in questo obiettivo, io personalmente conoscendo la mole della ricerca gli consigliavo di pubblicarlo in piccole parti, ma anche questo non fu possibile. Di questa esperienza di ricerca era molto felice, ma del fatto che non riuscì nella pubblicazione rimase molto amareggiato, ma poco tempo dopo essendo una persona concreta e realista se ne fece subito una ragione e così decise di fare alcune copie a sue spese e donarle ai suoi amici, ovvero a coloro i quali gli erano stati vicini ed avevano capito cosa aveva realizzato sotto un aspetto di ricostruzione storica culturale di quegli anni difficili per la vita della sua città (1900/1950). Una copia di quell’immenso lavoro la volle donare anche a me.

Da questo importante lavoro nacque anche una sua collaborazione con Salvatore Giulio Borriello per la stesura del libro intitolato “Memorie”, una serie di racconti di cittadini maddalonesi che vissero gli anni della Seconda Guerra Mondiale tra il 1943 ed il 1945. In questo libro, pubblicato nel 2011, nell’articolo scritto da Francesco d’Orologio, viene messa in evidenza la realtà dei fatti attraverso la documentazione reale e di quanto fosse difficile la vita anche a Maddaloni in quegli anni della guerra.

Del Maresciallo d’Orologio va ricordato anche l’impegno profuso per il Museo Civico di Maddaloni e le tante collaborazioni e la stima reciproca con la dott.ssa Maria Rosaria Rienzo, direttrice del Museo, in particolare ricordo una piccola pubblicazione molto utile ed interessante riguardo ai mestieri antichi di cui lui sapeva molte cose, edita dal 2° Circolo Didattico di Maddaloni – Progetto Territorio – “Arte e Mestieri di un tempo che fu” 2001/2002.

Uno degli ultimi lavori che lui stesso realizzò, è la pubblicazione sulla Basilica Minore del Corpus Domini dal titolo “Le cappelle della chiesa del Corpus Domini, oggi Basilica Minore, nella Parrocchia di Sant’Aniello Abate – Maddaloni” fu pubblicato nel gennaio 2013. Un lavoro interessante in quanto descrive la chiesa ed ogni sua cappella nella sua storia e nelle sue opere d’arte. Un lavoro molto prezioso che ricostruisce non solo il passato, ma anche il contemporaneo.

Ricordare il Maresciallo Francesco d’Orologio dunque, diventa un imperativo non solo per quanto ha fatto per la sua città, per il suo impegno dedicato a favorire la promozione della cultura e delle tradizioni della nostra Maddaloni, ma anche come esempio di persona sempre corretta e disponibile ad aprirsi all’altro.

Un grazie lo rivolgo anche a Michele Schioppa che tra gli altri ha voluto ricordare il Maresciallo per la persona che è stato».

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Carrelata fotografica in occasione della presentazione del libro “Confraternite e Congreghe di Maddaloni” nella sede della Congreca del Soccorso a Maddaloni alla presenza del Vescovo mons. Pietro Farina, del prof. Pietro Vuolo, Luca Tramontano, Antonio Barchetta, Antonio Tedesco ed altri.

A seguire un’altra interessante testimonianza del Maestro Wladimiro Cardone, rilasciata il 15 ottobre 2016:

«Francesco d’Orologio, per gli amici “CICCIO”. Un Uomo umile, sempre con il sorriso sulle labbra.

L’ho conosciuto che avevo appena 21 anni.

Siamo stati soci fondatori del Gruppo Archeologico Calatino, e lo frequentavamo con molto interesse.

Ciccio, venne ad abitare in via Campolongo nello stesso palazzo dove abitavo io. Io al terzo piano e lui al quarto.

Ogni occasione era buona per incontrarci con le rispettive famiglie.

Ci scambiavamo pareri e opinioni su tutto.

Un Uomo che si documentava sulla sua città, su tutte le cose che potevano essere d’aiuto a chi voleva conoscere e apprendere la storia del proprio luogo.

Ciccio, era un Uomo umile, sempre pronto a dare una mano in occasioni dove occorreva manovalanza.

Sempre in prima linea. Mai un rifiuto!

