Maddaloni, la città delle due torri e le sue eccellenze, la Cultura nei versi di Marta Pagliaro

 

MADDALONI ( Caserta) – In questo periodo di stasi di eventi, è quanto mai opportuno andare ad individuare e promuovere le figure che fanno Cultura nella Città di Maddaloni. Tra queste abbia scorto quella di Marta Pagliaro. Cercheremo di presentarla ai nostri lettori con il presente stralcio biografico.

Marta Pagliaro, poetessa, saggista, scrittrice a 360 gradi, nasce a Maddaloni il 7 giugno 1963 da Salvatore (Maddaloni 11 luglio1925 – Maddaloni 21 settembre 1991) e da Antonetta Di Nuzzo (Maddaloni 03 novembre 1926 – Maddaloni 19 novembre 2012) in una famiglia dai sani principi morali e cristiani, con padre impegnato nel mondo della scuola (era dipendente della Fondazione Villaggio dei Ragazzi e l’unico bidello del Centro Elettronico e dell’Istituto Tecnico Industriale), come personale non docente, e mamma adorabile dedita alla famiglia.

Il nucleo familiare di Marta è numeroso, ma non per il periodo, e lei si ritrova ad essere la nona di tredici figli[1]. Quella di Marta è una famiglia in cui la Cultura, l’Arte, l’Estro, e così via sono di base. Fratelli impegnati nel mondo dell’arte grafica, come Angelo e Roberto, o ancora della Fotografia come Dante e Michele, ed ancora Antonio che è un apprezzato storiografo, ed ancora nel mondo dello Sport con Alessandro e così via.

Marta dalla nascita abiterà in via Guglielmo Marconi a Maddaloni dal 1963 al 1967 e poi in via Traversa Convitto Nazionale 7 a Maddaloni dal 1967 al 1990 fino a vivere, una volta coniugata in via Roma 43sempre a Maddaloni dal 1990.

Frequenterà l’asilo presso le Suore Immacolatine di Maddaloni dal 1966 al 1969 per poi passare alla scuola elementare San Domenico dal 1969 al 1975 e quindi alla scuola media “Enrico De Nicola” dal 1975 al 1977 di questi primi cicli di studio ha nel cuore il ricordo della maestra Pisanti di Caserta e dei professori Laura Alifano e Querulo Francesco perché molto esigenti, ma molto competenti, giusti nel metodo di valutazione degli alunni.

Per le amicizie infantili ed adolescenziali va detto che perdurano ancora oggi, nonostante gli anni trascorsi; rivedersi è sempre una gioia gradita, soprattutto ci si ricorda i felici e nostalgici tempi andati. Mentre i suoi giochi nel tempo sono stati per lo più giochi di squadra, di gruppo, competitivi, svolti sempre all’aperto, nei cortili o nei giardini dei propri centri abitati, nonostante il mutare delle stagioni. Caratterialmente da piccola è stata molto socievole, allegra, disponibile ma mai influenzabile, sempre e comunque a favore della verità e della lealtà, spesso motivo, questo, di disappunto e di scontro, e nel tempo questo suo carattere è andato sempre più affermandosi.

Va detto certamente che è stata sin da piccola affascinata dalla lettura, dalla storia e dalla poesia ed è per questo motivo che, dopo la Scuola Media, decide di iscriversi all’Istituto Magistrale Statale “Don Carlo Gnocchi” di Maddaloni, che frequenterà dal 1978 al 1982 e dove consegue il Diploma[2] di Maturità Magistrale nell’estate del 1982.

Il 1980 è un anno molto importante perché conoscerà l’amore della sua vita, che poi diventerà suo marito, Davide Russo[3], con il matrimonio celebratosi il 2 giugno 1990 nella chiesa San Pietro Apostolo di Maddaloni ufficiato dal sacerdote don Valentino Di Ventura.

Dalla unione di Marta e Davide nasceranno tre figli: Angela[4]; Giuseppe[5] e Salvatore[6].

