Maddaloni, si rinnova la festa della Madonna delle Grazie con la tela di Luigi (Gino) Santonastaso

MADDALONI (Caserta)-  Per il secondo anno di fila riprendono i Festeggiamenti in Onore di Maria SS. delle Grazie. La prima edizione, a quanto sembra dopo quella del 1976, è stata realizzata l’anno scorso  il 4 luglio 2015, mentre per quest’anno è prevista per il 2 luglio 2016. La festa si realizzerà  nel rione Sant’Andrea di Maddaloni, in via Roma grazie all’organizzazione dell’Associazione “Spazio Verde” afferente il medesimo Rione di Sant’Andrea ed il Comitato organizzatore (Comitato Festeggiamenti “Maria SS. Delle Grazie”) è presieduto da Silvestro Vinciguerra.

Della prima edizione abbiamo parlato abbondantemente iniziando a dare il giusto risalto anche all’opera d’arte (a firma di luigi detto Gino Santonastaso) attorno cui si realizza la festa: la Madonna delle Grazie con San Michele Arcangelo, San Ciro, Sant’Antonio di Padova,  San Domenico e le anime purganti realizzata tra l’agosto ed settembre 1976 e collocata nella edicola ove vi era precedente sbiadito disegno nell’ottobre del 1976. Sempre nell’edizione del 2015 è stato ripristinato anche il rivestimento esterno e sistemata la zoccolatura al di sotto della edicola.

Per maggiori dettagli si veda a firma dello scrivente: Maddaloni, Festeggiamenti in Onore di Maria SS. delle Grazie il 4 luglio al Rione Sant’Andrea; Maddaloni, Preparativi Work in progress per i Festeggiamenti di Maria SS. delle Grazie del 4 luglio; Maddaloni, Festa di Maria SS. delle Grazie, recuperata l’edicola con la Tela di Gino Santonastaso; Maddaloni, magnificamente riuscita la festa in onore di Maria SS. delle Grazie nel Rione Sant’Andrea.

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Ricordo in occasione della festa del 2015  e consegna della targa ricordo alla consorte.

Per l’edizione 2016 i festeggiamenti inizieranno alle ore 10 con l’animazione per bambini con “Giostra Gonfiabile” a cura di Mercanti di Stelle, alle ore 18 ci sarà la recita del Santo Rosario e la Celebrazione della Santa Messa presieduta da Padre Tonino Camelo presso l’area antistante la Scuola “Settembrini” come avvenuto nel 2015. Alle ore 20,30 vi sarà uno spettacolo musicale con diversi artisti locali ma di fama oltre il territorio come il piccolo Aldo Pio Nappo frequentemente su reti Rai e Mediaset ed Antimo Di Vico, special guest sarà il noto cantautore neomelodico Mario Sarti.

Per le ore 21,30 vi sarà l’apertura degli stand gastronomici con degustazione di “penne all’arrabbiata” offerti dall’Asso Spazio Verde. Alle ore 24 vi sarà la chiusura dei festeggiamenti con i fuochi d’artificio.

La realizzazione della serata è resa possibile dalla collaborazione degli esercenti di via Roma e dalla collaborazione dei volontari dell’U.N.A.C. delegazione di Maddaloni (Servizio di protezione Civile) collaborati dai Volontari dell’Associazione Interforze “Giordano Bruno” di Maddaloni.

Per la seconda edizione della festa rinata è stata realizzata anche una bandiera da processione riproducente la tela con la scritta “Maria SS. Delle Grazie”.

Come accennato nelle premesse la festa fa memoria di quella del 1976 allorquando fu commissionato il dipinto intorno a cui la stessa si realizza da qui è d’uopo parlare un po’ dell’autore di tale dipinto: Luigi (detto Gino) Santonastaso.

 

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Luigi Santonastaso, detto Gino, nasce a Maddaloni da Salvatore e Vincenza Bruno, il 20 agosto 1930 ed ivi muore il 31 ottobre del 1978[1]. Anche se la residenza fu sempre a Maddaloni  dal 1961 al 1963 lo troviamo in Sud Africa[2].

 

Gino figlio d’arte, in quanto il padre era un imbianchino decoratore era una promessa artistica e non pochi sforzi fece il suo Maestro Luigi Giannini del “Settembrini”, dove fece i pochi di anni di scuola che si ritrovò, a cercare di convincere il padre a farlo continuare e non mandarlo a lavorare[3]

 

Oggi mi è gradito parlare di Luigi, che come anticipato è tornato agli onori della cronaca nel corso della festa della Madonna delle Grazie organizzata in via Roma, nel quartiere Sant’Andrea dopo un quarantennio, perché è una di quelle persone che nel silenzio ha lasciato un segno.