Purtroppo il destino si é accanito sul buono, portandogli via un gioiello della famiglia, il buon Roberto[8], ragazzo solare, pieno di vita. Sempre sorridente come il papà: L’ho voluto bene come un figlio.

Era molto legato ai miei figli. Questa disgrazia ha inciso molto sulla psiche e salute del buon Ciccio.

La maledetta malattia ce l’ha portato via. Ha portato via un Uomo buono, pieno di sentimenti umani, padre esemplare dedito alla famiglia.

Lo porterò nel cuore per sempre…che Dio l’abbia in gloria.

Ciao, caro Amico mio. Wladimiro».

In vista della elaborazione di questo ricordo il figlio Antonio ci testimonia: «Mio padre era un sognatore e sperava sempre nella ripresa di Maddaloni, il suo attaccamento a volte gli negava l’evidenza delle cose tanto ne era innamorato. Come molti sognatori accumulava libri e con essi speranze,si portava dietro una fame atavica di cultura , come se per riscattare le sue umili origini sentisse il bisogno di riscatto, tutto ciò è stato appagato con l’abnegazione e lo studio della storia del suo paese delle sue origini , era ed nella memoria di coloro lo hanno conosciuto un uomo leale ,sincero e sempre disponibile con tutti , lo ringrazierò sempre per averci trasmesso questi valori».

Sul Social Facebook Arturo Cerreto a poca distanza dalla morte, il 22 ottobre 2014, scrive: «Non posso trattenere una lacrima nel ricordare il maresciallo Francesco d’Orologio.

Sempre presente nelle occasioni importanti, sempre disposto a cimentarsi in nuove ricerche storiche, sempre entusiasta nel parlare della sua città, sempre pronto a ripartire senza mai arrendersi, sempre concentrato ad inseguire i suoi sogni.

La malattia che lo perseguitava, non era mai riuscita a scalfire il suo indomito ricercare le radici storiche della nostra collettività.

Credeva fermamente che l’identità storica di Maddaloni, opportunamente divulgata, potesse servire ad educare le nuove generazioni.

Lo conosco dai primordi del Gruppo Archeologico Calatino, lui ha sempre diviso il suo tempo libero fra la famiglia e l’impegno culturale.

Non posso ricordare senza un po’ di mestizia, gli anni in cui si organizzavano mostre e dibattiti nella confraternita del Corpus Domini.

Grazie al Maresciallo si raccolsero i primi arnesi dell’attuale Museo degli Antichi Mestieri.

Grazie alla sua opera certosina s’incominciarono a raccogliere notizie ed informazione che poi sarebbero state date alle stampe dal sodalizio archeologico.

In quegli anni grazie a persone come lui, Imposimato, Sarracco, Savastano, Coppolino, Giannini, Bernardo, Napolitano, Rienzo, Campolattano e tanti altri s’incominciò a realizzare il primo nucleo della Biblioteca Comunale, del Museo Civico, del Museo della Civiltà Contadina, del mai realizzato Parco Archeologico, del Recupero del Castello e dei mille progetti rimasti nell’oblio.

Ci fu un periodo in cui egli divideva i suoi interessi storici fra il citato Gruppo Archeologico e la Pro Loco.

Per un periodo collaborò col periodico Orizzonti, dove pubblicò diversi articoli sugli antichi mestieri maddalonesi.

Non ha mai lesinato di aiutare i parroci maddalonesi nell’organizzazione degli archivi parrocchiali (Parrocchia Santa Margherita, Convento dell’Annunziata e Basilica del Corpus Domini).

Ultime sue fatiche, affidate ad un link sui social network, sono relative agli studi sulle delibere di consiglio comunale dal 1900 al 1950 e l’ennesima ricerca sui giochi popolari di un tempo non troppo lontano.

Ha conservato sempre l’animo del volontario che dona senza mai chiedere.

Il suo amore per Maddaloni e la sua storia non subirono interruzioni neanche quando la tragica scomparsa del figlio lo segnò profondamente.

Grazie Maresciallo per quanto hai fatto per noi tutti».