Nel tempo possiamo dire che suoi Maestri e punti di riferimento nella Vita e nella delicata ed al contempo affascinante vocazione alla narrativa così come alla poesia sono state le belle lezioni di storia, di letteratura italiana e latina, lo studio dei versi dei grandi poeti, impartitole dai professori Angelo Di Fuccia e Michele Vigliotti, che danno modo alle sue capacità innate di venir fuori. La facile lettura, la rapida comprensione dei versi, ai quali si dedicava con passione ed interesse, sono la chiave di volta del suo futuro di poetessa e di scrittrice.

Marta Pagliaro da molti anni si dedica alla scrittura, da lei stessa definito “il secondo amore”, scrivendo poesie e racconti brevi.

Ha pubblicato il volume di poesie “Lo Spirito mio Libero” nel 2005 a cura dell’Amministrazione Comunale e della Pro-Loco del Comune di Maddaloni, a cui ha fatto seguito il secondo intitolato “Aprirsi alla Vita” edizioni Il Castello nel 2006.

Radio Network con Marta copia

 

 

Marta Pagliaro ospite a New Radio Network

 

Ultima pubblicazione, in ordine cronologico, è stata il Libro di Racconti “Le Orme Invisibili”, nel 2015, la cui presentazione anticipata nella trasmissione radiofonica “Dietro l’Angolo” dell’emittente radiofonica New Radio Network, e successivamente presentata in pubblico a Gennaio 2016 presso il “Centro Studi Francescano per il Dialogo Interreligioso e le Culturedi Maddaloni, con l’introduzione iniziale del direttore del Centro Studi p. Edoardo Scognamiglio Ministro Provinciale Ofm conv.

La sua sensibilità la ha portata a esprimere in versi e prosa le proprie emozioni ed a trasferire su carta il frutto della sua delicata immaginazione su temi più vari per lo più esprimendo un vena di sensibilità.

Al suo attivo possiamo dire, tra i riconoscimenti principali, che è stata vincitrice del 2° Concorso Letterario “Tradizioni della Mia Terra” indetto dall’Associazione di Promozione Sociale FAMIGLIA VENETA nel 2005; della 1^ Edizione del Concorso Letterario “Natura in Bici” organizzata dalla “Associazione Sportiva Dilettantistica e Culturale “La Base” di Terni nel 2006; della 1^ Edizione del Concorso Letterario “San Giuseppe Lavoratore” indetta dal Santuario di San Giuseppe sito in Procida nel 2006; del Concorso di Poesia “Un Volto in Mille Parole” indetto dalla “Associazione Ritmiafricani Onlus” di Torino nel 2006.

Circa le partecipazioni a concorso degne di nota si ricorda quella: al Concorso Nazionale di Poesia “L’Anima in Versi”, nel 2005, le cui opere sono state pubblicate nell’antologia “Immagini e Parole”-Agar Edizioni del 2004; al Concorso Nazionale “Stella Maris” nel 2004 con una poesia pubblicata nell’antologia “Come il Grano per la Volpe” dell’edizione 1^ Parrocchia Stella Maris – Milano Marittima del 2004; alla VII^ edizione del premio di Poesia “Beato Gaetano Errico” (www.msscc.it), nel 2005, le cui opere sono state pubblicate nel volume “E’ domenica” patrocinato dal Comune di Napoli del 2005; al XVIII^ Concorso Letterario Nazionale Vocazionale di Bologna nel 2005 con una poesia pubblicata nell’Antologia “Senza domenica non possiamo vivere …..” patrocinato dall’Arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra del 2005; al Premio Letterario “Voci di casa”, nel 2008 indetto con il patrocinio di Vari Ministeri ed Assessorati della Regione Lazio, con un’opera pubblicata nella omonima Antologia, dell’edizioni Herald (www.heraldeditore.it) del 2008, a cui ha aderito il Presidente della Repubblica Italiana; al 1° Premio Nazionale di Poesia “Cuorediafano”, nel la cui poesia è stata pubblicata nell’Antologia “Premio Cuore Diafano” del 2006.

Marta Pagliaro ha partecipato a molti altri concorsi letterari nazionali tra i quali: “Una Poesia per Telethon” nel 2004 (www.iracconti.com), “Morterotica” nel 2005 (www.latelanera.com), “Concorso Morto” nel 2005 (www.ozoz.it), “Xanadu” nel 2004 (www.progettoxanadu.it), “Una Storia per Halloween” nel 2004 (www.latelanera.com), “Cento Parole per un Incubo” nel 2004 (www.scheletri.com), etc. con opere pubblicate sui siti letterari dei concorsi.

