Maddaloni, domani la “discesa della statua di San Michele” e si entra nel vivo della festa …

MADDALONI (Caserta) – Non più tardi di due giorni fa abbiamo riferito dei preparativi della “discesa” della statua di San Michele Arcangelo dal Monte San Michele alla Città in occasione dei festeggiamenti autunnali, festa patronale cittadina: Maddaloni, domenica San Michele scende in Città per la festa patronale 2016.

In questi giorni sui social si è “aperta” la “partita” dei commenti e delle preoccupazioni alla luce dei fati di maggio circa il trasporto dell’effige, ed ancora su quanto interessò la festa in occasione dei festeggiamenti del 2015 e che poi è stata portato agli onori della cronaca per vicende giudiziarie.

Una cosa resta lampante, la volontà della comunità di operare, o comunque l’intenzione che se ne traspare è questa, per una “sana e religiosa festa””!.  Certo se dovessimo contare chi si rende disponibile per raggiungere lo scopo e quanti si limitano ad usare la sola tastiera per consigliare/criticare/accusare/etc i secondi probabilmente superano di gran lunga i primi. E, quindi, ci si chiede chi fa a questo punto una reale opera per il bene della festività patronale, per onorare il Santo patrono, per rispettare la Città?

La risposta può essere data nel gruppo nato in occasione della “Discesa di San Michele Arcangelo” al link https://www.facebook.com/events/102810433505612/ .

Cerchiamo dunque di essere propositivi come suggerisce il post (fonte) del responsabile del trasporto della statua in occasione della discesa del 21 agosto 2016, Francesco Corazza sul Gruppo Social “Discesa di San Michele Arcangelo” al link https://www.facebook.com/events/102810433505612/ che ha opportunamente proposto: «A quanti domani prenderanno parte all’evento. Vi chiedo gentilmente, qualora venite armati di macchine fotografiche, di postare eventualmente foto in questo evento, al fine di rendere partecipi tutti coloro che saranno presenti, ma soprattutto coloro che non possono parteciparvi.

Per intenderci, i nostri concittadini che vivono fuori Maddaloni.

Facciamo vedere anche le cose positive della nostra città e non solo le cose negative, che ne sono tante!!!!!»

È indubbio che festa civile si, festa civile no è un cavallo di battaglia delle discussioni più animate e non è mancato l’opinionista Carlo Scalera di intervenire in tal senso sul social Facebook.

Ecco la nota Social di Carlo Scalera: «La prima scelta da fare è questa: festa religiosa o festa civile?» del 20 agosto 2016 (fonte), ne segue il contenuto:

«Voglio fare una premessa, a Maddaloni , in provincia, in Italia e nel mondo in questo momento ci sono tantissimi problemi decisamente più importanti. Ma visto che ormai ci siamo, ancora una volta ci troviamo a discutere della Festa Patronale di San Michele.

Sinceramente sono tra coloro che auguravano una sospensione di almeno un anno, per permettere una riflessione più calma su questa festa dopo i fatti accaduti precedentemente.

La festa, come purtroppo spesso succede nelle nostri parte, ha un carattere particolare. E’ nello stesso tempo Festa Patronale, dunque festa marcatamente religiosa in senso Cattolico e festa civile.

Questa festa è posta “tutto il potere” in mano al parroco Carmine Ventrone . Il parroco Ventrone sceglie il Direttore della Festa che sarà il braccio operativo, colui che sceglierà quali avvenimenti svolgere, chi invitare e così via.

Da notizie giornalistiche quest’anno si parla del ritorno di Giuseppe Riccio, personaggio battagliero e possiamo dire esperto dopo tanti anni di guida di questa festa.

Adesso si tratta di iniziare a pensare come riorganizzarla. Sempre che si voglia continuare a farla una festa.

Allora dobbiamo stabilire dei principi.

La prima scelta da fare è questa: festa religiosa o festa civile ?

La chiesa da parte sua, con un vescovo, sempre da notizie giornalistiche pronto ad andare via, anche se smentite, ha messo dei paletti.

Fino a qualche tempo fa l’ambiguità della formula sin qui seguita faceva comodo a tutti. Ai cattolici perché permetteva loro di trasformare una minoranza in maggioranza. Un vecchio trucco più volte usato, si fa la festa, alla festa viene tanta gente, la festa è cattolica dunque, per una sorta di proprietà transitiva, è la dimostrazione di quanto la fede cattolica sia presente ed egemone nella popolazione. L’apoteosi era il corteo della domenica, fatto passare per le vie principali alla presenza di bancarelle commerciali, con l’effetto di calca che obbligava tutti, anche coloro che se ne stanno a casa a fare altro, alla partecipazione della manifestazione, vecchi trucchi per nascondere la realtà di chiese raramente affollate.

Poi,un tempo, sempre molto lontano al comune spettava il compito di mettere mano al portafoglio pagando direttamente e indirettamente gran parte dei costi, infatti i politici di tutti i livelli quando si trattava della Chiesa Cattolica diventavano tutti disponibili avendo paura di farsi dei nemici e quindi di perdere i loro voti.

Dunque la prima scelta da fare è questa: festa religiosa o festa civile ?

Domani scenderà dal Monte l’effige di San Michele con la sola speranza di vivere questa festa patronale e quale occasione sia più propizia anche per rafforzare la comunione e vivere la comunità.

Noi maddalonesi non siamo una comunità perfetta. Anche tra di noi esistono pareri diversi, talvolta discordanti, serpeggiano malcontenti e mormorazioni ma devono cristianamente essere superati.