Volendo fare un breve elencazione delle sue pubblicazioni, con il rischio di dimenticarne qualcuna, citiamo le seguenti; «Il ruolo delle donne nel l’unità d’Italia», a cura dell’Associazione Culturale Musicale “Aniello Barchetta”; «Le cappelle della chiesa del Corpus Domini, oggi Basilica Minore», 2013;«Confraternite e Congreghe di Maddaloni» scritto con Antonio Tedesco ed Antonio Barchetta, a cura dell’Associazione Culturale Musicale “Aniello Barchetta”; «Perché una mostra sui battenti: battiporta , batacchi e picchiotti», scritto con il dott. Giuseppe Campolattano ”; «Negli stemmi e nei Mascheroni», a cura del Gruppo Archeologico Calatino; «Aspetti della vita amministrativa di Maddaloni , tratti dalle delibere comunali dal 1900al 1950»[9], 2007; «Una passeggiata attraverso Maddaloni », e «Tempi belli di una volta».

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La collaborazione giornalistica con Pasquale Marotta lo ha portare a pubblicare articoli di approfondimento su Orizzonti: I mestieri antichi, Il seggiolellaro, Il maestro d’ascia, Il sellaio.

Ed ancora articoli sul Corriere di Casera come: La Capera : un antico mestiere tra pettinasse, forbici, tuppi e inciuci; “Sportellaro”; Antichi mestieri; Scarpe, capolavori nelle mani del solachianiello.

Certamente un approfondita indagine potrebbe rivelare uno più ampio elenco delle pubblicazioni e degli articoli, ma intanto è giusto iniziare a tratteggiare il suo profilo[10].

 


[1] Scrivendo queste righe mi sovviene anche l’ultima volta che lo incontrai nel settembre di qualche anno fa, in pieni festeggiamenti patronali, essendo impegnato in uno studio sulla chiesa del SS. Corpo di Cristo, la Basilica Minore maddalonese, avendo trovato la bozza della mia pubblicazione della chiesa in sagrestia (lasciata anni prima a don Cesare Scarpa al tempo del suo mandato per avere un suo parere, eventuali suggerimenti o indicazioni di correzione di fatti e persone) mi chiese se poteva usare con citazione il contenuto visto che non era ancora edita. Al ché ringraziandolo per l’attenzione riservatami diedi l’assenso all’uso ed utilizzo della pubblicazione a fronte della citazione della stessa ancora da editare. Con piacere, elaborando questo ricordo, sono riuscito a consultare il suo studio del gennaio 2013 sulle cappelle della chiesa riscontrando come la mia pubblicazione gli sia stata utile.

[2] Giunga il mio ringraziamento alla famiglia, ed in particolare al figlio Antonio per le informazioni biografiche.

[3] Presentando se stesso sul social Facebook scrive: «Mi piace scrivere, ho scritto parecchi articoli su un giornale di Caserta, ho scritto (tramite una ricerca alla Biblioteca Comunale di Maddaloni) “Aspetti della Vita Amministrativa dal 1900 al 1950”, “il Ruolo delle donne nell’unità d’Italia”, “le Confraternite e le Congreghe di Maddaloni” (insieme ad A. Tedesco e A. Barchetta), “Le Cappelle della chiesa del Corpus Domini” (con don Saverio parroco), alcuni libri sui mestieri e usi e folclore di Maddaloni. Ho fatto il Presidente dell’ANSI di Maddaloni, Segretario del Gruppo Archeologico Calatino, ho fatto parecchie visite guidate presso le varie chiese di Maddaloni. Seguiranno mie informazioni su altri articoli.».

[4] Nel corso del tempo non verrà meno all’aggiornamento con il corso complementare presso la Scuola TLC di Chiavari nel 1966, il 74° corso per istruttori (Medid) presso l’Aereoporto di Guidonia, il 20° corso di perfezionamento presso la Scuola TLC Chiavari del 1972 in cui si classifico “primo” nella graduatoria di fine corso con la media 19.205/20, 121° corso di lingua inglese presso l’Aeroporto di Ciampino nel 1973 e cosi via.

[5] In senso alle Telecomunicazioni PROTO, d’Orologio aveva l’incarico di “Consegnatario del materiale Crypto del PROTO”.