Marta Pagliaro 1

 

Marta Pagliaro 20Marta Pagliaro 21

 

Premiazione del concorso “Natura in Bici” indetto dall’Associazione Sportiva Dilettantistica e Culturale “LA BASE” di Terni. Consegna del Premio da parte del Sindaco della Città di Sangemini, 26 marzo 2006.

 

Molte sue opere sono pubblicate nelle rispettive Antologie e volumi pubblicati dalle case editrici.

  • 150 Strade – Piccola Biblioteca Cento50 libri – Narratori (www.150strade.org);
  • 150 anni di lettere per 150 strade – edizioni Centocinquantalibri – indetto dal Club 150 Strade Edizione Grafica e realizzazione di Marco Palmieri e Emma giani;
  • 2° concorso Nazionale Poesia in notes 2007 “L’uomo e il Mare” – ENNEPILIBRI a cura di Francesco Paglieri;
  • Favolette lette e rilette “Stelle Filanti” – a cura di Irene Caliendo – Albus Edizioni 2011;
  • Favole lette lette “Stelle Filanti” – a cura di Irene Caliendo – Albus Edizioni 2011;
  • Concorso Letterario in occasione del Festival di Sanremo “Pensieri, parole, papaveri e papere” – Editoriale Ariaperta ();
  • Premio di poesia “Ca’ Domnicu” – PROLOCO CADONEGHE – 2005;
  • Concorso vocazionale Bologna “Senza Domenica non possiamo vivere” a cura di Tiziano Fuligni, indetto dalla parrocchia di “Gesù Buon Pastore” con la collaborazione del Seminario Arcivescovile e il Patrocinio dell’Arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra.
  • Concorso “Voci di Casa” Movimento Italiano Casalinghe – ONLUS APS-ONG a cura di Teresa Amendolagine – SED Editrice srl Viterbo (info@sededitrice.it).

Marta Pagliaro 15Marta Pagliaro 14Premiazione del concorso letterario “San Giuseppe Lavoratore”, Isola di Procida 6 maggio 2006

Cerchiamo di conoscere ora le pubblicazioni, raccolte di opere, di Marta Pagliaro e quindi a seguire conoscere “Lo Spirito Mio Libero” del 2005, “Aprirsi Alla Vita” del 2006, e “Le Ombre Invisibili” del 2015.

Il primo libro, “Lo Spirito Mio Libero”, si apre con una lirica[7] che ha lo stesso titolo del libro e in essa si racchiude il significato del suo viaggio nel mondo interiore, visto sempre in rapporto con quello esterno; è un’indagine dolorosa a causa del contrasto con le tristi realtà dell’uomo, rapportate con visioni più ampie, aperte all’infinito delle emozioni che solo uno spirito gentile sa provare. Nell’intera raccolta visioni e pensieri si accavallano silenziosi, quasi in punta di piedi, alla ricerca di qualcosa che permane ineffabile e rimanda dentro il cuore pacate ma intense sensazioni; è una ricerca affannosa dei valori connotativi dell’esistenza, di quei tasselli del grande mosaico dell’esistenza umana e Pagliaro sa che l’umanità deve continuare a vivere e a sperare in un mondo migliore. La sua è una voce chiara e commossa, che riesce ad addentrarsi nei ricordi, gremiti di visioni pulite, nei pensieri intimamente vissuti, nelle impressioni genuine, mentre offre una serie di immagini di vita e di sensazioni ancor più genuine, senso stesso della vita, che pare scorrere senza tregua innanzi al lettore.