E quindi partendo dalla tela del 1976, di cui abbiamo foto anche delle fasi lavorative, è giusto ricordare anche quanto altro esso ha fatto.

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Infatti, a firma di Gino di opere in Maddaloni e fuori ve ne sono tante. Ad esempio, chi non ricorda la grotta azzurra dipinta nel risto-pizzeria “Il grottino”, oggi “black out” di piazza Umberto I°  alla destra della congreca del SS. Corpo di Cristo e della Basilica Pontificia Minore del Corpus Domini? Ebbene era una sua opera, portava la firma di Gino Santonastaso.

Sua opera, con tanto di firma ben leggibile, è la Madonna del Carmine con San Martino e Santa Lucia posta nella edicola sopra l’ingresso principale della chiesa di San Martino a Maddaloni in via Bixio, ed opere/affreschi a sua firma, come ci racconta il suo “compare”, figlioccio e collaboratore nonché allievo Antonio Sollitto, ve ne sono tante.

 

Per queste foto si ringrazia anche il dott. Giuseppe Diodati.

A titolo esemplificativo le arcate del palazzo Garofalo di via Napoli, palazzo Raffone di via Ponte Carolino, palazzo Iorio di via San Francesco d’Assisi, palazzo Delli Paoli di via Altomari, ed altri palazzi ed appartamenti della Maddaloni bene [Amedeo Barletta, Galantuomo, Omaggio, Iadevaia, Manfredonia, duca Tixon, Quintavalle, Ronzo, etc.] degli anni 60 e 70. Naturalmente è ancora possibile scovare in qualche scala interna o facciata di palazzo qualche nicchia con edicola a sua firma. Ma interessanti suoi opere e tecniche sono anche quelle di visagista (ha fatto degli auto ritratti) e di paesaggista.

 

Palazzo Garofalo di Maddaloni.

Lavorativamente dopo l’esperienza con il padre, la parentesi dal 1961 al 1963 in Sud Africa, e quindi la ripresa dell’attività di imbianchino decoratore dal 1970 al 1978 fu impiegato nella fabbrica Fiore oggi Firema di Marcianise dove faceva il letterista, cioè disegnava le targhe e le lettere sui vagoni dei treni, secondo qualcuno anche qualche paesaggio, e sicuramente in qualche vagone superstite ed ancora in giro potrebbe essere possibile trovare le sue realizzazioni. Nella fabbrica, dove inizialmente si recava in bici e poi in auto (comprata comunque nel 1966), si racconta abbia realizzato nella mensa un grande affresco dell’ultima cena, anch’esso andato perduto.

 

Nel frattempo però non lasciò l’impegno a Maddaloni dove comunque continuava con delle sue commissioni in particolare quelle dei cartelli dei negozi, e tra le antiche strade qualche rimasuglia delle sue decorazioni vi è ancora. Tra le altre si ricorda quella che realizzo alla farmacia, forse del dott. Zaza, esistente in piazza Umberto I° ove ora è la sede della ciclistica maddalonese.

Gino Santonastaso era anche un bravo calciatore e per un decennio o poco più ha fatto parte della US Cittadella, la squadra rionale di via Roma del quartiere Sant’Andrea che vedeva tra i principali animatori e per un periodo presidente il fotografo Michele Cicchella (per un approfondimento biografico del fotografo Michele Cicchella si veda sempre a firma dello scrivente Maddaloni ricorda il fotografo Michele Cicchella nel terzo anniversario della nascita al Cielo), grande amico di Santonastaso.

 

 

 

Secondo da destra Gino Santonastaso e quarto Cicchella, primo da destra il padre di Cicchella.

E fu proprio Cicchella presidente del comitato che nel 1976 decise di riprendere la tradizione della Festa della Madonna delle Grazie e la realizzazione di una tela, sulla base si presume del sottostante disegno, poi commissionata all’amico Gino.

Per tale evento vi fu una grande festa con tanto di messa celebrata da don Salvatore d’Angelo ed il comitato oltre alla famiglia Montuori ed agli amici di Antonio, fondatore del Club calcio ivi ancora esistente, e sostenitore anche della US Cittadella, vi erano Luigi Bove, Severino Bove, Luigi (Gino) Santonastaso, Antonio Cerreto (titolare “Bar Messico” del posto), Felice Mastroianni (della gioielleria Valenzana).

Gino con il tempo decide di mettere su famiglia a quando torna dal Sud Africa il 10 agosto 1963 decide di sposarsi e lo fa con il suo amore Michelina Buono, anche lei di Maddaloni da cui avranno quattro figli: Vincenza, Maria Rosaria, Caterina e Salvatore. Grandissimo matrimonio tenutosi nella chiesa della SS. Annunziata e con Buffet nei locali resi disponibili da don Salvatore d’Angelo all’interno della Fondazione[4].