[6] Tra gli elogi si ricorda quello del Gen. S.A. R. Fassi essendo in servizio presso la Scuola Specialisti dell’A. M. di Taranto del 17 dicembre 1968; quello del Col. Pil. Lorenzo Chellini presso la medesima scuola del medesimo periodo lavorativo; quello del Comandante Col. Pil, Francesco Leuzzi del 2 ottobre 1968.

[7] Qui prima fu affidato al Sottocentro Coordinamento e Soccorso e poi, dal 12 dicembre dello stesso anno al Centro TLC dell’Aeroporto avendo come incarico la custodia del materiale classificato.

[8] Wladimiro Cardone ebbe a realizzare e regalare uno suo quadro in occasione del Memorial per Roberto d’Orologio, opera che andò alla squadra prima classificata.

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[9] Il Preside Giuseppe Giusti, elaborando la Presentazione di questa pubblicazione scrive: «In un certo senso, non si scopre che quello che si vuol trovare. Per lo meno è sempre vero che non si scopre senza una volontà di trovare e senza qualche ipotesi di ricerca. Non si cerca con la testa vuota, ma con la testa piena: di cultura, di idee, di domande, di curiosità, di desideri, di aspettative, di previsioni, e talora, di felici errori. Ho pensato a tutto questo dopo aver letto un libro straordinario. Questo libro lo ha scritto Francesco d’Orologio: una ricerca (così “definisce” la sua opera il suo autore….). E Francesco d’Orologio ha ragione. Un “fazzoletto” di cinquanta anni di cronaca verace (la quale, secondo noi, spessissimo, prende il posto della semplice “cronistoria” durante una preziosa narrazione dell’autore), di avvenimenti che hanno “caratterizzato” la vita amministrativa della Città di Maddaloni (dal 1900 al 1950) sul filo di “atti” i quali, oggi, fanno conoscere (con severo puntiglio) le qualità peculiari e distintive di persone che quegli “atti” deliberativi assunsero, spesso, con coraggiosa onestà, “volitiva” consapevolezza, ma soprattutto con tanto amore per la propria Città. Quelle che Francesco d’Orologio narra sono tutte cose vere: veramente accadute, le quali ci insegnano che la “verità” non è un acquisto né una conquista, ma una luce che diffondiamo intorno a noi; chi ne ha di più con alone più grande, e chi ne ha di meno con una luce da lucciola. Ed allora, basterà leggere l’Introduzione di questo ricchissimo libro perché il lettore si renda conto che la sollecitudine di Francesco d’Orologio è viva e addirittura ansiosa) per la piena conformità al suo dovere di raccontare cose che non implicano sensi di inquietudine o di dubbio, ma solo entusiasmo e piacere pieno. I quali discendono da una “sorridente” scelta di delibere (di amministratori, seri e capaci), le quali sono state registrate non in “maniche di camicia” ma con il preciso intento di voler significare all’attento lettore che un “certo mondo” è scomparso, nel quale, però, l’individuo poté, poi, conservare dentro di esso intatta personalità singolare ma mai indeterminata o sconosciuta. E’ qui il valore della “faticosa” ricerca del nostro autore che ha saputo regalarci l’elastica idea che ci facciamo del tempo e dell’esistenza, cioè di una “storia” di vita amministrativa la quale non può somigliare a “opera di vetrinisti” che dura poco quanto le scintille di un focherello, ma a opera che ha lasciato profonde tracce che “segnano” anni dietro i quali, ancora oggi, si sentono echi di larga risonanza».

[10] Si ringrazia per il contributo fotografico Antonio Tedesco, Wladimiro Cardone ed Antonio Pagliaro, a quest’ultimo in particolare un grazie per tutti i contributi fotografici e per il lavoro di miglioramento delle foto che cercano di arricchire gli articoli di natura storico biografica editi in L’Eco di Caserta e nelle pubblicazione “Chi è?”. Quest’ultimo ringraziamento, ad Antonio Pagliaro, era doveroso per le tante volte che dimentico di farlo. Va detto altresì che in questo contributo la sono stati preziosi anche si suoi consigli per la ricostruzione della bozza di profilo biografico di Francesco d’Orologio.