MADDALONI (Caserta) – Buon Natale! Ebbene sì Buon Natale, buona giornata della Nascita del Salvatore a tutti, con il ricordo di due Salvatore: il sacerdote e l’amico Sindaco.
Ho deciso di augurare a tutti un Felice giorno di Festa riproponendo, a posteriori, il ricordo che Salvatore Cardillo[1] fa di don Salvatore d’Angelo.
Come di consueto, per chi si approccia solo ora a questo progetto di conoscenza cronistoria di Salvatore, e poi don Salvatore d’Angelo, si rimanda ai precedenti contributi (anticipazioni – vedi articolo), a puntate che sono: 1 – Maddaloni, ricordare don Salvatore d’Angelo a 15 anni dalla Nascita al Cielo… l’inizio (vedi articolo), 2 – Maddaloni, ricordare don Salvatore d’Angelo … continua il viaggio della conoscenza del sacerdote (vedi articolo), 3 – Maddaloni, ricordare don Salvatore d’Angelo … il Testamento del sacerdote (vedi articolo), 4 – Maddaloni, ricordare don Salvatore d’Angelo … testimonianza di Carlo Scalera (vedi articolo), 5 – Maddaloni, ricordare don Salvatore d’Angelo … testimonianza di Filippo Suppa (vedi articolo), 6- Maddaloni, ricordare don Salvatore d’Angelo … testimonianze in Radio il 27 giugno (vedi articolo), 7 – Maddaloni, entusiasmante puntata di “Dietro l’Angolo” nel ricordo di don Salvatore d’Angelo … (vedi articolo), 8 – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … testimonianza del nipote Franco d’Angelo (vedi articolo), 9 –Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … testimonianza di Donato Proto (vedi articolo), 10 – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … precursore del Fundraising (vedi articolo), 11 – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo …testimonianza di Antonio Pagliaro (vedi articolo), 12 – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … parla Vincenzo Santangelo (vedi articolo), 13 – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … il ricordo di Amedeo Marzaioli (vedi articolo), 14 – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … un pensiero alle Sig.re Paparelli e Danese (vedi articolo), 15 – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … nelle parole di Salvatore Renga (vedi articolo), 16 – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … nel racconto di Luca Ugo Tramontano (vedi articolo), 17 – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … nel racconto di Francesco Angioni jr (vedi articolo), 18 – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … al via il ‘Meeting per l’amicizia fra i popoli’ 2015 (vedi articolo), 19 Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … con Mister Lombardi racconti, ricordi, vittorie e foto (vedi articolo), 20 – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … il racconto di Antonio Ciontoli (vedi articolo), 21 – Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … nel racconto della prof.ssa Anna Giordano (vedi articolo) oltre naturalmente a una breve cronaca della Santa Messa in occasione dell’anniversario della Nascita al Cielo (vedi articolo).
Il rapporto tra Salvatore Cardillo e don Salvatore d’Angelo si perde nel tempo, e, tra un aneddoto e una foto, in questo studio d’indagine storico biografico lo abbiamo già dimostrato.
Nel periodo breve, se rapportato alla grande amicizia tra i due, di frequentazione che ho avuto con Salvatore Cardillo, con il dott. Salvatore Cardillo, ricordo con piacere di quando questi mi parlava delle sue conversazioni con il sacerdote.
In particolare, al fine di dimostrare la capacità memonica e di visione d’insieme nonché di aggiornamento su quanto accadesse in città, ho vivo nella mente un episodio in cui il sacerdote chiama l’amico già Sindaco per fargli leggere un articolo di giornale che inquadra lo scenario storico politico del dopo guerra. L’amico politico legge con attenzione manifestando apprezzamento per l’autore. Questi, compagno di partito di entrambi a Maddaloni, che aveva ideato una testata giornalistico politica, collegata ad un proprio neo movimento cittadini, che ricordo essere stata edita per pochissimi numeri. Ebbene dopo ciò, il sacerdote, divertito, prende dalla sua libreria un testo di un noto storico e legge. Con sorpresa, racconta Cardillo, ebbi modo di appurare di persona che finanche le virgole erano state riprodotte. Ecco, simpaticamente, prendendo per vero l’episodio, e non ci sono motivi per cui non dovrebbe esserlo, ho voluto così ricordare il mio personale aneddoto sui Salvatore, sugli amici Salvatore la cui squadra, il cui fare squadra portò, a livello amministrativo, interessanti risultati nello sviluppo della Città dalla seconda metà degli ’50 nel nostro territorio.

Inaugurazione dell’Ufficio postale di Corso I° Ottobre, cosa realizzata per diretto intervento di don Salvatore d’Angelo come è stato già possibile riferire.

