Napoli, un “Gran Food” per la Campania, tra arte e sapori

NAPOLI – Se leggi le sue brevi note biografiche non può non colpirti che accanto all’esperienza professionale sbocciata, dopo la laurea in Legge, alla fine degli anni Ottanta e cresciuta nei quotidiani napoletani fino alla fondazione del giornale on line “Napoli post” Elisabetta Donadono aggiunge “è asaltsaggiatore di olio d’oliva vergine”.  Come dire che ogni passione la vive fino in fondo e soprattutto cercando di capire la vera natura delle cose.  Aggiungiamo un pizzico di fantasia,  tanta curiosità e un approccio a qualsiasi cosa di cui scrive scrupoloso, mai scontato. Questo è il metodo di lavoro di una giornalista, affascinata oltre che dalle parole dalla bellezza dei luoghi e dei monumenti e un po’ stregata anche dalla cucina.

Tutto questo è il retroscena del suo libro “Gran Food” che oggi, nella suggestiva cornice della Cappella Real Monte Manso di Scala, in via Nilo 34 a Napoli, Elisabetta Donadono ha presentato con Luciano Garella , soprintendente Belle Arti e Paesaggio per Comune e Provincia di Napoli, con il professore Alessandro Ippoliti, dell’Università degli Studi di Ferrara, con Aldo Putignano, direttore della casa editrice Homo Scrivens, e Augusto Cattaneo, Governatore Decano del Real Monte Manso di Scala. Ha moderato l’incontro il giornalista de Il Mattino,  Giuseppe Crimaldi.

alt Il libro della Donadono – presentato dai relatori come un piccolo saggio di arte e di storia – ci dà una mano non soltanto a scoprire il passato, ma ad acquisire uno sguardo diverso, positivo, capace di apprezzare ciò che ci circonda. E lo fa con uno stile semplice, scorrevole e comunicativo.

Dedicato al papà Silvio che – ha ricordato l’autrice – quando la mamma preparava un buon piatto esclamava “bello!”, “Gran Food” viaggio attraverso percorsi di “gastronomia artistica in Campania”, vuole “raccontare il lato bello, buono, positivo” della nostra Campania. Gli occhi si stupiscono di fronte alla bellezza del luogo e il gusto di appaga con il sapore ad esso legato.  Da Napoli a Caserta, da Avellino a Benevento, da Padula a Pompei: un chiostro, un castello, una fontana, una reggia….Cosa si cucinava in questi luoghi? Dopo un lungo periodo di studi, ricerche, sopralluoghi (l’idea del libro nacque nel 2012) Elisabetta Donadono approda alle ricette. Il resto è escamotage di scrittura. La “voce” narrante non è quella di Elisabetta, ma di un protagonista che si rivelerà solo alla fine.

Stefania De Bonis