Maddaloni, dal 30 maggio c’è piazza don Salvatore d’Angelo nel ricordo della nascita al Cielo

MADDALONI (Caserta) – Ebbene si anche Maddaloni, dopo Caserta, ha dedicato una arteria stradale, una piazza nello specifico, a don Salvatore d’Angelo (Maddaloni 25 gennaio 1920 – 30 maggio 2000) come già anticipato ai nostri lettori (Maddaloni, lunedì 30 maggio 2016 don Salvatore D’Angelo avrà una piazza intitolata nella sua città).

L’evento si è svolto il 30 maggio 2016 di mattina, nel giorno del ricordo del sedicesimo anniversario della nascita al cielo di don Salvatore d’Angelo, fondatore del “Villaggio dei Ragazzi”. L’occasione ha avuto un duplice significato: da un lato reso onore, seppur in ritardo, alla memoria di chi ha fatto tanto per Maddaloni… ma si sa chi fa tanto è voluto bene o no!  – Ed in base a questo, e per le volontà politiche, si delineano i tempi dei legittimi riconoscimenti. –  Dall’altro dimostrare che l’opera maggiore del sacerdote maddalonese e viva ed è in corsa per recuperare l’immagine compromessa dal disagio economico e dalle vicende amministrative e ne è la dimostrazione un servizio televisivo andato in onda nel Tg3 Campania alle ore 14 del 31 maggio 2016.

Circa la dedicazione della piazza ed i potenziali ritardi ad essa riferibili, ricorda Francesco Russo uno degli ex allievi del Villaggio dei Ragazzi, su facebook nel gruppo “ex allievi del villaggio dei ragazzi anni 60 70”, ed altri, che la raccolta di firme (regolarmente protocollate presso la Casa comunale) per l’intitolazione di un luogo a don Salvatore d’Angelo risale al 2010 al tempo dell’amministrazione guidata dal Sindaco Antonio Cerreto. Ed ancora sarà il ritardo della dedicazione maddalonese a “muovere” l’altro ex allievo mons. Pietro Farina (Vescovo di Caserta) a dedicare la sua ultima uscita pubblica e le sue ultime forze nel giugno 2013 a che si dedicasse un luogo alla memoria del sacerdote maddalonese in Caserta.

Dunque, venendo al giorno tanto atteso del 30 maggio 2016, va detto che una folla di cittadini, studenti ed ex studenti, a,mici e simpatizzanti, e forse anche meno, del sacerdote maddalonesi erano riversati verso le ore 10 nella già piazza d’Armi, piazza Mercato, poi piazza della Pace e da quel giorno Piazza don Salvatore d’Angelo.

 

Non poteva mancare la Banda voluta fin dalla seconda metà degli anni ’40 da don Salvatore d’Angelo quale organo funzionale alla vita della sua casa del Fanciullo poi Villaggio dei Ragazzi. Una Banda che ha dato lustro per tanti decenni a Maddaloni ed al “Villaggio” grazie alle direzioni di Renga, Benincasa, D’Angelo e Silvestro ovvero ai Maestri incaricati direttamente dal sacerdote a cui poi si sono succeduti altri da iniziare dalla coppia Fiorinelli-Lasco. La Banda ha accompagnato le autorità nella inaugurazione, nel deposito dell’omaggio floreale al milite ignoto e dell’omaggio floreale alla statua di don Salvatore d’Angelo posta all’interno del cortile grande della Fondazione maddalonese.

