Caserta, situazione di crisi all’ospedale San Sebastiano

Ospedale

CASERTA – “Cosa lasceremo ai nostri figli? L’amarezza di non aver tentato un cambiamento o la forza di aver cercato con tutti i nostri mezzi, una strada per migliorare una situazione disastrosa?” Questo l’incipit che muove la volontà e la necessità di agire dei medici, di tutti i medici dell’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta.

 

Una struttura pubblica che soffre le pecche di errori e gestioni, troppo spesso, delittuose che, ora, evidenzia la criticità di una situazione non più sostenibile. “Il personale sanitario è insufficiente. Non si possono fare concorsi per assumere nuove unità –  a spiegare la situazione comune a tutti i reparti del nosocomio cittadino è il dottor Ortensio Marotta, direttore di Otorinolaringoiatria – E le malattie sono in continuo aumento. Cosa possiamo dire ai nostri pazienti? Aspettate, fra poco la situazione si risolverà, ma intanto le patologie si aggravano”. I posti letto sono insufficienti. “Poco più di quattrocento posti letto – prosegue il dottor Marotta – un numero ridicolo per sopperire alle esigenze di questa provincia, soprattutto se consideriamo il numero dei letti messi a disposizione delle altre province campane”. Altri cinquecento posti dovrebbero essere riservati al nascente Policlinico. “Quei posti, li potrebbero concedere a noi oggi – aggiunge Marotta – insieme a un incremento del personale sanitario e poi, pensare a un trasferimento una volta attiva la struttura”. Ma dalla Regione il rifiuto è netto. Ora non sono possibili assunzioni. Il Comune intanto ha inserito la situazione dell’ospedale all’ordine del giorno del Consiglio comunale. Le persone già gravate da malattie sempre più truculente, subiscono un aggravio peggiore, l’ansia, la snervante attività di medici, infermieri e operatori sanitari tutti che, si barcamenano per cercare di offrire un servizio sanitario di buona qualità.

“Un servizio pubblico – conclude il dottore – deve essere una fonte per tutti. Chi si reca in ospedale lo deve fare con speranza, senza essere portato alla disperazione”. Una struttura commissariata non può rispondere alle esigenze necessarie, necessita di un aiuto e non si può aspettare oltre”.