Caserta, “I uagliun ru tigl” e Luca Rossi: nuove sonorità alla Fiera dell’asparago

 

I uagliun ru tigl

POZZOVETERE (CASERTA) – No, ancora non sono il fenomeno musicale del momento. Ma, di sicuro sono un fenomeno. Perdonatemi ma, lo sapete, io sono una “passionale” e amo guardare gli occhi e vivere le emozioni attraverso tutti gli “strumenti” corporei che ci ha offerto il Padre Celeste. E lo spettacolo a cui ho assistito ieri ha allertato tutti i miei sensi. Poco meno di venti ragazzi, muniti di tini, botti, percussioni di ogni genere, una chitarra, un basso, castagnette e tanto entusiasmo. Un intreccio di voci a far da cornice ai tamburi e il piacere di esibirsi su un palco, dopo essersi incontrati, trovati e aver accomunato la propria energia in un progetto che mi auguro darà grandi frutti nel lungo periodo. “I uagliun ru tigl”. Questo è il gruppo musicale di cui vi sto parlando. Ieri pomeriggio, si sono esibiti nella piazza di Pozzovetere, durante la fiera dell’asparago selvatico dei Colli Tifatini. Uno spettacolo, travolgente, coinvolgente e anche e soprattutto divertente. A guidare l’allegro gruppo, il maestro Sandro Bristot. Le braccia alzate a dare il ritmo alla sgargiante band ma anche al pubblico che nella piazza si è lasciato infervorare dai ritmi incalzanti. Un cielo turchino, allietato da qualche bianca nuvoletta ha fatto da scenografia alle musiche e agli improvvisi intermezzi musicali a cui si è affiancata anche la sapiente mano del maestro Luca Rossi (è recente il suo primo cd da solista, Pulecenella love), che poco prima del gran finale è salito sul palco e con un piccolo tamburello si è divertito a improvvisare giochi ritmici con “i uagliun ru tigl”. Alla fine, in fondo, è quello che vogliamo, una musica che aggreghi e che crei nuove sonorità. Gli strumenti scelti sono quelli della tradizione contadina. Nessun confronto con i “nobili bottari” di Macerata Campania ma solo il semplice desiderio di sperimentare i suoni di tutti gli attrezzi più semplici e ricavabili dagli utensili da lavoro, magari abbinati anche agli “strumenti ufficiali”, ma al semplice scopo di divertirsi e di creare una sinergia inebriante che si possa avvertire ovunque non solo dalle piazze dei Colli Tifatini ma che possa attraversare i luoghi più disparati. E allora, un in bocca al lupo a questi ragazzi e anche alla ragazza che a loro si è unita e che è divenuta, simpaticamente, la “signora delle castagnette”. E non dimentichiamo i più giovani. Visto che nella band ci sono anche delle piccolissime mascotte. Ma non vi dico altro. Che la curiosità vi spinga a dirigervi dove sentirete parlare di “i uagliun ru tigl” . Alla prossima, allora, per alzare le mani al cielo al ritmo del “tempo che va” e cantare a squarciagola i “ritmi popolari”.

La signora delle castagnettestrumenti antichi