E la Banda e la cittadinanza ha assistito alla inaugurazione della Piazza don Salvatore d’Angelo alla presenza del Commissario Straordinario del Comune di Maddaloni, dott. Samuele De Lucia, del Commissario Straordinario della Fondazione, Generale Giuseppe Alineri, di Mons. Giovanni Vella, Vicario Generale della Curia di Caserta, della Dott. ssa Rosanna Romano, Dirigente Politiche Sociali della Regione Campania delegata, per l’occasione, dall’Assessore alle Politiche Sociali della Giunta De Luca, Prof.ssa Lucia Fortini e di altre autorità civili e militari, si è inaugurata, per effetto della Delibera di Giunta Comunale n. 182/2014, Piazza Don Salvatore d’Angelo (ex Piazza della Pace), sacerdote-fondatore del Villaggio dei Ragazzi. Tra le altre personalità si sono notati i parenti del sacerdote tra cui l’ex sindaco ed erede spirituale Francesco d’Angelo e la cugina Teresa d’Angelo ed altri familiari. Lo speaker della manifestazione è stato Vincenzo Lombardi dell’Ufficio Stampa della Fondazione Villaggio dei Ragazzi “don Salvatore d’Angelo” ed ancora ha rappresentato l’associazione ex allievi (e tra i tanti si è notata anche la figura di Michele Zimbardi tra i primi ospiti di don Salvatore e collante dei tanti associati) il prof. Francesco Caserta che ha delineato ottimamente la figura di don Salvatore d’Angelo, aggiungendo anche delle idee proposte per ricordare la figura del sacerdote educatore anche in relazione al legame con il protettore del “Villaggio” San Giovanni Bosco ed ancora don Lorenzo Milani figura di sacerdote molto vicina per metodologia all’esperienza di don Salvatore d’Angelo, magari con un convegno. Gli Ex allievi hanno desiderato in esito alla inaugurazione fare una foto di gruppo con il Commissario Straordinario della Fondazione, Generale Giuseppe Alineri.

Dunque una piazza piena con diverse centinaia di persone commosse ed emozionate hanno partecipato alla cerimonia insieme con cittadini, studenti, ex allievi, autorità militari e religiose. Non è mancata la presenza di esponenti politici tra cui quella del consigliere regionale on. Zinzi. Si è notata la rappresentanza anche di diverse organizzazioni di militari in concedo ed ancora della presidenza provinciale dell’A.N.M.I.G. e Fondazione ed unitamente al Corpo dei Vigili urbani quella della Protezione Civile.

 

È stato, dunque, questo sicuramente un riconoscimento significativo al lavoro costante e assiduo del sacerdote-fondatore dell’Opera maddalonese impegnato, fin dal 1946 (con i campi estivi), a favorire l’integrazione sociale dei giovani meno abbienti e a sostenere i loro percorsi in contesti molto difficili.

 

 

In occasione di tale evento, il Generale Giuseppe Alineri, Commissario Straordinario dell’Ente calatino, ha dichiarato: “E’ questo un evento importante perché la Città di Maddaloni, amatissima da Don Salvatore, gli rende onore commemorandone la memoria dedicandogli una Piazza tanto importante proprio perché così attigua al Villaggio”. “Un Villaggio – conclude il Commissario Alineri – martoriato nel tempo da troppi eventi e troppi uomini che lo hanno  minato al punto da lasciarlo agonizzante e sull’orlo di un abisso dal quale il ritorno sarebbe impossibile se non fosse rimasto lo spirito nei suoi ragazzi di allora e di oggi: quello spirito che ci consente di dire che la Fondazione, nonostante la permanente drammaticità della situazione, è ancora pienamente operante ed ancora continua a mietere successi anche fuori dal nostro Paese”.

 

 

La Cerimonia (che nel corso della giornata ha visto degli ospiti della fondazione rindossare la divisa ufficiale come consuetudine d’un tempo passato per onorare il sacerdote nei picchetti) di inaugurazione di Piazza Don Salvatore d’Angelo è stata, altresì, caratterizzata da molti  momenti toccanti, quali: la deposizione della Corona di Alloro ai piedi della statua di Don Salvatore, ubicata all’interno dell’ente maddalonese, da parte della Banda Musicale “Villaggio dei Ragazzi”; la deposizione della Corona di Alloro da parte della Fondazione maddalonese ai piedi del Monumento dei Caduti di Piazza della Vittoria ed ancora la recita della Preghiera del “Villaggio” (in piazza) da parte di una studentessa del Liceo Linguistico. Come su richiamato il momento musicale di grande intensità offerto dalla Banda del Villaggio ha fatto da cornice.

 

 

La giornata dedicata alla memoria del sacerdote maddalonese si è poi conclusa nel pomeriggio allorquando, in occasione del 16 anniversario della nascita al Cielo, si è celebrata la Santa Messa presieduta dal Rettore della Basilica Pontificia Minore del Corpus Domini e parroco di Sant’Aniello Abate, don Carmine Ventrone, nella Chiesa di Santa Maria della Pace, ubicata all’interno Villaggio. A concelebrare sono stati don Stefano Tagliaferro (presente in piazza di mattina con don Giovanni Vella), anche lui tra i primi ospiti del “Villaggio” e don Antonio Traviso neo sacerdote maddalonese, oltre all’accolito Francesco Russo.

