CASERTA- C’era una volta la famiglia. Oggi questa parola così comune nella sua espressione sembra del tutto scomparsa. Assistiamo sempre più al fenomeno di disgregazione sociale dell’istituzione famiglia, tutti ne parlano, tutti sono interessati alla “famiglia” come tale, ma poi tutto svanisce o finisce nel nulla, i mass media, la televisione e le riviste specializzate sono pronti a dare risposte e consigli su come gestire la famiglia. La famiglia istituzione naturale nata con la nascita dell’uomo e della coppia uomo – donna, trova la sua origine nel momento in cui Dio ha creato la donna quale compagna di Adamo per unirli nella vita per sempre e facendo della loro unione il “matrimonio sacro” creato dal Padre per dare origine a tutta l’ umanità. Nell’evoluzione della cosiddetta società civile si è smarrita questa sacralità della famiglia nel duplice aspetto di unione e di comunione, in quanto l’ ampio dibattito che si è aperto intorno ai temi fondamentali della famiglia chiama in causa i cristiani e credenti custodi di una verità e di una sapienza che traggono origine dal Vangelo, devono incarnare la visione cristiana dell’uomo e della società nell’impegno quotidiano, personale e sociale, e di offrire ragioni valide e condivisibili da tutti a vantaggio del bene comune. In questa visione la Chiesa da sempre ha cuore la famiglia e la sostiene con le sue cure e da sempre chiede che il legislatore la promuove e la difenda. Il fedele cristiano è tenuto a formare la propria coscienza confrontandosi seriamente con l’insegnamento del Magistero e pertanto non può appellarsi al principio del pluralismo ed all’autonomia dei laici in politica, favorendo soluzioni che compromettono o attenuino la salvaguardia delle esigenze etiche fondamentali per il bene comune della società, le cosiddette unioni civili. I cristiani sono chiamati ad impegnarsi in politica in particolare a quanti hanno la responsabilità di fare le leggi, per essere coerenti sulle scelte da compiere e sulle conseguenze future delle loro decisioni. A partire da queste considerazioni, la legalizzazione delle unioni di fatto è inaccettabile sul piano di principio, pericolosa sul piano sociale ed educativo, l’effetto sarebbe deleterio per la famiglia. Il diritto non esiste allo scopo di dare forma giuridica a qualsiasi tipo di convivenza o di fornire riconoscimenti ideologici, ha invece il fine di garantire risposte pubbliche a esigenze sociali che vanno al di là della dimensione privata. Ogni persona, prima di altre esperienze, è figlio, e ogni figlio proviene da una coppia formata da un uomo e una donna. Questo patrimonio è garantito dalla famiglia fondata sul matrimonio, proprio per l’ impegno che essa porta con sé, impegno di fedeltà stabile tra i coniugi e impegno di amore ed educazione dei figli. Per la società l’esistenza della famiglia è una risorsa insostituibile, anzitutto per il bene della procreazione dei figli, solo la famiglia aperta alla vita può essere considerata vera cellula della società perché garantisce la continuità e la cura delle generazioni quindi è interesse della società e dello Stato che la famiglia sia solida e cresca nel modo più equilibrato possibile, per questo le comunità diocesane, parrocchiali e tutti quelli che hanno a cuore “la famiglia” nella sua istituzione deve esprimere con vigore e forza l’annuncio della Parola, con la celebrazione dei Sacramenti e con la testimonianza della carità.
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