MADDALONI (Caserta) – Si è tenuto sabato 9 aprile 2016 il penultimo incontro del “Forum sulle religioni” – “In dialogo per la pace: verso una fraternità universale” a cura del Centro Studi Francescani per il Dialogo interreligioso e le Culture di Maddaloni, diretto da p. Edoardo Scognamiglio.

Il prossimo sabato 16 aprile 2016 si terrà l’incontro conclusivo con il tema Lo “spirito di Assisi” e la profezia della pace con un ospite relatore d’eccezione il Prof. Enzo Greco, Diocesi di Terni.

Tornando al tema . «La terra non è che un solo Paese e il genere umano i suoi cittadini». – Dialogo e pace nella religione Bahai – che è stato trattato il 9 aprile 2016 da Neissan Parsa va ricordato come l’incontro è stato introdotto da p Edoardo Scognamiglio il quale ha contestualizzato il tema e l’ospite nell’ambito del Forum.

A seguire l’intervento di Neissan Parsa il quale ha prima motivato il perché del titolo e poi la relazione e connessione con la religione Bahai.
Da qui è partita la presentazione del fondatore Bahá’u’lláh vissuto tra il 1817 ed il 1892 in Iran.
La platea, ricca di partecipazione liceale, ha appreso come il fondatore era il figlio di un Visir e rinunciando al governo diede scandalo ed in parte, per le sue scelte fu perseguitato. Intanto era già noto come il principe dei poveri.
Seguendo un movimento per l’attesa del Messia sarà esiliato e quindi la platea ha appreso le sue peripezie.

Si è appreso come dal 1853 al 1863 sarà a Bagdad è attorniato da seguaci e nel mentre scrive testi mistici.
La presentazione della religione è stata molto dettagliata trattandosi di fondazione recente.
In questi anni scriverà ai maggiori governanti del Mondo in cui spiega i modi per condividere i regni e le basi per una pace prospera.


Nel 1868 parla della creazione di una vasta assemblea di tutti i popoli per la Grande Pace mondiale fra gli uomini.
La fede si base su tre principi che se condivisi nelle altre religioni comportano l’accettazione dei precetti di questi. I tre principi sono unità ed unicità di Dio, unità delle Religioni ed unità del genere umano.
Da qui c’è una unità di veduta con le religioni che seguono il percorso verso l’unico Dio, come quella cristiana.


Infatti, si è appreso che, oltre ai testi del fondatore, come meditazione usano anche la Bibbia e recitano tranquillamente il Padre Nostro.
Nella propria esperienza di vita i fedeli Bahai, 5 milioni nel mondo e 3 mila in Italia e poche decine in Caserta, seguono precetti di vita individuale e di vita collettiva.


Si è parlato della loro organizzazione, priva di sacerdoti, e del calendario che va da marzo a marzo.

Nel corso dell’ampio dibattito si è parlato del ruolo che riveste Gesù nella nuova religione.
Molto partecipata è stato l’emozione allorquando si è parlato delle persecuzioni subite soprattutto dopo la rivoluzione islamica.
Alla fine il relatore ha elencato i sette aspetti di base per la diffusione della Pace.