Libro di poesie Lo spirito mio libero copia

Nel secondo libro, “Aprirsi Alla Vita”, un timbro di autentica verità del cuore e dell’anima, percorre i nuovi versi di Marta Pagliaro, che si alimentano al bisogno di un costante confronto tra sè e la vita, specchiando una coscienza vigile e tesa, in bilico tra ragioni del profondo e risentimenti sociali, tra scatti d’emozione e pacate riflessioni. E c’è un senso di sottaciuta malinconia, come di lontananza, di percezione coltivata e verificata nella quotidianità di un’impossibile coniugazione dell’essere e del sentire. In realtà Marta rivolge all’interno la sua lente esplorativa, anche quando documenta fatti e vicende dell’umana e contingente avventura. L’autrice compie il suo scavo emotivo e psicologico su di una linea invisibile di luci e di ombre, con delicatezza ma anche con energia, senza compiacimenti e senza indulgenze, con una capacità insolita di guardare e di guardarsi, di specchiarsi e rispecchiarsi al vaglio dell’anima. è in questo contesto che si sviluppa una poesia più intimistica, più dualistica, un dialogo tra “l’io” e “il tu”; poesia dai risvolti non di rado dolcissimi. Ma è il dialogo con sé infine che sovrasta, che segna a fondo la sua pagina poetica, che la distingue.

Aprirsi copiaMarta Pagliaro 17

 

Marta Pagliaro 18Marta Pagliaro 19

Presentazione del libro “Aprirsi alla vita”, Proloco di Maddaloni, Marzo 2005

L’ultimo libro, “Le Ombre Invisibili”, offre storie e personaggi completamente differenti tra loro, ognuna con le proprie vicende, sebbene ambientate in epoche storiche diverse, in ceti sociali differenti e con credi religiosi opposti, testimonia comunque e sempre l’esistenza di una minoranza di persone volta a compiere il proprio dovere nella società alla quale appartiene, nonostante le mille difficoltà. Eppure questa minoranza sembra non esistere agli occhi della società, né di coloro i quali la governano, perché le orme lasciate al loro passaggio vengono cancellate o rese invisibili da gesti e comportamenti compiuti da una maggioranza che si ostina a tutti i costi di apparire, che si affanna ad acclamarne e a denunciarne fatti e misfatti, attraverso immagini belle o brutte e con notizie a titoli e a caratteri cubitali che colpiscono l’attenzione del vasto pubblico.

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LE ORME INVISIBILI COPERTINAMarta Pagliaro 2

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L’autrice, con questo suo scritto, s’impegna a ricordare al lettore l’esistenza di questa minoranza. Una minoranza che, come si evince dal disegno della copertina del libro realizzata dall’artista Roberto Pagliaro, la pone sotto un comune riflettore, lente d’ingrandimento o ad un semplice obiettivo di una macchina fotografica, grazie ai suoi personaggi e le loro vicissitudini. Riportarla all’attenzione del lettore per l’autrice è riconoscerne l’esatto valore e il solido contributo all’interno della società alla quale appartiene.

L’impegno culturale di Marta Pagliaro va al di là dei concorsi e delle pubblicazioni, infatti, è da ricordare la collaborazione che la stessa autrice maddalonese ha offerto nel corso di un progetto di studio realizzato dall’A.N.M.I.G. e Fondazione Provinciale di Caserta con sede a Maddaloni in collaborazione con l’U.N.A.C. (Unione Nazionale Arma dei Carabinieri) delegazione di Maddaloni[8].

Il progetto è dello scorso 24 Maggio 2016 in occasione della giornata di studio tenuta a conclusione di un percorso che ha visto l’attuazione di un progetto di studio incentrato sul tema della Grande Guerra, destinato agli studenti della Scuola Secondaria di Primo Grado del Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” di Maddaloni e realizzato dall’A.N.M.I.G. e Fondazione in collaborazione con l’U.N.A.C. delegazione di Maddaloni, ha portato alla premiazione di tre studenti e gruppi di studenti che hanno inteso sintetizzare l’esperienza e quanto è rimasto loro di un itinerario di indagini durato qualche mese: lezioni in aula curriculare, multimediale e visite in luoghi della memoria cittadina.

Marta Pagliaro 12

 

Marta Pagliaro 11Marta Pagliaro 13

Alla premiazione, dunque, è intervenuta anche la poetessa Marta Pagliaro, che sul tema ha avuto modo di dedicare diversi contributi per diverse tipologie stilistiche, la quale ha fatto omaggio di una copia del proprio libro di poesie “Aprirsi alla vita” al vincitore del Concorso di Poesia.