Foto Cicchella, inaugurazione della Villa Franco Imposimato, anni ’80 Cardillo Sindaco e don Salvatore chiamato a fare la benedizione del luogo che sarà per qualche decennio attrazione e momento di incontro e teatro di importanti manifestazioni anche con diretta o replica su Rai e Mediaset. Questa foto dimostra come la collaborazione dei due Salvatore nel tempo resterà stabile.
Si ripropone un articolo a firma del dott. Cardillo apparso sul mensile “Orizzonti” del settembre 2000, per il quale ad Elvira Cardillo e Alfredo Omaggio manifesto il mio ringraziamento per avermi dato supporto nel reperire la versione originale.

Fermoimmagine del Video dei funerali di don Salvatore d’Angelo. Forse ultima messa di prima comunione del medesimo maggio 2000 nella chiesa del Villaggio dei Ragazzi.
L’articolo ha per titolo: “Il Villaggio nella storia della città” e per sottotitolo “Una riflessione sulla figura e l’opera di don Salvatore d’Angelo”.
Ecco il testo: “Il 30 maggio non è morto solamente uno di noi. Quanti vorranno riflettere su quel denso tratto di storia, che è stato il dopoguerra maddalonese, dovranno accorgersi di dover interpretare una realtà politica singolare, se è vero che esso fu attraversato con passione, speranza, dignità critica, impegno politico, in un contesto nazionale, giocato ai livelli di una contrapposizione radicale di valori. Dovranno sapere che si era anche alla vigilia del rinnovamento conciliare e del transito all’età adulta del mondo cattolico italiano, con la proposta di nuovi problemi ai credenti in seno alla società civile. Su questa strada e in questo contesto inciamperanno inevitabilmente in Salvatore d’Angelo; naturalmente, senza speranza di imbattersi in alta pedagogia, né in forte teoresi di cammino, ma nella vigorosa presenza, che ne è stata coerente e operativa espressione. Il Villaggio fu il prodotto della reazione contadina di giustizia insieme al tentativo culturale e religioso di rendere vera una presenza cristiana nel tempo che invocava contro violenze e ingiustizie, quando il disordine segue ad una immane tragedia con il fallimento delle istituzioni. In fondo a queste rovine erano chiaramente i più deboli.

Fermo immagine del Video proiettato, in occasione dell’80° compleanno di don Salvatore d’Angelo, gennaio 2000, nella sede del Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni. La casa dove nacque Salvatore d’Angelo nell’anno 2000.
E’ così che, nel tempo senza profezie e sulle ceneri delle palingenesi distrutte, spunta qualcuno – ruvido e testardo – che ripropone la speranza e chiama a raccogliere lo smarrimento di quelli che, non riuscendo a capire, dilatano le piccole pupille a chiedere le ragioni della distruzione e del rifiuto della vita. Il senso storico del Villaggio sta nell’essere in mezzo all’impatto drammatico delle forze storiche al confronto per l’uscita verso una società diversa, modellata ognuna sulla sua verità, con il fallimento storico della civiltà, letto nello sguardo delle vittime più innocenti. Più avanti nel tempo, si parlerà anche di un’appartenenza partitica del Villaggio, addirittura come avamposto locale della Democrazia cristiana. La verità, per chi ha vissuto intensamente quegli anni, è che questa città trovò in sé la qualità di intuire, attraverso la sua classe politica (cattolici, comunisti, socialisti, liberali) i termini reali di quanto bloccava la democrazia italiana e di alimentare una dialettica politica libera, creando, qui – e forse solo qui – ampi spazi di dibattito con irripetuto stile di tolleranza. L’opinione politica regionale pose attenzione al dibattito maddalonese; le prime esperienze amministrative con cattolici e comunisti fanno fede di una ricerca di compatibilità e fecondazione reciproca tra cultura comunista e quella democratica dei cattolici.