Anche nella nostra società ci sono persone che pensano solo di sé, che tendono a perseguire e a difendere solo il proprio interesse, ad accettare la divisione come un fatto naturale, a giudicare in modo malevolo gli altri, credendosi migliori.

Questi comportamenti non solo allontanano dalla fede, ma rendono la vita disumana. Abbiamo bisogno di rompere l’isolamento del nostro modo di pensare, concentrato su di noi. Il nostro Santo Protettore ci chiede di allargare lo sguardo oltre noi stessi.

Per ridare un’anima e un cuore alla nostra terra c’è bisogno di più amore, più condivisione e più comprensione.

Speriamo che questa festa non sia solo un momento di evasione, di svago dovrà essere l’occasione per partecipare con fede e devozione nelle celebrazioni liturgiche in Chiesa dove insieme, uniti nel nome di San Michele, possiamo chiedere di aiutarci a vivere con il loro spirito e la loro visione il tempo che abbiamo dinanzi.

Per terminare per la nostra Comunità dovrà essere un occasione meravigliosa che la tradizione offre per fermarci e riflettere ed è per noi dovrà essere opportunità per dire alcuni grazie e formulare qualche augurio. Il primo grazie va ancora una volta a questa nostra Maddaloni, alla sua storia, alle impronte indelebili lasciate sulla terra dei ricordi che è terra del presente dai tanti eroi quotidiani che hanno intrecciato le trame del tempo con l’ordito degli affetti e dei sentimenti e che oggi non ci sono più ma la cui presenza percepiamo chiaramente.

Un ringraziamento pieno di fiducia va anche al nostro futuro: promessa di una nuova aurora di cui vediamo le prime lucenti avvisaglie nella quietudine solenne del sole che si affaccia su un nuovo giorno. Grazie ai cittadini di questo paese che con le sue virtù o con le sue debolezze insegna ogni giorno che cosa è “l’uomo” e nell’incontro con questo “uomo” muove la storia fatta di gioie, di delusioni ma sempre di vite vissute. Grazie per la bellezza, forse ci lasciamo colpire troppo poco dallo straordinario che ci circonda considerandoci il terminale unico e ultimo del passato, quasi che tutto sia “stato” per consentirci individualmente di “essere” Speriamo di trascorrere con serenità, gioia e fratellanza la Festa, che avrà sempre un senso autentico finché, nonostante luci ed ombre, ricchezze e povertà, amore ed odio, ci sarà la comunità maddalonese a desiderarla ed a viverla, godendone i frutti da protagonista».

Al di là delle posizioni, io ritengo giusto valorizzare l’elemento religioso, e quest’anno, mi si consenta, anche “misericordioso”. Creo che attività in tal senso orientate dovrebbero contribuire a rinsaldare i fedeli al cammino della fede per un vivere cattolico cristiano quotidiano.

Anche gli indirizzi diocesani e della conferenza episcopale regionale sono protesi all’elemento religioso a fronte di quello civile inteso come sfarzoso, dispendioso, “esagerato” e “sprecone” piuttosto che di ispirazione della Pietà Popolare. Certo dispiacerebbe sapere che mentre su di una ricorrenza come quella della festa di San Michele patrono di Maddaloni e della Diocesi di Caserta si accendono i riflettori (ed è giusto che così sia) su altre “festività”, magari meno importanti, o di luoghi meno popolosi e/o più periferici, pi potrebbe verificare che si vada a consentire ciò che a Maddaloni è vietato, così come normativamente in tutta la Diocesi di Caserta, e quindi non in linea con la guida Pastorale.

Si vuole chiudere questo articolo con un ricordo, con una nota storica sulla discesa che è offerta quest’oggi, sempre sul social Facebook, da Vincenzo Santangelo (fonte) il quale scrive: «Domani Maddaloni saluterà il Santo Patrono che da San Benedetto sarà accompagnato in processione alla Basilica del Corpus Domini. Rivolgero’ da casa mia un rispettoso pensiero a lui e a tutta la cittadinanza. Non sento la nostalgia perché l’ho in bella mostra nel salotto di casa. Con la mente andrò indietro negli anni a quando da ragazzo salivo al colle con altri ragazzi la sera prima. Il cav. Croce ci faceva distribuire dal comitato dei panini per cena, si dormiva su tavoli. L’indomani dopo la messa il Santo veniva collocato e fissato in un gabbiotto. Dietro il gabbiotto portato dagli accollatori c’eravamo noi ragazzi con le funi tirando a mo’ di freno. Seguiva poi il corteo dei fedeli, un personaggio mi è rimasto impresso ” Calina i tacchie” che cantava a squarciagola “Evviva Michele”».

Si ricorda sommariamente il programma di domani 21 agosto 2016:

Ore 8.30 prelievo della Sacra Effige sul monte San Michele;

Ore 9.00 partenza dal  Santuario per chiesa di San Benedetto Abate in Città;

Ore 10.00 Celebrazione Santa Messa nella chiesa di San Benedetto Abate;

Ore 18.00 Celebrazione Santa Messa nella chiesa di San Benedetto Abate;

Ore 19.00 circa inizio processione per trasferimento della Sacra Effige per alcune strade della città presso la Basilica Minore del SS. Corpo di Cristo;

Ore 20.00 circa intronizzazione e Santa Messa Solenne nella Basilica Minore del SS. Corpo di Cristo.