Altra partecipazione che va registrata è quella della manifestazione del 14 luglio 2016 dal titolo “Volti casertani e maddalonesi” che ha visto presentare i contributi biografici raccolti in “Chi è?”, volumi 3 e 4, e che per l’occasione ha offerto l’opportunità per portare il saluto ed il ringraziamento per quanto fatto al Rettore Michele Vigliotti del Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno”, prossimo alla pensione, svoltasi nella sala “Luigi Settembrini” del medesimo istituto convittuale. Il detto Rettore Vigliotti ha concesso alla poetessa Marta Pagliaro, nonché sua ex alunna, di omaggiarlo con una lirica dal titolo “IL VERO CONDOTTIERO”, con la dedica “Dalla vostra affezionata allieva Marta”. Una lirica nella quale ha desiderato rievocare e descrivere il suo prezioso operato, per la crescita e la valorizzazione della cultura, della città e del Convitto di Maddaloni.

Ecco la lirica:

 

“IL VERO CONDOTTIERO”

 

I suoi capelli ad onda e la folta barba

avevano il colore del grano maturo.

Un calmo spettacolo di luce erano

gli occhi azzurri e la sua pelle chiara.

Le ampie spalle e le gambe lunghe

mostravano l’audacia del vero condottiero,

che splendidamente armato di sol cultura

e di abile parola nei militi snidava la paura

e l’ignobile pensiero di possibili fughe.

Io l’ho visto giovane e forte al comando

di un suo primo esercito sul fronte,

come l’ala di Mercurio levarsi lestamente

e accorrere in suo aiuto. Con agio e destrezza

ha misurato nella lotta la sua grandezza.

A vittorie riportate, lo si va perciò acclamando.

Plausi, onorificenze e lodi meritati sono

nient’altro che riconoscimenti formali.

Parata a squilli di tromba e a suon di fanfara

è la festa con giubilo nei cuori dei suoi militi.

Questo intimo e speciale saluto essi gli riservano

in ricordo di un’impresa grandiosa e rara.

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Marta Pagliaro legge la poesia dedicata al suo ex professore Michele Vigliotti

 

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Marta Pagliaro con il rettore del Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno”, prof. Michele Vigliotti

La passione per la lettura, per la storia e per la poesia sono i motivi principali che spingono Marta e la sua famiglia a programmare le vacanze e i viaggi in tutta Italia, per andare alla ricerca di quei luoghi antichi e ricchi di fascino, di storia e di bellezze naturali che sono, per lei, ispiratori delle sue interessanti rime e dei suoi fantastici racconti.

La poetessa nonché scrittrice, tutt’oggi impegnata nella scrittura e nel lavoro presso i servizi sociali, ha sempre amato precisare, in occasioni che l’hanno vista impegnata culturalmente, che il merito del suo successo in gran parte va ai suoi amati genitori che hanno saputo sin da piccola inculcarle i sani principi, i veri valori della vita, impartirle una buona educazione, darle un credo, un’etica e una giusta morale. Tutte le volte Marta ha ribadito che è grazie a loro che ha avuto la possibilità di partire avvantaggiata e che l’amore per la cultura, per l’arte in ogni sua forma ed espressione da loro trasmesso è il regalo più bello che abbiano potuto farle nella vita.

Le amicizie vere sono state poche e sono le stesse di quando era ragazzina. L’affetto sincero, il rispetto e la fiducia reciproca, elementi di base su cui poggia questo sentimento dell’amicizia, hanno sempre prevalso nelle sue scelte di vita e dei rapporti interpersonali.

Non a caso, nei suoi scritti, l’autrice attribuisce massima importanza a questi sentimenti: si veda “Mara”, racconto del libro “Le Orme Invisibili”.

Anche le conoscenze hanno avuto una certa importanza; i diversi modi di porsi, di pensare, di agire o reagire ai tanti casi della vita le hanno dato l’opportunità di cogliere meglio i tanti aspetti del carattere, della personalità umana e quindi fornirle la capacità di riuscire a rapportarsi a loro senza tante difficoltà, oltre che saperli descrivere nei personaggi dei suoi racconti: si veda “Che Iella”, racconto del libro “Le Orme Invisibili”.