 

Presenti nei diversi momenti le rappresentanze degli indirizzi scolastici della Fondazione i presidi D’Onofrio e Petrone.

Per i contributi fotografici si veda anche https://www.facebook.com/donsalvatoredangelo/.

 

 

Cerchiamo di ricordare chi era don Salvatore d’Angelo….

Don Salvatore d’Angelo (Maddaloni 25 gennaio 1920 – 30 maggio 2000) da Domenico (Maddaloni 20 novembre 1887 – 29 dicembre 1980) e Tedesco Teresa (Maddaloni 16 novembre 1889 – 26 gennaio 1970), dalla cui unione nasceranno Antonio (1914), Giuseppina (1917), Salvatore (1920), Francesco (1922) Giuseppe (1925). Tra i fratelli e le sorelle del padre, va sottolineata la presenza di due sorelle Maria e Rosa che avranno, direttamente e indirettamente un ruolo nella crescita, formazione e Opera di don Salvatore. La prima sostenendolo negli studi e la seconda con la figlia Rosa e le nipoti Elena e Maria (Marietta) accudendolo e affiancandolo fino alla morte.

Salvatore nasce e cresce a via Troiani, quartiere Pignataro, si forma presso la comunità parrocchiale di San Benedetto Abate, curata da don Giuseppe Santonastaso. Questi fu la prima guida spirituale di Salvatore e inarrestabile animatore e attrattore dell’infanzia del posto propositivo delle attività oratoriali sull’insegnamento di don Bosco che sarà di Salvatore suo protettore e protettore dei suoi fanciulli.

Salvatore frequenta la scuola elementari “L. Settembrini” di via Roma e tra i 7-8 anni, avviato il percorso di discernimento con don Giuseppe Santonastaso, invogliato dalla famiglia per la quale era un onore e prestigio avere un sacerdote in famiglia, va al Seminario di Caserta dove conclude gli anni della scuola elementare. Data la sua attitudine allo studio avrà la possibilità di seguire gli stessi passando al Seminario di Benevento per la scuola media.

Da aneddoti raccontati dallo stesso don Salvatore d’Angelo, sembra che, ancora nell’età del discernimento prima dell’ingresso nel Seminario di Caserta, il Cardinale Luigi Maglione, (Casoria 2 marzo 1877 –22 agosto 1944), poi anche Segretario di Stato del Vaticano, di passaggio per Maddaloni ha un problema con la ruota della carrozza e il suo cocchiere viene indirizzato nel cortile dove vive la famiglia d’Angelo dove un artigiano sistemerà il mezzo consentendogli di ripartire forse alla volta di Roma. Qui, raccontava l’interessato, fu preso a cuore dal prelato che lo seguì fino a consentirgli il privilegio di accedere al Seminario e alle scuole d’elite romane.

Dopo il ciclo di studi a Benevento passò a Roma (Seminario Francese) per il Ginnasio Liceo. Si badi che don Salvatore non ha mai studiato in Seminario o presso Università Teologiche in Napoli, come è stato abbondantemente chiarito nel corso dello studio biografico a firma dello scrivente sul sacerdote dalle pagine di questa testata giornalistica.

Foto che riprendono un estratto dell’opuscolo di Inizio ministero sacerdotale di don Salvatore d’Angelo. L’originale è in possesso di Maria (Marietta) Lombardi a cui giunse dal sacerdote quale omaggio del ricordo del Sacramento dell’Eucarestia che la stessa ha professato e ricevuto con la Prima Messa di don Salvatore d’Angelo a Maddaloni nella chiesa oggi parrocchiale di Maria Immacolata, già detta dei Cappuccini in via Roma a Maddaloni.

A Roma vi rimase otto anni e più giungendo così a conseguire la Licenza in Sacra Teologia presso la Università Gregoriana, mentre dopo l’ordinazione sacerdotale conseguirà il titolo di Baccelliere in Utroque Jure presso la Pontificia Università Lateranese.