Foto dalla rete web, edita da Salvatore (Giulio) Borriello, che riprendono don Salvatore con Salvatore Cardillo in un momento Sociale per la consegna degli attestati in occasione di un torneo di Scherma. Nella Foto in basso al centro anche Francesco Angioni. La foto è presumibilmente degli anni ’50-’60.
Il Villaggio fu al centro di questo sforzo di interessi nuovi per volere una città diversa, liberata dalla miseria, dalla protezione secolare della grande rendita agraria. Salvatore d’Angelo non nasce a caso nel rione Pignataro, non diverso da altri quartieri periferici, segnati dalla teoria dei bassi, dove l’urbanistica della povertà consentiva letti e stalle insieme nella coatta promiscuità della specie. Ma per tante altre ragioni, la verità sul carattere politico del Villaggio non è riferibile ad alcuna appartenenza, che non fosse la testardaggine di un prete. Era questa a fare giustizia delle differenze politiche, dando luogo anche – perché non riconoscerlo – ad uno sconcertante sincretismo di contraddizioni ed irriducibilità. La storia del Villaggio, della sua sopravvivenza nel suo primo tempo di vita, è stata l’acrobatica scrittura di linee oblique, intersecate, anche di grovigli difficili, da cui si uscì, con la caparbietà contadina dell’uomo, tendendo a ogni costo alla prospettiva del recupero alla vita e alla speranza di centinaia di ragazzi. Essi erano i non-colpevoli, ed insieme, la coscienza critica di una società, che, con essi, scopriva il valore represso della solidarietà. Che le ragioni della solidarietà e della tolleranza si affacciassero al centro del dibattito politico del Paese per definire la democrazia italiana e si determinasse nel contempo il passaggio ad età adulta del cattolicesimo italiano, sta a indicare la sintonia con la quale la vita culturale e politica della nostra città e la nascita del Villaggio si muovessero, segnando una consapevolezza critica adeguata dei problemi della società italiana. Su questo tempo, anche partendo dal Villaggio, sarebbe utile nel futuro una riflessione, per misurare la tensione e la consapevolezza culturale della città alla partecipazione della ricostruzione del dopoguerra. Certamente, molte di quelle promesse sognate gemono ancora nelle doglie di una prospettiva migliore; ma, allora, furono immaginate e, tra esse, c’era il Villaggio. Non attore soltanto, don Salvatore, quando lascia dietro di sé migliaia di mondi e di storie, tradito da un cuore, che aveva battuto per cinquant’anni per migliaia di cuori, fa scoppiare un dolore, che, da sempre scontato nella coscienza, non rea mai stato come adesso. Il tempo chiede lo sconto di sogni e illusioni, ma bisognerebbe chiedere ai giovani di fermarlo, opponendogli la memoria di una tenacia, anche orgogliosamente nostrana, al servizio della convinzione cristiana, perseguita per un’intera esistenza. Attorno al prete si materializzò concretamente lo sforzo di opporsi, per qualche verso, al corso violento ed ingiusto della storia; luci e ombre non riuscirebbero a sminuire la scelta cristallina di stare con i deboli e le vittime, pur di ogni razza e colore. Se ne va il testimone, sicuramente contento dell’indifferenza al luccichio delle palandrane romane, e lascia l’eredità di una prospettiva incompiuta di una società ancora senza pace e completa giustizia. Ricordarlo serve a non dover riscrivere una storia di lacrime, se ancora il firmamento di questo Paese dovesse ripopolarsi di tante piccole pupille dilatate e stupite per la follia degli uomini”.
Sono stati anche altri i momenti e le testimonianze che indirettamente Salvatore Cardillo ci ha lasciato sulla figura e sul rapporto che aveva con don Salvatore d’Angelo, uno per tutti l’intervento videoregistrato, con Elio Rosati e Giulio Andreotti, in occasione del 40° anniversario della Fondazione maddalonese, però mi sembra giusto, per il momento fermarmi a questo, aggiungendo ancora un contributo. Il contribuito che unisco alle parole di Cardillo è quello di Giovanni Matteo Centore, dello scorso 22 dicembre 2015, molto vicino a Salvatore Cardillo, suo erede spirituale, politicamente parlando, e che ci offre un bel pensiero sui due Salvatore.

