MADDALONI (Caserta)- Questa sera nella chiesa di Santa Sofia, in via Cancello, don Matteo Coppola, parroco, presiederà una liturgia Eucaristica in memoria di don Salvatore Izzo a 39 anni della sua Nascita al Cielo.

Chi è don Salvatore Izzo? Chi lo ha conosciuto?
In verità, io stesso, che in via indiretta sono imparentato con una parte della sua famiglia, non ho avuto modo di conoscerlo, se non altro per il fatto stesso che sono nato giusto nove mesi dopo. La ho imparato a conoscerlo, attraverso i racconti e le appassionanti testimonianze che per anni ho raccolto e continuo a raccogliere sulla sua Persona e figura[1].

Di don Salvatore scrisse mons. Raffaele Nogaro, al tempo Vescovo di Caserta, nel novembre 2001, in relazione al sacerdote, “sono grato al Signore per questa manifestazione privilegiata della sua presenza nella nostra chiesa. Io non ho avuto la grazia di conoscerlo di persona. Ma recentemente ho celebrato nella chiesa di Madonna di Lourdes i 25 anni della sua dipartita e mi sono reso conto del grande affetto e della profonda venerazione che il popolo di Caserta e della Diocesi rivolge alla sua persona. Solo un santo mantiene nei cuori di coloro che lo hanno conosciuto una devozione così intensa. Io mi sono naturalmente rivolto alla sua intercessione per ottenere dal Signore una corrispondenza di santità per il mio ministero di Vescovo e per il ministero dei miei sacerdoti”.
La conoscenza dell’esperienza di vita terrena di don Salvatore Izzo, almeno quella che per il momento ho pubblicato (in attesa che completi lo studio generale per un contributo più dettagliato) è disponibile sia sui social come nota (Festa di Cristo Re 2013 nel ricordo di Don Salvatore Izzo) che come contributo giornalistico di questa stessa testata (Maddaloni, Festa di Cristo Re 2013 nel ricordo di Don Salvatore Izzo). A questi si rimanda per una contestualizzazione biografica, volendo dedicare questo nuovo contributo a sottolineare essenzialmente qualche aspetto, anche nuovo, e riportare due testimonianze inedite.

Chi ha conosciuto don Salvatore Izzo direttamente, o indirettamente, sa che la sua figura è quella di un uomo che quando operava nella nostra Diocesi di Caserta spiccava facilmente tra le altre.
Brevemente va ricordato che don Salvatore Izzo nasce a Maddaloni il 7 luglio del 1927, primo di 11 figli, di cui due morti in tenera età, da Antonio (Maddaloni 5 agosto 1899 – 9 maggio 1994) e da Rosa Di Nuzzo (Maddaloni 31 agosto 1904 – 8 luglio 1996). Famiglia molto religiosa che ebbe più di un figlio che scelsero la strada della consacrazione e di cui uno fu sacerdote e l’altra suora.

Orgoglio della famiglia fu la sua scelta di avviarsi allo studio che lo avrebbe portato al Sacerdozio ed ancor più allorquando sacerdote gli fu chiesto di restare al Seminario Maggiore di Benevento (a parte un biennio al Seminario di Capodimonte a Napoli), dove aveva concluso l’iter scolastico dopo il Seminario Minore di Caserta, quale docente di Latino e Greco.
Don Salvatore riceverà l’Esorcistato e Accolitato nel 1948 mentre nel 1949 il suddiaconato, mentre sarà Ordinato Sacerdote il 16 luglio del 1950 nella chiesa maddalonese dell’Annunziata da mons. Mangino, Vescovo di Caserta, unitamente ad altri giovani Carmelitani Scalzi (alla cui famiglia religiosa è affidata la chiesa).
Dopo un periodo di circa 16 anni don Salvatore, per volontà del Vescovo pro tempore di Caserta, mons. Vito Roberti, fu richiamato a Caserta per risolvere le sorti del Seminario vescovile e poi avviare l’esperienza comunitaria di un area periferica, un nuovo quartiere in sviluppo a Caserta, della zona di via Acquaviva.
L’ubbidienza al suo Vescovo lo fece adoperarsi subito nel nuovo incarico, e quindi avere sede stabile a Caserta per l’azione missionaria a cui era chiamato e risiedere a Maddaloni, presso l’abitazione che comunque aveva stante il forte legame con la città natia e taluni sui ministri: don Giuseppe Santonastaso e con esso don Salvatore Izzo, tutti, con don Magliocca e don Letizia, operanti presso la comunità parrocchiale di San Benedetto Abate.
Presso questa fu assistente C.I.F. don Salvatore Izzo e si occupò, o comunque ebbe un ruolo/funzione nell’assistenza dei giovani scout, cosa questa condivisa con don Salvatore d’Angelo a cui era molto legato e di cui si rispolverano ricordi di loro passeggiate primaverili ed estive sul corso cittadino in orario serale. Al contempo prese ad insegnare presso il Liceo Classico “Giordano Bruno” di Maddaloni.