Tutto il percorso fu sostenuto dalla famiglia (oltre alle zie si sottolinea l’apporto economico del fratello Antonio) che da sempre ha fatto proprio il passo biblico «Vi è più gioia nel dare che nel ricevere!» (At 20,35). Salvatore lo fece proprio al punto da essere considerato un precursore italiano del Fundraising. Lo spirito e il ruolo della famiglia per Salvatore e poi don Salvatore resterà sempre lo stesso, la famiglia deve essere funzionale alla sua missione, prima quella sacerdotale, e dopo questo scoglio, quella della Casa del Fanciullo/Villaggio dei Ragazzi. E così è stato. La famiglia doveva dare senza ricevere, del resto anche nei suoi testamenti chiarirà lui stesso come alla famiglia ha chiesto senza dare e nulla doveva essere riconosciuto. Si ricorda, ad esempio, che per la famiglia erano riservate le preoccupazioni umane di quanto era sofferente, non solo fisicamente, e perché magari qualcosa non andava alla Casa/Villaggio: di sovente mancavano soldi. Don Salvatore alla famiglia chiede di mettere in pratica il suo motto: “Non chiedere mai, ma dona. Dona agli altri la gioia di dare”.

Foto storica degli ambienti del Villaggio dei Ragazzi.

Salvatore a Roma frequenterà gli ambienti del Partito Popolare di do Luigi Sturzo e lo stesso sacerdote. Sarà attivo negli ambienti romani, cosa che gli consentirà di avere continui contatti, tra gli altri, con Alcide De Gasperi e Aldo Moro, oltre che l’amico storico Giulio Andreotti. In quegli anni frequenta in Vaticano il corso di biblioteconomia tenuto da De Gasperi e di cui è allievo anche Giulio Andreotti.

In quegli anni collaborerà con la Fuci con la presidenza di Aldo Moro proposto da don Giovanni Battista Montini (Paolo VI) assistente spirituale del sodalizio, a cui successe l’amico comune Giulio Andreotti. Furono questi gli anni in cui si andavano meglio consolidando i rapporti tra don Salvatore e le persone che nel tempo hanno ricoperto i più alti incarichi vaticani.

Altro luogo di incontro che gli favorì il consolidamento dei rapporti nonché l’inserimento nell’ambiente partigiano, della cui realtà fu componente con tanto di tessera fu quello dell’ICAS cioè dell’Istituto Cattolico di Attività sociale riorganizzato da don Giovanni Battista Montini su richiesta probabilmente di mons. Eugenio Maria Giuseppe Giovanni Pacelli, dal 1939 noto con il nome di Pio XII. In questo contesto si darà vita anche all’Associazioni cattoliche dei lavoratori italiani (Acli).

Foto storica degli ambienti del Villaggio dei Ragazzi.

Oltre che Montini, anche Pacelli, alias Pio XII conosceva Salvatore, se non altro per il suo impegno all’interno dei movimenti, di cui sopra, per la guida e l’istruzione dei cattolici. Pio XII ebbe Salvatore, poi don Salvatore d’Angelo come ospite, sia prima che dopo l’ordinazione. Il seminarista prima e il novello sacerdote, dopo, era di casa in Vaticano, e tanti, ad iniziare da quello che poi fu il Cardinale Giovanni Benelli (suo principale riferimento vaticano e spirituale), suoi compagni di studio lo accoglievano e sostenevano, così come sostennero la Casa del Fanciullo poi Villaggio. In questo ambiente dell’ICAS come nell’ambiente dei Paolini Salvatore si faceva apprezzare e consolidava rapporti e amicizie sincere.

Fotogramma del video proiettato nel Villaggio dei Ragazzi in occasione dell’80° compleanno di don Salvatore d’Angelo.

Pio XII si attivava di sovente con Suor Pascalina Lehnert, suora tedesca sua assistente, perché ai fanciulli dell’amico sacerdote maddalonese arrivasse il necessario. In quegli anni don Salvatore accedeva liberamente nel territorio vaticano e spesso acquistava presso la farmacia di quello Stato, a proprie spese ogni sorta di medicinale per i bisognosi maddalonesi e non che necessitavano dei farmaci, spesso introvabili altrove.