Intanto l’appuntamento è per sabato 16 aprile 2016 con il tema: Lo “spirito di Assisi” e la profezia della pace, relatore il Prof. Enzo Greco, Diocesi di Terni.
Il dialogo tra le religioni è una risorsa per le nostre città: perché ci permette, nel rispetto della propria identità, di scoprire la bellezza di ogni esperienza di fede e di lavorare assieme per la pace, la giustizia, il bene comune, la salvaguardia del creato. Dove c’è dialogo c’è speranza, ci sono volti che s’incontrano, comunità e popoli che provano a camminare assieme, ad accogliersi, a sostenersi, condividendo sogni, speranze, progetti, attese e problemi che affliggono i più deboli ed emarginati. La formazione al rispetto delle alterità, alla conoscenza delle religioni, è un bene prezioso per le nuove generazioni che saranno sempre più interetniche e interreligiose. Educare e formare al dialogo per la pace vuol dire, secondo la bella e profetica intuizione di Giovanni Paolo II e già dei padri del Concilio ecumenico Vaticano II, costruire un mondo migliore, una fraternità universale, ove uomini e donne, adulti, bambini e anziani, giovani e adolescenti, si riconoscono figli e figlie di un solo Padre che è nei cieli.
Il forum si muove in questa prospettiva, secondo lo “Spirito di Assisi”, ossia l’intuizione geniale di san Francesco d’Assisi che inaugurò la terza via, quella del dialogo, del confronto sereno con il Sultano d’Egitto. Se la prima via, infatti, fu quella dell’emarginazione e del distacco – l’altro c’è ma non lo tollero e resta a lunga distanza da me –, e la seconda fu ancora più tragica – l’altro c’è come nemico e devo eliminarlo –, la terza via conduce alla pace, all’accoglienza, alla fraternità. Le comunità religiose possono fare molto anche per fermare la violenza, contribuendo al rispetto della libertà religiosa e alla difesa della dignità di ogni persona.
Il Concilio ecumenico Vaticano II afferma che «gli uomini attendono dalle varie religioni la risposta ai reconditi enigmi della condizione umana, che ieri come oggi turbano profondamente il cuore dell’uomo: la natura dell’uomo, il senso e il fine della nostra vita, il bene e il peccato, l’origine e lo scopo del dolore, la via per raggiungere la vera felicità, la morte, il giudizio e la sanzione dopo la morte, infine l’ultimo e ineffabile mistero che circonda la nostra esistenza, donde noi traiamo la nostra origine e verso cui tendiamo […]. Non possiamo invocare Dio come Padre di tutti gli uomini, se ci rifiutiamo di comportarci da fratelli verso alcuni tra gli uomini che sono creati ad immagine di Dio. L’atteggiamento dell’uomo verso Dio Padre e quello dell’uomo verso gli altri uomini suoi fratelli sono talmente connessi che la Scrittura dice: “Chi non ama, non conosce Dio” (1Gv 4,8)»: (Concilio ecumenico Vaticano II, Dichiarazione conciliare Nostra aetate [26-10-1965], nn. 1; 5). Certamente, il dialogo è possibile salvaguardando la propria identità, nel rispetto di ogni alterità a confronto. Papa Francesco lo ha ben spiegato: «Non si può dialogare se non si parte dalla propria identità. Senza identità non può esistere dialogo. Sarebbe un dialogo fantasma, un dialogo sull’aria: non serve. Ognuno di noi ha la propria identità religiosa, è fedele a quella […]. Partiamo ciascuno dalla propria identità, non facendo finta di averne un’altra, perché non serve e non aiuta ed è relativismo. Quello che ci accomuna è la strada della vita, è la buona volontà di partire dalla propria identità per fare il bene ai fratelli e alle sorelle. Fare del bene! E così, come fratelli camminiamo insieme. Ognuno di noi offre la testimonianza della propria identità all’altro e dialoga con l’altro. Poi il dialogo può andare più avanti su questioni teologiche, ma quello che è più importante e bello è camminare insieme senza tradire la propria identità, senza mascherarla, senza ipocrisia. A me fa bene pensare questo»: (Francesco, Discorso ai leaders delle altre religioni [Tirana, 21-9-2014]).
Il forum è stato di 30 ore ed ha previsto incontri frontali e approfondimenti personali e laboratori di ricerca in gruppo. Si è svolto di sabato pomeriggio (dalle ore 17 alle ore 18.30) presso la sala del Centro Studi Francescani di Maddaloni (Ce).
Per partecipare al Forum bisogna rivolgersi alla Segreteria del Centro Studi Francescani per il Dialogo interreligioso e le Culture di Maddaloni sita presso la Chiesa S. Francesco d’Assisi, in Via San Francesco d’Assisi, n. 117, oppure venire direttamente presso tale sede alle ore 17 del giorno 16 aprile 2016 o serversi di questi recapiti: 3472968637; edosc@libero.it; o consultando il portalewww.centrostudifrancescani.it.