A Caserta Città sarà chiamato anche a svolgere la funzione di Padre Spirituale delle Suore di Santa Giovanna Antida di Caserta, e saranno proprio queste ed una in particolare (Suor Rosa) ad assisterlo nella sua opera della chiesa di Nostra Signora di Lourdes
Persona di cultura e di fede don Salvatore Izzo si occupò di tante cose tra cui di assistere spiritualmente i sacerdoti che avevano abbandonato l’abito talare decidendo di costituire una propria famiglia.
Tra le cose che lo hanno visto impegnato vi è certamente l’azione atta a far realizzare una chiesa nella zona della “Rotonda” o di “via Napoli” a Maddaloni per la numerosissima comunità dei fedeli che non aveva altro modo per partecipare alla vita religiosa ed Eucaristica che andare al centro città. Solo agli inizi degli anni ’90 ciò si concretizzo, ovvero dopo circa 15 anni della sua morte, e proprio davanti la cava dove è nato ed è vissuto don Salvatore Izzo.

Caso vuole che questa sera, nella medesima comunità parrocchiale, intitolata a Santa Maria Madre della Chiesa, sarà presente il vescovo di Caserta per l’unità parrocchiale tra la medesima e quella di Nostra Signora di Loreto. Parroco emerito è don Valentino di Ventura, mentre i co parroci sono don Michele della Ventura e don Antimo Vigliotta. Mentre sabato prossimo si celebra l’anniversario della nascita della chiesa parrocchiale.

Il forte legame con i giovani lo porto ad essere assistente dei giovani universitari a Maddaloni e a ripristinare la via crucis del monte san Michele.
Fervente era il legame con i malati e la devozione per la Madonna di Lourdes a cui decise di dedicare la comunità parrocchiale in Caserta da lui fondata e che, nel giorno della benedizione della sala liturgica, lo vide accosciarsi e Nascere al Cielo il 21 novembre 1976 tra le braccia del suo vescovo mons. Vito Roberti.
Don Salvatore è stata una figura santa, come su indicava il ricordo del Vescovo Nogaro, ed in tal ottica in occasione della monografia che gli dedicai nel 2001 conclusi la stessa con una ipotesi di epigrafe che qui si ripropone:
LA DIOCESI DI CASERTA
NONCHE LA CITTA’ DI MADDALONI
NELLA SOLENNITA’ DI CRISTO RE DEL 1976
GIORNO DI SOMMA FESTIVITA’
TRAMUTATOSI IN LUTTO PROFONDO
HANNO ” SALUTATO ” UN UOMO CARDINE
DON SALVATORE IZZO
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I POSTERI LO RICORDANO
COME TESTIMONE DI CRISTO
FIGLIO E SACERDOTE ESEMPLARE
AMICODELLA POVERTA’ E DELL’UMILTA’
SOMMA FIGURA EDUCATIVA
UOMO DAI NOBILI SENTIMENTI
CULTORE DELLE LETTERE E DEL SAPERE
DIFFUSORE DELLA “LUCE DELLE GENTI”
NELL’ANNIVERSARIO DEL GIORNO
DEL SUO RITORNO AL PADRE
MADDALONI 21 NOVEMBRE 2001

Dopo questa estrema sintesi del ricordo biografico di don Salvatore, a cui sembra strano non essere intestato alcun carteggio per il riconoscimento di Servo di Dio, si riportano due testimonianze di questi giorni di don Angelo Delli Paoli e di don Matteo Coppola.