Disponibilità data dal sacerdote ad un democristiano quale era Santonastaso anche se non si ricorda un impegno diretto vero e proprio, certamente era una persona di grande fede.

Padre e marito esemplare è ricordato dal suo figlioccio ed allievo Antonio Sollitto[5], di cui Gino oltre ad essere il cugino della madre è stato il padreno di Cresima, come una persona squisita e sempre disponibile. Lo stesso si ringrazia unitamente al figlio Salvatore per i contributi biografici ed i contributi fotografici.


[1] Nasce in una casa in via Appia, zona cittadella, per poi trasferirsi, una volta sposato, nell’allora via Campo Sportivo oggi via Francesco Mercorio dove resterà fino ai suoi ultimi giorni.

[2] In effetti si allontano da Maddaloni sia per il servizio di leva che per motivi di lavoro, infatti dal 1961 al 1963 è  stato in Sud Africa ed il suo lavoro consisteva nel dipingere carri carnevaleschi, però non avendo fortuna decise di ritornare a Maddaloni e riprendere l’attività di imbianchino decoratore e pittore su richiesta.

[3] Luigi è quello che si può definire figlio d’arte, ovvero riprende il caso in cui il discepolo supera il maestro. Ebbene si, Salvatore Santonastaso, il padre, era un imbianchino decoratore, piuttosto bravo, avente con una certa propensione artistica che in verità non ha sviluppato più di tanto, probabilmente avrà anche ritoccato e/o realizzato qualche immagine in edicole votive molto diffuse nel territorio maddalonese da tre secoli ad oggi. Una vena artistica che però ha passato al figlio Luigi il quale già all’età di 5/6 anni, nel mentre frequentava i primi anni della Scuola Elementare del complesso Scolastico “Luigi Settembrini” era stato notato e valorizzato per la sua bravura nel disegno e quando per le esigenze economiche Luigi dovette lasciare gli studi per supportare il padre nel suo lavoro di imbianchino e decoratore a poche valsero le richieste del Maestro di convincere il genitore a fargli continuare gli studi dato il talento artistico che di certo lo avrebbe portato a farsi strada. Il suo Maestro era il prof. Luigi Giannini, anch’esso pittore maddalonese ed amico in comune, con tempo, del Maestro Crescenzo Del Vecchio Berlingieri.

[4] In effetti, la facciata del palazzo della Fondazione che si erge su via Capillo e su piazza della vittoria aveva una scala d’accesso che conduceva ad un grande locale posto al primo piano del palazzo e qui si era soliti organizzare buffet di matrimonio con la disponibilità del sacerdote. Qui tradizione vuole che si organizzassero anche dei MakP.

[5] Antonio Sollitto nasce a Maddaloni il 27 agosto 1947 da Vincenzo (n. 20/03/1913 – m. 26/03/1995) e Maria Savastano (n. 03/06/1926 – m. 04/03/2006) , primo di cinque figli (Antonio, Michele, Mario, Maria Rosaria ed Anna), dopo la scuola elementare presso la “Luigi Settembrini” si iscrive alla scuola avviamento posta nel palazzo oggi appartenente alla Fondazione del Villaggio dei Ragazzi “don Salvatore d’Angelo” con ingresso dal lato dell’attuale piazza don Salvatore d’Angelo grosso modo all’altezza dell’ingresso del Museo delle Ceri.

Conosce Gino negli anni ‘59/’60 diventandone allievo, salvo per il periodo di assenza dal ‘61/’63 allorquando Luigi (Gino) Santonastaso è in Sud Africa. Sarà suo collega anche alla Fiore/Firema dove però Sollitto andrà in pensione (essendo entrato nel 1973) nel 2001. Sollitto, appassionato del calcio maddalonese, è una figura centrale nella conoscenza di Gino Santonastaso essendo stato suo collaboratore e preparatore delle pareti e dei soffitti su cui Santonastaso realizzava le sue opere. Sollitto si sposerà il 6 luglio 1974 con Giovanna di Nuzzo (Maddaloni 5 febbraio 1953) e dal loro matrimonio nasceranno Vincenzo, Marilena ed Ilaria. Attualmente Sollitto collabora con l’Associazione Spazio Verde che dal 2015 ha ripreso la organizzazione della festa della Madonna delle Grazie e con la prima edizione è stato ricordato ed onorata la memoria con una targa la figura di Gino Santonastaso consegnata alla consorte dell’artista.