Fotogramma del video proiettato nel Villaggio dei Ragazzi in occasione dell’80° compleanno di don Salvatore d’Angelo.
Il tema del fratello di altra Fede è sempre impresso a Salvatore al punto che, avendo preso l’abitudine nel corso del tempo di omaggiare i consiglieri comunali di Maddaloni con delle opere, in occasioni come Natale e Pasqua, ci ritroviamo a vedere come testi regalati, oltre la Bibbia e la Divina Commedia, il Corano, e altri volumi di religione non cristiana. Ciò perché, come ricorda il nipote Francesco d’Angelo (suo erede spirituale con le sorelle Elena e Maria Lombardi), per lui l’uomo è uomo per cui non gli interessava la fede religiosa o l’appartenenza politica, e più era nel bisogno più era cosa sua l’interessamento per le sue sorti. Don Salvatore, dunque, un ecumenico e sostenitore del dialogo interreligioso, avendo, tra l’altro, nel tempo avuto modo di ospitare fanciulli di altre culture (albanesi, africani, etc) e qui rispettandovi le regole del culto di appartenenza. A ciò si ricollega l’estate del 1988 allorquando in Italia si ospitò un congruo numero di minori libanesi, parte alla cura del Villaggio dei Ragazzi. Sul finire di detta estate nella Colonia del Villaggio dei Ragazzi, in Torre Pedrera (Rimini), fu fatta una messa “interreligiosa” testimonianze stampa e fotografiche ricordano l’evento e don Salvatore ne fu l’artefice. Circa questo tema e la sua apertura mentale è da considerarsi la grande attualità del sacerdote che negli ultimi anni di vita mise a disposizione dell’Amministrazione Provinciale di Caserta la sede di Villa Santamaria, in Maddaloni e di proprietà del Villaggio dei Ragazzi, quale Osservatorio Islamico, la cui gestione fu affidata all’Istituto Universitario Orientale di Napoli.

Parlare dell’Università porta alla memoria come lo stesso sacerdote, si sia battuto, tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, perché la Seconda Università di Napoli avesse sede a Maddaloni presso il Villaggio e il Rettorato nel Convitto Nazionale “Giordano Bruno”. Il suo rammarico sarà evidente in una pubblicazione documentale del settembre 1992.

Ed ancora si ricordano le iniziative a favore della localizzazione del CIRA a Maddaloni, anziché a Capua, cosa iniziale prevista e poi, sembrerebbe per ragioni politiche, non concretizzatasi. In tal ottica si vedano anche gli indirizzi di studi, per primi in assoluto nel territorio, di tipo aereonautico, che ha introdotto la sua Fondazione maddalonese.

Collegato al CIRA, almeno negli ultimi mesi, è il MaCriCo di Caserta, altra monumentale opera che don Salvatore, nel corso della sua lunga presidenza dell’Istituto Sostentamento Clero della Diocesi di Caserta è riuscito a restituire a Diocesi e Città di Caserta. Nel corso della sua presidenza all’Istituto economico della Diocesi sono state inventariate le proprietà e messo realmente in ordine i conti. Ha ricoperto anche altri incarichi diocesani, come nell’ambito dei Beni Culturali, o foraniali quale vice parroco di San Benedetto.

Ultimo particolare sull’importanza dell’uomo, al di là dell’appartenenza religiosa e/o politica, è quello che lo vede il 28 novembre 1984 sottoscrivere il modello AIDO (Associazione Italiana Donatori di Organi) presso la sezione di Caserta.

Salvatore, è stato un partigiano e in questa ottica di attività partigiana si deve inquadrare l’incarico che ebbe di salvare Dino Grandi il quale teoricamente sarebbe dovuto restare a Maddaloni qualche giorno in più, ma accompagnando l’indomani mattina Salvatore a messa, presso la Chiesa del Corpo di Cristo, oggi Basilica Pontificia, Grandi fu riconosciuto dal farmacista Ferraro, fascista doc e non nuovo a questo tipo di segnalazioni, in piazza Santacroce, proveniente da via Troiani, dove alloggiò presso casa d’Angelo (ebbe per colazione due uova a occhio di bue preparate da Maria Tedesco, moglie del fratello Antonio), e quindi si dovette affrettare il trasporto stesso in mattinata a Napoli presso delle suore affinché poi potesse partire per salvarsi dal fascio.

In questo periodo di attività partigiana, allorquando andava dormine al Verano, cimitero di Roma, faceva da staffetta con Felice Manfredonia, altro maddalonese e primo segretario provinciale di Caserta della Democrazia Cristiana. Sappiamo, inoltre, che partecipò, alle Terme di Caracalla e nei pressi dell’Obelisco di Oxum e della Piramide di San Paolo, alle azioni studentesche antifasciste. In particolare le sue competenze riguardavano l’individuazione di sicure postazioni per gli uomini della resistenza o idonei nascondigli per i renitenti, nonché il reperimento e la distribuzione dei viveri tra quanti svolgevano il servizio di vedetta.