Gli animali hanno sempre fatto parte della vita dell’autrice. Sin da piccola ne ha avuto un diretto contatto, grazie a suo padre che li adorava prendendosene cura.

Nel giardino di casa vivevano un cane, un gatto, oche, conigli, tortore, colombe, fagiani e galline.

La gioia che provava nello stare in mezzo a loro in deversi momenti delle stagioni dell’anno era immensa. I suoni emessi, i colori brillanti del loro piumaggio è ancora impresso nella sua memoria.

Tutt’oggi l’autrice possiede una cagnolina di razza piccola Maltese.

Ama lo sport, ma lo ha praticato solo nelle palestre scolastiche. La danza classica e moderna è la disciplina che più predilige e verso cui ha indirizzato la figlia Angela.

Il suo hobby è il cucito ed il ricamo. In realtà si cimenta in tutto ciò che è creativo*.

 


[1] I nomi dei tredici figli di Salvatore ed Antonetta sono in ordine di nascita: Angelo, Vincenzo, Francesco, Elisabetta, Michele, Antonio, Carmela, Alessandro, Marta, Mario, Giuseppa, Laura, Roberto.

[2] Successivamente ha frequentato nel 1983/84 l’anno integrativo, conseguendo l’attestato di abilitazione Magistrale che consente l’iscrizione all’Università, e conseguito il 1999/2000 anche il diploma di Maestra dell’Infanzia, ed ancora vari corsi di specializzazione nel campo informatico e sociale, quali: Operatore di computer nel 2001; Attestato di Dattilografia nel 2002; Qualifica Professionale OSA (Operatore Socio-Assistenziale) nel 2012, in cui è impegnata tutt’oggi a tempo pieno dal 2012 presso la Cooperativa “Iride” di Maddaloni e dal 2015 presso la cooperativa “Meridiana” di Benevento.

Per la cronaca va riferito che nell’anno 1989 e nel 1990 lavora, come insegnante, presso la scuola paritaria “Le Nuove Prospettive” di Maddaloni.

[3] Che nasce a Castel Campagnano (Caserta) il 22/06/ 1963. Il consorte Davide, dopo il Diploma di Maturità conseguito presso il Liceo Scientifico “Nino Cortese” di Maddaloni nell’anno scolastico 1980, per motivi di lavoro, deciderà di conseguire un secondo diploma di Ragioniere e Perito Commerciale nel 1992. Lavorativamente dall’anno scolastico 2000/2001 svolgerà la funzione di Assistente Amministrativo nelle Scuole secondarie di I e II grado della provincia di Caserta e, dopo l’immissione in ruolo, sarà trasferito presso il Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” di Maddaloni, dove tuttora presta servizio.

[4] Nasce a Maddaloni nel 1991 ed è attualmente laureanda in Farmacia.

[5] Nasce a Maddaloni nel 1996 ed è studente di Economia Aziendale.

[6] Nasce a Maddaloni nel 1997 ed è studente del quinto anno del Liceo Psicopedagogico “ Carlo Don Gnocchi” di Maddaloni, già Istituto Magistrale che ha frequentato anche la mamma.

[7] “Lo Spirito mio libero”. “Un passero sopra un melo/ è lo spirito mio libero. Dei colori della natura si/ inebria. Di infiniti spazi/ si appropria. Solitario, dall’albero/ vede le stagioni mutare/ collo scorrere del tempo. Dalle torri osserva il mondo,/ sulle stesse nidifica. Con il suo canto soavemente/malinconico, ad altri comunica/il dolore suo e quello universale”.

[8] L’ANMIG e Fondazione Provinciale di Caserta è presieduta dal cav. Salvatore Borriello e l’U.N.A.C. delegazione di Maddaloni è presieduta dal cav. dott. Gaetano Letizia. I due sodalizi sono spesso occupati in progettualità comuni in particolare con e presso l’Istituzione Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” di Maddaloni. Le due associazioni hanno le loro sedi nei pressi dell’ingresso della medesima istituzione convittuale.

* Per i contributi fotografici si ringrazia la poetessa ed il prof. Antonio Pagliaro.