Don Angelo mi dichiara: “Don Salvatore Izzo era un sacerdote che ammiravo molto, uno dei più preparati spiritualmente e culturalmente della Diocesi di Caserta.
Il fatto stesso che insegnasse Latino e Greco presso il Seminario di Benevento era un vanto per la Diocesi di Caserta.
Una persona umile e ubbidiente e così allorquando il Vescovo di Caserta, mons. Vito Roberti, gli chiese di lasciare l’incarico a Benevento per venirsi ad occupare del Seminario non esitò un attimo. Seminario che con lui si apri e modernizzo, e ricordo, siamo agli inizi degli anni ’70 ed io poco più che diciottenne, partecipai alla Colonia estiva per i Seminaristi che don Salvatore organizzò nella zona di Gaeta a Serapo, presso un edificio a disposizione del Seminario locale.
Sono tanti i ricordi che mi legano alla sua carismatica figura che ingiustamente non viene valorizzata, discorso che vale anche per altri sacerdoti che hanno vissuto a pieno la loro missione in Diocesi, e tra questi mi commuove ricordare come ho vissuto in prima persona le peripezie che lo hanno portato ad occuparsi della costruzione di una Casa del Padre nella comunità del rione Acquaviva affidatogli dal medesimo Vescovo Roberti. Ricordo che quasi stabilmente, essendo ordinato sacerdote nel 1973, celebravo la Santa Messa di mezzogiorno, prima nei locali in una casa a disposizione, poi nell’attuale teatro ed infine nella nuova chiesa che luogo della sua nascita al Cielo.
Un ulteriore ricordo che sento di dover condividere è legato all’indomani della sua morte, allorquando in occasione dei funerali il Vescovo Roberti lasciò a me la parola per l’omelia e mi toccò parlare di don Salvatore. Questa cosa mi scosse un po’ perché non mi sarei mai aspettato che mi si concedesse di parlare al posto del Pastore e su di una figura tanto eminente”.
Segue ora la testimonianza di don Matteo, che questa sera celebrerà la Santa Messa in memoria di don Salvatore Izzo: “Io ricordo il giovane don Salvatore che veniva da giovane prete, al Pio Monte Carmelo di Maddaloni, nella zona detta ‘ai mulini’, a celebrare. Era una persona molto stimata don Salvatore Izzo era da tutti considerato come sacerdote preparatissimo, scrupoloso specie per le confessioni.
Ricordo, come aneddoto, che le giovincelle cercavano di sfuggire … ma una volta che si erano accostate alla confessione desideravano averlo come guida spirituale.
Per quello che è il mio ricordo sono certo che il confessore di don Salvatore Izzo era mons. don Angelo della Medaglia, parroco della comunità parrocchiale maddolnese di Sant’Alfonso Maria de Liguori, nella zona detta ‘ai mulini’, di poco distante rispetto al Pio Monte Carmelo.
Per quanto ricordo, mi capitava spesso di partecipare alle funzioni sia al Pio Monte Carmine che alla chiesa di Sant’Alfonso, e durante la festa del Carmine ero attratto dai tanti seminaristi di Maddaloni che studiavano a Benevento. Alunni di don Salvatore Izzo che venivano tutti gli anni a cantare la novena che don Salvatore predicava.
Ricordo che appena ci fu la riforma liturgica, don Salvatore Izzo incominciò a celebrare il novenario di sera con la celebrazione Eucaristica serale. Fu uno dei primi a farlo.
Ricordo che don Salvatore era molto legato alla famiglia d’Agostino che ebbe diversi sacerdoti tra cui don Vincenzo, già Direttore dell’Istituto di Scienze Religiose “San Pietro” di Caserta”.
Si vuole con questa sintesi della memoria di don Salvatore contribuire al ricordo della sua reale e viva presenza nella Città di Maddaloni e nella Diocesi di Caserta.
[1] Lo studio sulla Persona e figura di don Salvatore è iniziato negli anni della mia frequentazione del Seminario Vescovile di Caserta. Un primo articolo più strutturato lo pubblicai con il titolo “don Salvatore Izzo” nella rivista “Caserta Domani” (anno XX n. 1-2 gen./feb. 1995) nei primi mesi del 1995; altro contributo è dell’anno successivo nell’Annuario del 1996 del Seminario Vescovile della Diocesi di Caserta, ed ancora nel 2001 con la monografia “Appunti su don Salvatore Izzo di Maddaloni”, edita in Maddaloni nel mese di novembre in occasione del 25° anniversario della sua morte. Interessati contributi per la conoscenza di don Salvatore Izzo è l’opuscolo “Parrocchia Nostra Signora di Lourdes – Caserta” edito sempre nel 2001 in occasione dei 25° anniversari della Fondazione della Comunità parrocchiale Nostra Signora di Lourdes, ordinazione Sacerdotale di don Michele Cicchella e Anniversario della morte del Canonico don Salvatore Izzo. Ed ancora va citato l’articolo di don Michele Tagliafierro “don Salvatore Izzo: un testimone vero” nella rivista Diocesana “Vita Diocesana” (Anno 1 n. 1 ) del 30 ottobre 2001.