Don Salvatore, riferirà poi, che tra il 1939 e il 1944 ebbe modo di assistere con degli amici, tra cui Andreotti, Tupini, Dall’Oglio, Cingolani junior ed altri alle riunioni del costituendo Partito Popolare che vedevano il coinvolgimento di De Gasperi, Gonnella, Cingolani senior, Iervolino, Pastore, Grandi, Spataro, Gronchi ed altri oltre naturalmente, al rientro dall’esilio, di don Luigi Sturzo. Altri personaggi frequentati in quel periodo sono Moro, Cassiani, Segni, Rumor, Colombo, Zaccagnini, etc, diversi dei quali tra cui Moro e Zaccagnini poi ospiti alla sua Fondazione maddalonese. Si ricordi che per la sua azione e partecipazione, oltre a subire il fermo di polizia per un giorno intero, essendo parte attiva nella guerra di liberazione meritò l’iscrizione all’Associazione Partigiani d’Italia.

In queste peripezie e vicende di vita Salvatore giunge al sacerdozio che avverrà il 31 marzo 1945 a Roma, nella chiesa Cattedrale di Roma, ovvero Basilica Pontificia Maggiore di San Giovanni in Laterano. Qui per l’occasione interverranno de parenti maddalonesi tra cui Elena Lombardi quella cugina che lo assisterà per tutta la vita. La sua messa vedrà quale chierico Alcide De Gasperi.

A distanza di qualche giorno alla prima messa, del neo don Salvatore d’Angelo, celebrata a Maddaloni il 3 aprile 1945, nella chiesa dell’Immacolata Concezione, detta dei Cappuccini, intervengono gran parte dei colleghi del seminario francese e gli amici conosciuti durante la permanenza romana, tra i quali lo stesso Andreotti che gli fungerà da chierico.

A questo punto il novello don Salvatore decide di fermarsi per l’estate a Maddaloni, estate 1945, poco dopo sarà a Parigi dal Nunzio Apostolico Roncalli, poi San Giovanni XXIII, a fargli da segretario per un periodo.

Nei giorni successivi al sacerdozio “cominciò ad errare per le zone più misere della città, in cerca di un ‘fratello’ da sostenere, confortare, aiutare”, scriverà più tardi nel suo curriculum don Salvatore. Aggiungendo che “i giorni di vacanza furono brevi” ed ancora che dopo un “breve approcciò con ciò che gli uomini avevano a lui destinato, scoprì il diverso progetto di Dio, cui aderì con umiltà ed entusiasmo”.

Dalla suo curriculum, redatto ad inizia anni ’90,ancora, leggiamo “Scelse la sua città quale naturale campo d’azione del proprio apostolato. Il suo primo intervento operativo riguardo i gruppi giovani dell’Azione Cattolica e dei Boys Scouts, poi della classe lavoratrice, come assistente provinciale Acli”. Va aggiunto che ebbe un ruolo attivo nella tutela e valorizzazione della Donna supportando e favorendo lo sviluppo a Maddaloni del CIF.

“Successivamente – apprendiamo ancora dall’inedito curriculum – organizzò, con l’aiuto della POA e dell’AAI, colonie elioterapiche estive per i bambini bisognosi di Maddaloni”. Si consideri che in contemporanea campi estivi/colonie erano organizzate a cura dell’Associazione dei Combattenti presso l’Istituto “Luigi Settembrini” di via Roma dove, in occasione dei saggi, troviamo (lo dimostrano le testimonianze fotografiche) don Salvatore sul palco d’onore con le altre autorità. Molta importanza don Salvatore la ha riconosciuta allo Sport dalle mini olimpiadi all’Ospitare il Giro d’Italia ai campionati sportivi.

Da qui si andrà sviluppando la sua Opera più nota la Casa del Fanciullo, siamo nel 1947, poi Villaggio dei Ragazzi, dai calendari del 1951 già è in vigore la nuova denominazione, che sarà trasformata in Fondazione e quindi in Ente Morale.

Per completare questo momento storico, rispolverano le parole del curriculum, dallo stesso sacerdote dettato, si legge: “Il progetto di Dio divenne chiaro e categorico: salvare l’infanzia abbandonata”.