Fermo immagine del Video proiettato, in occasione dell’80° compleanno di don Salvatore d’Angelo, gennaio 2000, nella sede del Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni. Nel corso degli interventi catturati nell’immagine parlerà Rosati dei fatti di cui all’articolo.
Ecco la testimonianza:
“Salvatore Cardillo e Don Salvatore d’Angelo nascono nello stesso quartiere, Pignatari, ed appartengono alla stessa generazione, quella che nell’immediato dopoguerra promuove la ricostruzione civile e morale della Città.
Decidono entrambi di aderire alla Democrazia Cristiana ed in essa si collocano in due correnti diverse. Cardillo si riconoscerà in quella più a sinistra, “cronache sociali”, mentre Don Salvatore in quella più centrista, seguendo il suo amico e compagno di seminario Andreotti. Tuttavia, l’amicizia è forte, come la collaborazione politica. Siedono negli stessi banchi del Consiglio comunale. Di poi, Cardillo sarà Sindaco e Don Salvatore assessore ai Lavori Pubblici.
Per gli aneddoti, Cardillo raccontava di Don Salvatore che, da assessore ai lavori pubblici, girò in lungo e largo la Città, quando negli anni Cinquanta fu vittima di un alluvione e contribuì al rifacimento di strade.
Ed ancora, negli anni Ottanta, Don Salvatore chiese a Cardillo di insegnare religione ai ragazzi, attività che gli piaceva molto. Cardillo raccontava come gli piacesse provocare i ragazzi per far comprendere loro come la fede non consistesse nell’andare a Messa la domenica, quanto piuttosto vivere con coerenza certi valori.
Veniamo agli anni Novanta, da Presidente della Pro-Loco, Cardillo, chiese a Don Salvatore la disponibilità del Villaggio per ospitare e supportare alcune attività della Pro -Loco. Ricordo, a tal riguardo, la collaborazione per l’organizzazione di una gara internazionale di pattinaggio, curata da Raffaele Santonastaso, detto Logos, allora componente del Cda Pro Loco, con delega allo Sport e tra gli animatori del pattinaggio a Maddaloni per anni.
Ed ancora, sempre nell’ambito della Pro Loco, ricordo l’ospitalità per la Sagra del carciofo paesano, che si svolgeva a piazza della Pace, mentre le cucine erano collocate all’interno della Fondazione nella parte che affaccia sulla suddetta Piazza. Accompagnai diverse volte Cardillo da Don Salvatore e quello che mi colpiva dei loro incontri era, ad un tempo, il rispetto reciproco e l’affetto che li legava. Cardillo, nonostante questo, lo chiamava “Don Salvatore” e si rivolgeva a Lui sempre con molto rispetto e deferenza.
Per Don Salvatore, invece, Cardillo era semplicemente “Salvatore”. Insomma, tra quello che Cardillo mi raccontava e quello che ho vissuto da testimone posso ricavarne i profili di due personalità permeate, anche in età avanzata, di passione per la Città, voglia di fare e capacità di elaborare idee”.

Befana del Vigile a Maddaloni nel 1958. Si noti in basso la presenza di don Salvatore d’Angelo e sopra di lui quella di Salvatore Cardillo.
Non penso che vi sia da aggiungere altro, tranne che in questi giorni si va concretizzando la dedicazione di una location a don Salvatore d’Angelo[2].
Come di consueto è doveroso chiarire che siamo coscienti del fatto che la figura di don Salvatore d’Angelo sia ancora in gran parte, se non addirittura tutta, da scoprire. Ecco perché abbiamo deciso di portare avanti questa esperienza, indagine, studio, progetto conoscitivo/biografico su e del sacerdote maddalonese. Non ci si aspetta di essere esaustivi e di non cadere, sia pure involontariamente, in qualche errore storico/testimoniale. La nostra è una raccolta che nasce dalle testimonianze dirette ed è supportata, dove è possibile, anche da documentazione. Sarà dato modo di replicare, integrare, chiarire etc. gli elementi emersi nel corso di questa opera. Ci si augura che il libero e “gratuito” lavoro d’indagine venga accolto per quello che vuole essere: un tentativo di rivisitare la storia di un uomo straordinario, umile e grande, che è stato padre, fratello e amico.

Foto Cicchella, festa degli anziani 1988, l’evento fu realizzato con il supporto di don Salvatore d’Angelo il quale come Cardillo riservava molta attenzione alla terza età.
Legata al presente progetto è nata una Pagina Social, disponibile al link https://www.facebook.com/donsalvatoredangelo e #ricordodidonsalvatore, oltre ad account di posta elettronica ricordodidonsalvatore@gmail.com dove poter ciascuno fornire testimonianza, testuale e fotografica se opportuna, etc., e comunque si raccomanda la necessità di riportare i propri dati e i propri recapiti per opportuno contatto.
[1] I due Salvatore sono stati particolarmente amici come abbiamo avuto già modo di approfondire (Maddaloni, Salvatore Cardillo “un Signore della Politica”) e come si può leggere in un recente contributo dedicato ad entrambe le figure, a firma dello scrivente, nel terzo volume “Chi è?” edito nel dicembre 2015 per conto dell’Associazione “Dea Sport Onlus” diretta da Franco Falco che di don Salvatore d’Angelo fu educatore nel suo Villaggio dei Ragazzi (fonte).
[2] A tal riguardo a firma dello scrivente vedasi Maddaloni, don Salvatore e il suo Villaggio al centro dell’attenzione in questi giorni e Maddaloni, Dietro l’Angolo conclude le trasmissioni del 2015 con gli Auguri e ….
