CASERTA -Fatica e soddisfazione. Queste sono le due parole che meglio sintetizzano “Quaerite”, la rivista dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “S.Pietro” di Caserta, che, nel pomeriggio di mercoledì 26 febbraio, ha presentato il sesto e il settimo numero, pubblicati in occasione dell’Annus Fidei che è da poco giunto al termine (11 ottobre 2012 – 24 novembre 2013).
Alla presentazione hanno partecipato S. E. Monsignore Antonio di Donna, vescovo di Acerra, S. E. Monsignore Angelo Spinillo, Amministratore apostolico della Diocesi di Caserta, don Nicola Lombardi, direttore dell’Istituto, della Rivista e della Biblioteca della Curia, don Nicola Buffolano, don Gianmichele Marotta, l’editore Luigi Nunziante della casa editrice Saletta dell’Uva, e in qualità di moderatore, Antonio Salvatore Romano, membro della redazione della Rivista.
“Ogni numero che viene pubblicato è simile ad un bambino che nasce”, ha affermato don Nicola Lombardi, parlando del lungo processo di gestazione di Quaerite, che in quattro anni è arrivata al settimo numero e che è stata appoggiata da Vescovi di tutta Italia. Il direttore ha, poi, rivolto un pensiero a S. E. Monsignore Pietro Farina, al quale, tra l’altro verrà dedicato l’ottavo numero della Rivista.
Dopo i saluti da parte dell’amministrazione provinciale dell’assessore al bilancio, Donato Affinito, è intervenuto l’editore Luigi Nunziante, il quale ha messo in luce le difficoltà che hanno accompagnato la gestazione dei vari numeri, lo sforzo “prometeico oltre che economico”, specialmente in un periodo, come questo, in cui il libro ha perso centralità e importanza. “Quattro anni fa quando concordammo con don Nicola di intraprendere questo cammino, ci sembrava fondamentale che la Rivista scientifica dell’Istituto, strumento di ricerca della nostra realtà locale, mantenesse questo legame con il territorio. Ed è per questo che usavamo spesso la metafora del Gigante Anteo, figlio di Poseidone, che riceveva forza dal contatto con sua madre, Terra, e che solo Ercole riuscì a vincere sospendendolo dal suolo”, ha dichiarato Nunziante.
Di grande cultura e di straordinaria saggezza è stato, poi, il discorso del Vescovo di Acerra, S. E. Monsignore, Antonio di Donna, il quale, dopo aver ringraziato per l’invito, ha chiarito alcuni punti riguardanti l’Anno della Fede, indetto da Benedetto XVI, con la lettera apostolica Porta fidei dell’11 ottobre 2011. L’inizio dell’Annus Fidei ha coinciso con due eventi di grandissima importanza per la Chiesa: il cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, voluto dal beato Giovanni XXIII (11 ottobre 1962), e il ventesimo anniversario della promulgazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, offerto dal beato Giovanni Paolo II (11 ottobre 1992). Come ha ribadito più volte il Vescovo, rispetto a quello voluto da Papa Paolo VI, nel 1968, nel quale si toccavano alcuni punti della Fede, quello dell’ora Papa emerito Benedetto XVI, è differente. Ora non sono i contenuti ad essere messi in discussione, ma la Fede stessa. “C’è una forte crisi di fondo in Europa, della Fede, intesa non come Fides Quae, ma come Fides Qua. Si è persa la gioia del Credere. Ma la crisi – ha continuato il Vescovo, citando il cardinale Walter Kasper- non è dell’istituzione, bensì del Primato di Dio e della sua Gloria”.
Purtroppo, però, non è solo la Fede, in quanto fiducia nella vita e nell’uomo, ad essere in crisi, ma anche la Ragione, le quali, checché se ne dica, sono strettamente collegate. “La Fede non vince sulle macerie della Ragione, non gode dell’uomo ignorante che smette di cercare”. Al giorno d’oggi il mostro peggiore è la comune indifferenza culturale e spirituale che attanaglia la maggior parte di coloro che si definiscono credenti. La nostra è diventata la “religiosità dello scenario”, in cui Dio è sullo sfondo, e se c’è o non c’è poco importa, si vive lo stesso. Ma allora sorge spontanea la domanda: è ancora possibile e necessaria la Fede? “È necessaria quella Fede che non sia precaria, devozionale, folklorica, ma che sia fonte di senso e luce che illumina, un cammino di umanizzazione. Quella stessa Fede che è atto di libertà, a tal punto, che Dio ha creato l’uomo libero e in grado persino di rinnegarlo. Ogni tempo è favorevole. Ogni tempo è tempo per Dio”, ha concluso S. E. Monsignore di Donna.
A parlare nello specifico del sesto numero, è stato don Nicola Buffolano, del Comitato Scientifico, il quale, dopo aver descritto il forum, gli articoli e le recensioni presenti nel volume, ha ribadito l’importanza di un’opera simile, nata con l’intento di dar voce e testimonianza ad una città che troppo spesso, fa parlare negativamente di sé. Per il settimo numero, invece, ha preso parola l’editorialista don Gianmichele Marotta. In esso si tirano le somme dell’anno appena trascorso, il quale, sebbene volto al termine, lascia una porta aperta, che Papa Francesco I ha invitato a varcare.
S. E. Monsignore Angelo Spinillo, ha concluso, poi, la presentazione, auspicando che la Rivista, compimento di un lavoro lungo e faticoso, si faccia profezia, e inviti a proseguire nella ricerca culturale.
Al termine della serata, poi, sono state consegnate le pergamene di Laurea, di Laurea Magistrale, dei Master e degli Attestai Accademici agli allievi dell’Istituto.
A loro e all’intera Diocesi di Caserta va il nostro augurio, con la speranza che questo sia solo l’inizio di un lungo cammino spirituale e culturale.