Si narra che don Salvatore abbia coniato l’espressione “blasfema” “l’ingratitudine umana è più grande della Misericordia di Dio.”, ebbene questa cosa non deve fare sfuggire quella che, appare dalle testimonianze ricevute in questi mesi, è stata invece la totale pro azione di misericordia in cui agiva il sacerdote.

Don Salvatore iscritto alla Democrazia Cristiana dal 1943, a svolto un’intensa attività politica nelle fila della Dc di Maddaloni: eletto consigliere comunale fin dal 1956 con larghissimi suffragi ricoprendo l’incarico di Assessore ai lavori Pubblici e Vice Sindaco (1957/61) adoperandosi per importanti opere come l’apertura della “face – Standard” a Maddaloni, l’apertura del nuovo Ufficio Postale ed altre opere infrastrutturali soprattutto nelle periferie. Ha concluso il suo impegno attivo negli anni novanta con la carica di segretario cittadino della DC. La vita politica è stata vissuta condividendo l’esperienza con l’Amico Giulio Andreotti presso cui teneva studio, per conto del Senatore, tutti i mercoledì a Roma.

I riconoscimenti ricevuti da don Salvatore sono tanti, e probabilmente i più cari a Lui sono quello meno “pomposi” e più intimi e segreti, però, cercando di voler offrire un quadro più lineare va ricordato che tra i riconoscimenti nazionali vi è nel 1961 a Milano la Stella della Bontà, nel 1962 a Roma la Medaglia d’oro e Diploma di 1° Classe per i benemeriti della Scuole, della Cultura e dell’Arte, e nello stesso anno la Medaglia d’Oro del Ministero della Difesa. Ed altri. A livello internazionale se ne ricordano due Americani: uno della National Italian American Foundation e l’altro è quello della Catholic University of America di Washington. Siamo a metà e fine anni ’90.

Don Salvatore nasce al Cielo verso l’ora di pranzo (era solito assaggiare ed era attento al vitto dei suoi fanciulli, prima del servizio mensa) del 30 maggio 2000, dopo aver festeggiato pochi mesi prima le 80 candeline. Per quanto non lo desiderasse in vita gli si dedicò un giorno di camera ardente nella Chiesa del suo Villaggio e all’alba del 1 giugno fu accompagnato al cimitero di Maddaloni dove riposa con i genitori e Padre Salvatore La Farina, assistente spirituale dei suoi ragazzi e figura molto cara a tutto il Villaggio.

È in corso un progetto conoscitivo su don Salvatore d’Angelo a cui è legata una Pagina Social “Don Salvatore d’Angelo”(https://www.facebook.com/donsalvatoredangelo  ), è attiva una mail per chi volesse partecipare portando le proprie testimonianze di vita, documentali e fotografiche ( ricordodidonsalvatore@gmail.com) ed ancora #ricordodidonsalvatore per circoscrivere e rintracciare le testimonianze su don Salvatore d’Angelo.

Fermoimmagine del Video dei funerali di don Salvatore d’Angelo. Forse ultima messa di prima comunione del medesimo maggio 2000 nella chiesa del Villaggio dei Ragazzi.

Lo studio vede l’aperiodica pubblicazione di contributi giornalistici per la conoscenza del sacerdote sulla testate web “L’Eco di Caserta” (www.ecodicaserta.it) i contributi di cui si consiglia la consultazione, a firma dello scrivente, sono: 1 – Maddaloni, ricordare don Salvatore d’Angelo a 15 anni dalla Nascita al Cielo… l’inizio(vedi articolo), 2 – Maddaloni, ricordare don Salvatore d’Angelo … continua il viaggio della conoscenza del sacerdote(vedi articolo), 3 – Maddaloni, ricordare don Salvatore d’Angelo … il Testamento del sacerdote(vedi articolo), 4 – Maddaloni, ricordare don Salvatore d’Angelo … testimonianza di Carlo Scalera(vedi articolo), 5 – Maddaloni, ricordare don Salvatore d’Angelo … testimonianza di Filippo Suppa(vedi articolo), 6- Maddaloni, ricordare don Salvatore d’Angelo … testimonianze in Radio il 27 giugno(vedi articolo), 7 – Maddaloni, entusiasmante puntata di “Dietro l’Angolo” nel ricordo di don Salvatore d’Angelo …(vedi articolo), 8 – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … testimonianza del nipote Franco d’Angelo(vedi articolo), 9  –Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … testimonianza di Donato Proto(vedi articolo), 10 – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … precursore del Fundraising(vedi articolo), 11 – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo …testimonianza di Antonio Pagliaro(vedi articolo), 12 – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … parla Vincenzo Santangelo(vedi articolo), 13 – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … il ricordo di Amedeo Marzaioli(vedi articolo), 14 – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … un pensiero alle Sig.re Paparelli e Danese(vedi articolo), 15 – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … nelle parole di Salvatore Renga(vedi articolo), 16 – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … nel racconto di Luca Ugo Tramontano(vedi articolo), 17 – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … nel racconto di Francesco Angioni jr(vedi articolo), 18 – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … al via il ‘Meeting per l’amicizia fra i popoli’ 2015(vedi articolo), 19 Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … con Mister Lombardi racconti, ricordi, vittorie e foto(vedi articolo), 20 – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … il racconto di Antonio Ciontoli(vedi articolo), 21 – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … nel racconto della prof.ssa Anna Giordano(vedi articolo), 22 –Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … nel racconto del dott. Salvatore Cardillo(vedi articolo) oltre naturalmente a una breve cronaca della Santa Messa in occasione dell’anniversario della Nascita al Cielo (vedi articolo). Si veda anche la voce “don Salvatore d’Angelo” nella miscellanea “chi è?” , III vol del 2015, a cura di Dea ONLUS, sempre a firma dello scrivente.

Di recente don Salvatore è stato ricordato in un convegno del 7 aprile 2016 nel Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” di Maddaloni (Maddaloni, Ricorda don Salvatore d’Angelo … al Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” il 7) ed ancora presso la Fondazione Villaggio dei Ragazzi “don Salvatore d’Angelo” il 7 maggio 2016 si è potuto assistere alla proiezione integrale del Film “Solo Dio mi fermerà”, presso la Sala Chollet, che racconta l’esperienza del sacerdote nel dar vita alla Casa del Fanciullo poi Villaggio dei Ragazzi.

Circa la fondazione dedicata al Sacerdote, che di certo non passa momenti economicamente felici, va detto che “oggi,laFondazione “Villaggio dei Ragazzi – Don Salvatore d’Angelo” è un Ente dotato di personalità giuridica di diritto privato nel rispetto della disciplina recata dal regolamento emanato con D.P.G.R.C n.619 del 22/09/2003 e dal regolamento n.2 del 22/2/2013, che con le sue scuole (Istituto Tecnico, Istituto Tecnico Aeronautico, Liceo Linguistico Europeo, Liceo Musicale e Coreutico, Istituto Professionale Alberghiero, Scuola Superiore Mediatori Linguistici) e con il suo sistema socio-assistenziale, basato sulla promozione della cultura del rispetto, sulla valorizzazione delle differenze e delle pari opportunità e sulla crescita del capitale sociale, interviene con azioni di inclusione sociale nei confronti di circa 650 giovani comunitari ed extracomunitari provenienti dalla intera regione Campania.

Fermoimmagine del Video dei funerali di don Salvatore d’Angelo. Forse ultima messa di prima comunione del medesimo maggio 2000 nella chiesa del Villaggio dei Ragazzi.

L’obiettivo del “Villaggio”, diventato nel tempo un imprescindibile supporto del sistema delle politiche sociali regionali, è quello di evitare ai “suoi giovani”, provenienti da ambienti sociali più disagiati, di cadere nel fenomeno della dispersione scolastica e nel rischio di coinvolgimento nel mondo della criminalità”.

A questo punto non bisogna fare altro che portarsi lunedì 30 maggio 2016 alle ore 10 nella già Piazza della Pace oggi Piazza don Salvatore d’Angelo per assistere all’importante inaugurazione e per chi volesse, a seguire, in occasione del 16° Anniversario della dipartita di Don Salvatore d’Angelo, alle ore 17.30, presso la Chiesa di Santa Maria della Pace, ubicata all’interno del cortile “Villaggio dei Ragazzi”, nella stessa chiesa in cui si celebrarono i funerali il 1 giugno 2000, sarà celebrata una Santa Messa.

Fermoimmagine del Video dei funerali di don Salvatore d’Angelo. Sequenza del 1 giugno 2000 con Donato Proto che si avvia ad entrare nel carro funebre, e con lo stesso giunge al Cimitero di Maddaloni dove P. Giovanni Izzo benedice la salma del sacerdote..